Problemi renali in gravidanza e collaborazione tra nefrologo e ginecologo.
Forse non tutti sanno che il nefrologo è lo specialista che cura i reni e l’apparato urinario. Che tipo di collaborazione potrebbe essere necessaria tra questo specialista ed il ginecologo? Ebbene, l’uno potrebbe subentrare all’altro dopo che una gestante ha dato alla luce un figli, nel caso in cui fossero insorte complicanze a danno del rene.
Problemi renali in gravidanza: di cosa stiamo parlando?
In base a studi recenti sembra che non sia così rara la gestione di donne nelle quali potrebbero insorgere problemi renali, in particolare alcune malattie di tipo cronico. Queste ultime in effetti sono spesso dovute a deficienze di sostanze che dovrebbero controllare le funzioni renali, tipo l’albumina o la creatinina, o ad un’inadeguata quantità di acido urico.
Si calcola che una patologia renale possa comportare problemi di preeclampsia, un lento accrescimento fetale o un parto prima del tempo. La situazione si potrebbe poi complicare se alla nefropatia si associa un’ipertensione arteriosa – evento che non può assolutamente non essere messo in conto; in tal caso, nefrologi e ginecologi chiedono la consulenza del cardiologo, poiché, al fine di ridurre le complicanze nel parto e post-partum, è probabile possa essere deciso di intervenire anche chirurgicamente a scopo preventivo nei soggetti più a rischio.
Problemi renali in gravidanza: quali sono le raccomandazioni e le linee guida?
Come era da supporre viste le premesse, il primo passo consiste nell’analizzare lo stato del rene, ossia come esso funziona; il secondo passo prevede l’eventuale identificazione del problema per cercare di bloccarne il suo avanzamento; il terzo prevede il controllo periodico ravvicinato per poter esaminare lo sviluppo o il mancato sviluppo della malattia; infine la paziente dovrebbe essere informata non solo dei problemi, ma anche di come solitamente tendono a risolversi.
Quali sono i problemi renali in gravidanza?
Per menzionare le patologie più frequenti ricordiamo: le nefropatie croniche, l’ipertensione, la preeclampsia, le infezioni urinarie, l’insufficienza renale; in qualche caso è presumibilmente necessario il trapianto renale per garantire una gravidanza più serena. Vediamo di esaminare nel dettaglio:
Nefropatia cronica
Si tratta di una patologia indicata con l’acronimo MRC, ossia malattia renale cronica; a causa di ciò la funzione renale inizia a subire graduali danni che con il passare del tempo potrebbero non regredire, ma peggiorare se non si interviene.
È possibile individuarla attraverso precisi esami di laboratorio e saranno alcuni valori anomali a dire allo specialista la tipologia della cronicità, quindi di che MRC si è affetti: può essere dettata da un’insufficienza renale e si potrebbe allora dover andare incontro a dialisi o trapianto renale. Considerando che la paziente è in gravidanza andrebbe analizzata con molta attenzione la terapia farmacologica e valutato quando, se e come effettuare l’eventuale dialisi o le infusioni plasmatiche.
Un occhio di riguardo va posto anche alle pazienti diabetiche, alle quali verrà consigliata una dieta adeguata e farmaci compatibili con il diabete in gravidanza (in questo caso la collaborazione fra gli specialisti si estende ai diabetologi, oltre che a ginecologi e nefrologi).
Preeclampsia
Con il termine si intende una sindrome caratterizzata da edema, problemi urinari ed ipertensione arteriosa. Può avvenire dopo il parto in caso di pazienti con insufficienza renale.
Insufficienza renale
È dovuta ad un peggioramento della MRC e non va sottovalutata in gravidanza, perché comporta diverse complicazioni che possono essere evitate con un po’ di prevenzione e soprattutto terapie mirate.
Infezioni urinarie
Tra le più comuni infezioni urinarie abbiamo la cistite, piuttosto frequente nelle donne in gravidanza. La cistite è favorita generalmente dal cambiamento ormonale vissuto dalle gestanti, dal ridotto tono muscolare dell’apparato urinario, dal peso maggiore che inevitabilmente grava sull’utero.
Anche in questo ed in altri casi di infezione possono essere consigliati alcuni comportamenti come quello di aumentare il numero della minzioni giornaliere, di svuotare la vescica completamente in caso di rapporti sessuali che andrebbero comunque ridotti o evitati, ed infine di cercare di bere molti liquidi.
Problemi di ipertensione
In gravidanza può succedere che aumenti la pressione e talvolta sono necessari alcuni farmaci tipo diuretici o ipertensivi blandi. In primo luogo, andrebbe seguita una dieta iposodica con la giusta quantità di zuccheri e proteine; andrebbero praticati sport o fatta una regolare attività fisica per combattere la sedentarietà e aiutare i nostri muscoli e le nostra ossa a sopportare più peso.
E i reni come potrebbero soffrire? Ebbene l’ipertensione causa molto spesso nefropatie croniche ed è consigliabile monitorare la pressione arteriosa poiché, se i reni funzionano in modo anomalo, influiscono sulla pressione e viceversa: i filtri renali trovano difficoltà ad espellere scorie o liquidi in eccesso e ciò provoca l’innalzamento della pressione; allo stesso modo, la nefropatia dipende dall’ipertensione poiché la funzione del rene dovrebbe mantenere in equilibrio i giusti valori circolatori e pressori.
Se, in generale, nei soggetti sani i valori tra pressione massima e minima vanno tra gli 80 e 120 nei giovani e tra i 120-139/80-89 negli adulti, se si aspetta un bambino, e si è diabetici o si hanno oppure problemi di glicemia, il controllo quotidiano della pressione è un “must”.
Problemi renali in gravidanza: e se la donna dovesse subire o ha subito un trapianto di rene?
Nonostante quello che si possa pensare, si può tranquillamente avere un bambino sia in caso di donne che hanno avuto un trapianto, anche durante la gravidanza. Sarebbe comunque preferibile intervenire dopo la gravidanza, individuando un rene compatibile.
Un tempo si utilizzava una terapia immunodepressiva, ora non ci si ricorre più e si calcolano intorno a 15.000 bambini sani su 12.000 donne trapiantate. Circa il 35% potrebbe non portare a termine la gravidanza oltre il primo trimestre, ma se si supera il momento critico, più del 90% delle donne diventa felicemente mamma!
È ipotizzabile che la gravidanza possa essere considerata a rischio, in quanto sono alte le probabilità di complicanze (preeclampsia, ipertensione, problemi emo-dinamici, parti prematuri, malformazioni) ma non sono maggiori di tutte le altre gravidanze a rischio (donne diabetiche, donne che soffrono di problemi cardiaci e ginecologici etc. ). Sono state stabilite delle linee guida per poter procedere, facendo correre meno rischi alle donne e ai nascituri ed è per questo che la collaborazione fra ginecologi, ostetrici e nefrologi, nonché talvolta cardiologi, si rivela indispensabile.
Fonte: www.kidney.org