Quello è del papà in gravidanza è un tema importante, perché in questo millennio non si parla ormai più soltanto di maternità, visto che sono tantissimi i padri che vivono da protagonisti il lieto evento dando il supporto necessario alle mamme e al neonato.
È supponibile una loro iniziale difficoltà ed è altresì più che normale, per chi sta per diventare genitore, porsi alcune domande su come e cosa sarebbe utile fare per aiutare le mogli, le compagne, le partner.
Sarà nostra cura fornire alcuni suggerimenti per vivere al meglio la nuova realtà.
Papà in gravidanza: come vive e come dovrebbe vivere nei 9 mesi?
Partiamo dalla premessa che i papà dovrebbero presto diventare consapevoli che il ruolo di padre è totalmente diverso rispetto a ciò che era quando loro sono venuti al mondo. Gli stessi psicologi invitano le coppie a dividersi i compiti e a valutare insieme quotidianamente cosa fare e come farlo.
Le donne dovrebbero essere accompagnate a fare le analisi, ecografie, altri esami diagnostici e le visite di controllo, poiché i papà in gravidanza devono tenersi aggiornati su evoluzione ed eventuali complicanze per la madre e il bambino, e su i rischi a cui potrebbero andare incontro i neonati.
Di conseguenza, come del resto accade abbastanza spesso, i futuri papà possono accompagnare le mamme dal ginecologo o a fare un’ecografia, ed emozionarsi o chiedere di fotografare le immagini che appaiono sullo schermo per sentirsi più partecipi con quanto sta vivendo la donna (i movimenti del feto li sente la mamma, le emozioni della mamma le riceve il feto…). Questo è il primo passo che dovrebbero fare.
I feti riescono a percepire i suoni e i rumori dall’esterno a partire dal 2 trimestre di gestazione e a percepire e capire in modo nitido la gioia o la tenerezza di entrambi i genitori, così come la rabbia o la paura vissuta da entrambi o da uno dei due. Appena nato, il bambino, sarà infatti in grado di riconoscere la voce della madre e del padre se ha sentito le voci durante i nove mesi.
È consigliabile che i padri partecipino ai corsi di preparazione al parto, non solo se vogliono essere presenti in sala parto, ma anche al fine di avere informazioni sull’igiene della donna e del neonato, sull’alimentazione e sulle tecniche di training autogeno per sopportare al meglio il dolore che sta vivendo la mamma; sarebbe opportuno fosse preparato a sostituire la mamma, quando vive il puerperio e quindi per esempio sapere come e quanto latte – oltre a quello materno – il neonato dovrebbe assumere quotidianamente.
Durante il travaglio, il padre ha un ruolo: incoraggiare e confortare la mamma, aiutarla a rilassarsi attraverso i movimenti imparati al corso.
È importante la partecipazione ai corsi da parte di entrambi; le future mamme dovrebbero convincere i padri a seguirle poiché, nel caso non possano frequentarli, sarebbe meglio poi non vederli comparire solo in sala parto al momento della nascita. Purtroppo, i padri che non hanno la possibilità di essere informati potrebbero essere un ostacolo durante il parto stesso, ed è sconsigliata la loro presenza perché emozione, manifestazioni di gioia e tensione potrebbero distrarre, infastidire o sovraccaricare emotivamente la mamma o il personale medico e paramedico.
Si osserva inoltre che la partecipazione tra madre, padre e ginecologo che segue la gravidanza rende più piacevole il momento e più forte il legame fra gli attori.
Papà in gravidanza: cosa deve fare dopo la nascita del bambino?
I padri hanno il dovere di aiutare le mamme, già impegnate nell’allattamento e nell’igiene del neonato, anche psicologicamente, per evitare possano deprimersi (depressione post-partum). Durante la notte, dovrebbero essere in grado di alzarsi almeno una volta per scaldare il latte e darlo con il biberon al neonato, così come saper cambiare il pannolino quando serve.
Quando i papà non lavorano, dovrebbero prendersi l’impegno di aiutare la mamma a preparare la pappa o a fare il bagnetto al neonato o infine a vivere insieme le prime uscite all’aria aperta. Solitamente, durante il travaglio l’ostetrica dà comunque tutte le informazioni necessarie alla cura del bimbo; poi il neonatologo spiega il resto ai due genitori, dopo aver visitato il neonato.
Il buon senso e il confronto con gli altri papà guiderà sempre i futuri genitori a far prevalere l’equilibrio familiare e casalingo, armandosi di pazienza e coraggio ad affrontare la nuova vita.
Papà in gravidanza: conclusioni
Il papà in sala parto dovrebbe rappresentare un valido aiuto per le future madri, ed è preferibile che segua i corsi di preparazione al parto per essere pronto ad affrontare al momento e dopo la paternità. Più sono uniti i genitori, più cresce l’intimità fra loro, più i feti e i neonati lo percepiscono e crescono nella serenità interiore.
In caso di taglio cesareo, il padre aspetta in trepidante attesa la moglie e il suo neonato, pronto a qualche forma di tenerezza e commozione di fronte alla neomamma, prima, e poi alla sua piccola creatura.
Fonte: www.nostrofiglio.it