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Sonnambulismo: cause, sintomi e cure

Il sonnambulismo è un disturbo del sonno nel quale, chi ne è affetto, durante determinati momenti della notte potrebbe scendere dal letto e farsi una bella passeggiata.

Solitamente si vede questo comportamento soprattutto nei bambini di età compresa tra i 3 e gli 8 anni. Si tratta di una parasomnia ereditaria e, in generale, si risolve da sola durante l’adolescenza.

Le azioni che una persona affetta da sonnambulismo può compiere sono di vario genere tra cui:

  • Camminare casualmente per casa.
  • Mangiare.
  • Cambiare la posizione dei mobili.
  • Uscire di casa.
  • Rimanere seduti sul letto (come nei miglior film horror).
  • O anche altre azioni più importanti come anche guidare la macchina.

sonnambulismo_comportamentiLe cause del sonnambulismo non sono ancora chiare anche se si è scoperto che solo in rarissimi casi la malattia è correlata a problemi più importanti.

Per evitare incidenti gravi gli esperti consigliano alcune piccole misure di sicurezza da avere:

  • Chiudere le finestre e le porte a chiave.
  • Togliere dalla zona-sonno tutti quegli oggetti che potrebbero essere utilizzati per causare ferite.
  • Tenere eventuali armi (anche coltelli o lame in generale) chiuse a chiave.
  • Installare un allarme nella camera da letto (rarissimi casi).
  • Se si vive in una casa a più piani dormire al piano terra.
  • Se si hanno delle scale in casa utilizzare delle barriere per evitare che vengano usate durante l’episodio di sonnambulismo.

Attraverso questi piccoli accorgimenti è solitamente possibile diminuire di molto i rischi di incidenti e infortuni causati dal disturbo.

Caratteristiche del sonnambulismo

In generale il sonnambulismo riguarda alcuni punti chiave che possono essere, in generale, riassunti nel seguente schema:

  • Si tratta di un disturbo del sonno abbastanza diffuso che colpisce le persone nel periodo che intercorre tra il sonno REM (rapid eye movement) e quello NREM (non-rapid eye movement).
  • Riguarda il 15% dei bambini e solitamente si risolve da solo durante l’adolescenza.
  • I bambini che soffrono di sonnambulismo hanno la tendenza a parlare durante la notte e ad avere incubi.
  • Per la maggior parte dei babbini non è necessario alcun tipo di trattamento medico o psicologico. Il bambino non è quasi mai consapevole di quello che fa.
  • Soltanto il 20% dei casi si protraggono anche nell’età adulta.
  • Si stima che colpisca il 2.5% della popolazione adulta.
  • 1 persona su 3, di media, almeno una volta nella vita avrà un periodo in cui si presenterà una qualche forma di sonnambulismo.
  • Si tratta di una patologia “ereditaria” in cui si hanno 10 volte o più le possibilità di soffrirne se si hanno parenti sonnambuli.
  • Lo stress, come capita in quasi tutte le patologie, ha spesso un ruolo molto importante.
  • Gli esperti considerano anche l’uso e abuso di droghe e alcool una ulteriore aggravante.
  • Come la tradizione cinematografica e televisiva ci hanno spesso mostrato è sempre utile accompagnare gentilmente il sonnambulo nel letto.

In generale si è visto che questo disturbo colpisce, per le persone che ne sono affette, durante il primo terzo della notte durante il momento definito NREM.

Cos’è il sonnambulismo

Il sonnambulismo può essere definito semplicemente come un errore nella valutazione del “passare del tempo” da parte del cervello. In quel momento il cervello si trova in una particolare situazione in cui alcuni elementi si “risvegliano” mentre altri restano, appunto, addormentati lasciando la persona a metà tra l’essere sveglia e l’essere addormentata.

Il periodo ha una durata variabile ma di solito dura alcuni minuti, in rari casi arriva fino a durare anche un’ora.

sonnambulismo
Sonnambulismo e immaginario collettivo.

In questo stato il corpo è realmente sveglio e attivo mentre la mente continua a dormire, svegliare un sonnambulo gli provocherà disorientamento e confusione. La persona potrà anche svolgere attività complesse come guidare, cucinare o altro fino anche ad avere una vera e propria conversazione con qualcuno.

Il vero problema del sonnambulismo è che la persona, pur avendo alcune capacità, ha una percezione del pericolo quasi inesistente rischiando non soltanto piccoli incidenti (rompere lampade, bicchieri e soprammobili vari), ma anche di farsi realmente male (cadendo dalle scale ad esempio).

La frequenza degli episodi varia da persona a persona e in base anche alla situazione psicologica generale dell’individuo.

E le cause del sonnambulismo?

Anche se i medici stanno studiando molto questa particolare condizione ancora non hanno un’idea precisa delle sue cause. Anche il fatto che gli episodi accadano durante il periodo NREM, quello in cui il cervello è più resistente alla sveglia, e si ripara, lascia intendere alcune possibilità.

Anche il fatto che i bambini ne siano più vulnerabili potrebbe dipendere dal fatto che il loro cervello sta ancora maturando. Più che le vere cause gli esperti hanno scoperto alcuni meccanismi che scatenano gli episodi:

  • Apnea notturna o altri disturbi del sonno.
  • Alcool.
  • Febbre o influenza.
  • Ciclo mestruale.
  • Gravidanza.
  • Allenamento fisico molto intenso.
  • Stimoli esterni.
  • Dormire in luoghi “nuovi e sconosciuti”.
  • Stress e in generale periodi di ansia o di forti tensioni emotive.
  • Utilizzo di alcuni medicinali.

In generale se si hanno episodi di sonnambulismo non c’è da preoccuparsi ma se questi dovessero continuare per un lungo periodo o aumentare in frequenza è sempre utile contattare il medico di famiglia e anche uno specialista.

Per episodi considerati “poco frequenti” si intende al massimo un paio al mese. In questi casi non sarà necessario (sempre previa consultazione medica)  alcun tipo di trattamento sia medico che psicologico. Il sonnambulismo tenderà a risolversi autonomamente.