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Ginecologia e Ostetricia

CFS: quando la stanchezza cronica è qualcosa di serio

Forse non ci hai mai pensato, forse lo avrai chiesto alla tua migliore amica, ma se la tua stanchezza o spossatezza sono croniche parlane con il tuo ginecologo: potrà aiutarti individuandone la causa.
In base ad uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori americani che lavorano ad Atlanta, nel Centers for Disease Control and Prevention, sono state infatti scoperte le possibili malattie o disturbi che causano questo senso di stanchezza, riassunte nella sigla CFS.

Quali sintomi possono essere scambiati per casuali disturbi da stanchezza?

CSF copertinaAlcuni disturbi o patologie associati alla stanchezza, o alla cosiddetta “fiacca“, sono: irregolarità del ciclo mestruale (amenorrea, dismenorrea…), endometriosi o endometriti, dolori nel basso addome in prossimità dell’apparato genitale, menopausa provocata precocemente da interventi chirurgici in sede (ovaie, utero…).
Perché accade questo? Poiché un’ampia e variegata sintomatologia si manifesta allo stesso modo in molte patologie, e sta al ginecologo saper distinguere e trovare la necessaria terapia o consigliare un’eventuale prevenzione.
Tornando alla CFS, cerchiamo di scoprire meglio cosa è e cosa fare per combatterla.

Di cosa si parla quando si usa il termine CFS?

La CFS viene scientificamente indicata con il termine encefalomielite mialgica.
Si tratta di una malattia piuttosto complessa e delicata che affligge – senza che vi sia dia troppa importanza – molti adulti. In effetti, problemi fisici, quali quelli dopo un piccolo sforzo, una frequente insonnia o difficoltà nel prendere sonno, problemi di memoria e di fatica nel concentrarsi così come dolore alle articolazioni o ai muscoli non destano di solito particolare preoccupazione.
Ma forse qualche accorgimento andrebbe preso…? Magari sentire il parere di uno specialista è raccomandabile, soprattutto se lo stato di malessere si protrae da lungo tempo e per lungo tempo.

A quali risultati sono arrivati i ricercatori americani dopo aver studiato questi sintomi?

Alle donne sono state fatte domande riguardanti la loro storia clinica dal punto di vista ginecologico, in particolare relativamente alla loro fertilità, allo stato menopausale, a loro eventuali problemi di origine genetica.
È emerso che:

  • PROBLEMI IN MENOPAUSA INDOTTA: circa il 60% delle donne in menopausa anziché l’usuale 40% (ovvero normalmente il 40% delle donne in menopausa ha questi disturbi) mostra sintomi che portano alla CFS.
  • PROBLEMI NEL CICLO MESTRUALE: circa il 50% delle donne che hanno disturbi quando vivono il periodo mestruale in particolare le mestruazioni sono abbondanti o molto abbondanti hanno manifestato tale sintomatologia.
  • ENDOMETRIOSI: circa il 30% delle donne vive la CFS
  • INTERVENTI CHIRURGICI (isterectomia o ovariectomia): più o meno il 50% delle donne sottoposte ad interventi soffre per CFS presumibilmente previsti dopo l’operazione chirurgica.

CFS: donne e stanchezza cronicaCiò detto, questi sono solo risultati indicativi che dovrebbero però spingere le donne che si sentono stanche, o che hanno questo tipo di sensazione o dolore, a non sottovalutare questo stato. È raccomandabile rivolgersi ad uno specialista perché possa stabilire a quale gruppo appartieni, cioè se fai parte di quel 50%, di quel 30%, o se invece non ti senti bene per ragioni comprensibili e scientificamente prevedibili e quindi curabili.

Quali possibili cause per i pazienti fuori dalle categorie analizzate dai ricercatori?

È difficile individuare tutte le cause scatenanti la malattia, soprattutto perché la fatica cronica si ha anche dopo un semplice raffreddore; ma, essendo così frequente, forse varrebbe la pena saperne un po’ di più.
Giusto per elencare i motivi più probabili o per lo meno ai quali si può pensare, inizierei con il menzionare, oltre al banale virus influenzale: un forte stress di varia natura, problemi legati al sistema immunitario (sembra siano più deboli le persone affette da CFS), effetti collaterali a cure per malattie neoplastiche.
Altrettanto poco note sono le ragioni per le quali ad essere molto più colpito pare sia il sesso femminile tra i 40 e i 60 anni e le persone obese che fanno vita prevalentemente sedentaria. Andrebbe comunque aggiunto anche che la CFS non ha preferenze di razza e scala sociale e non è necessariamente trasmissibile per via congenita.

Come possono essere individuati tutti i sintomi?

Oltre a quelli già analizzati, è opportuno sapere che vi sono alcuni disturbi visivi (legati principalmente alla sensibilità alla luce), stati psicologici che provocano ansia, sbalzi di umore o attacchi di panico, brividi con o senza febbre, nausea, intolleranza alimentare, vertigini, pressione bassa, tachicardia, formicolio mani e piedi, palpitazioni cardiache, sudorazioni improvvise, temperatura corporea con pesanti alterazioni, affanno, ingrossamento dei linfonodi e tanti altri… Dunque, che fare?

Quali cure o terapie sono suggerite?

La gestione della stanchezza cronica potrebbe sembrare apparentemente banale per un medico, ma sarebbe opportuno descrivere tutti i diversi sintomi che si hanno per non confondere il medico di base.
Potrebbe essere utile seguire uno stile di vita meno stressante, dormire in modo regolare, evitare alcool e fumo, praticare terapie tipo yoga o ginnastica rilassante. C’è chi fa ricorso all’agopuntura, chi allo stretching, chi infine all’autoipnosi. In sostanza andrebbero bilanciate le vostre energie, e se alla fine della giornata vi sentite stanco, dovreste chiedervi cosa sia successo e cosa abbiate fatto.
Quanto ai farmaci, potrebbero aiutarvi i normali analgesici per curare il dolore, gli antistaminici in caso di raffreddore; quanto al sonno, è il caso di chiedere aiuto ad uno specialista. Prima di intraprendere qualsiasi terapia, bisogna rivolgersi al virologo, al patologo/clinico medico o al ginecologo a seconda dei vostri dolori.
Seguite quanto dicevano gli antichi filosofi greci: “Conosci te stesso“.
Investigate sulla vostra stanchezza… può rivelarsi di grande importanza!

 

Fonte: www.vitadidonna.it