Il pidocchio è un parassita di colore bianco-grigiastro che si può annidare sulla testa dei bambini.
Si può attaccare con molta facilità da una testa all’altra, per questo motivo è importante la prevenzione e, nel caso in cui si è stati colpiti, effettuare dei trattamenti mirati.
Il pidocchio: osserviamolo con attenzione
Il pidocchio si nutre di sangue umano, tende ad infestare le teste soprattutto dei bambini, generalmente in un’età compresa tra i 3 e gli 11 anni. Non è legato ad una scarsa igiene, al contrario, gli esperti hanno notato che i pidocchi tendono a diffondersi con più facilità su una testa pulita.
Le uova si annidano generalmente in punti particolari come dietro le orecchie, alla base della nuca e sulla frangia.
La uova sono molto simili alla forfora, ma mentre quest’ultima è facile da eliminare, le uova rimangono attaccate con insistenza al capello.
Quando le uova si schiudono nascono i pidocchi, che sono inizialmente di dimensioni molto piccole (circa 1 millimetro), ma dopo 10 giorni raggiungono anche i 3-4 millimetri di lunghezza.
Per osservare il pidocchio può essere di aiuto anche l’utilizzo di una lente di ingrandimento. Se la testa del nostro bambino è infestata dai pidocchi, noteremo dei piccoli animaletti camminare sulla testa.
Non facciamoci impressionare ma rivolgiamoci con tempestività ad un pediatra che ci consiglierà i trattamenti da effettuare.
Ma come facciamo a capire se nostro figlio può aver preso i pidocchi?
Il primo campanello di allarme è il prurito; il grattarsi con insistenza la testa potrebbe essere un segnale da non sottovalutare.
Potremmo notare anche sulla cute della testa o sul collo, dei piccoli rigonfiamenti rossastri, che alcune volte possono presentare crosticine o secernere del liquido.
Infine, se osserviamo con attenzione la testa e notiamo la presenza delle uova non avremo più dubbi.
Non aspettiamo e interveniamo subito. I pidocchi si possono attaccare alle persone vicine davvero con molta facilità. Prima effettueremo i trattamenti, più possibilità avremo di evitare il contagio.
Il pidocchio: i trattamenti da effettuare
In commercio esistono numerose tipologie di trattamenti per pidocchi: shampoo, polveri, lozioni, spray, gel, mousse…
Alcuni esperti sconsigliano l’uso di shampoo perché il tempo di posa è generalmente ridotto rispetto a spray o lozioni e quindi potrebbero avere un’efficacia minore. Anche la polvere, in alcuni casi, viene sconsigliata perché cospargendola sulla testa viene inevitabilmente respirata dal bambino. Lasciamoci comunque consigliare dal pediatra quale sia il trattamento più adatto per il nostro bambino, non ci fidiamo del passaparola.
Ogni trattamento ha un suo specifico tempo di posa e delle particolari indicazioni, leggiamo quindi sempre con attenzione il foglietto illustrativo del prodotto. Generalmente è necessario effettuare un nuovo trattamento dopo circa una settimana. Alcuni trattamenti necessitano anche di tre dosi. Nel caso in cui dovessero avvenire 3 recidive dell’infestazione, è necessario utilizzare un altro prodotto.
I trattamenti più utilizzati possono contenere:
- permetrina e piretrine naturali sinergizzate, agiscono bloccando il sistema nervoso dei pidocchi, presentano anche attività ovicide;
- malathion, induce la morte sia del parassita che delle uova. Raccomandato per bambini di età superiore ai 6 anni;
- dimeticone, è una molecola che ha un’azione parassitaria non di tipo chimico ma fisico, crea infatti una pellicola intorno al pidocchio soffocandolo. Non viene assorbita dalla pelle e produce meno effetti irritativi rispetto ad altre sostanze.
In genere viene consigliato insieme ai trattamenti l’uso di pettini a dentatura fitta che rimuovono meccanicamente le uova.
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