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Ginecologia e Ostetricia

Tubercolosi: come influisce sull’andamento della gravidanza

La tubercolosi è una malattia contagiosa, causata dal germe Mycobacterium Tubercolosis o bacillo di Kock che si può presentare in diverse manifestazioni cliniche che possono interessare molti organi, in particolare i polmoni.

I farmaci hanno determinato una lenta scomparsa, ma ultimamente sembrerebbe riapparsa, poiché alcune razze con molti portatori sani o con molte persone affette dal virus, come quelle orientali, quelle ispaniche ed infine quella Afroamericana, potrebbero avere diffuso il virus in Occidente.

E’ stato calcolato che negli Stati Uniti tra la popolazione Afro-Americana ed in un’età compresa tra i 22 e i 40 anni, vengono individuati circa 10.000 casi di tubercolosi ogni anno, mentre aumenta la percentuale nei paesi in via di sviluppo tanto che il numero di casi sembra essere 3.000.000; tra questi un’ alta percentuale non riesce a sconfiggere la malattia.

Il Mycobacterium Tubercolosis comprende 3 varietà:

  • Mycobacterium Hominis colpisce l’uomo,
  • Mycobacterium bovis che attacca prevalentemente la razza dei bovini e che si trasmette attraverso il latte,
  • Mycobacterium avium che invece riguarda i polli e tutti gli altri volatili, ed eccezionalmente l’uomo.

Come si presenta la tubercolosi?

tubercolosiLa tubercolosi si distingue in 2 fasi: primaria e post-primaria.

Nel primo, nel quale si forma il primo focolaio, l’infezione interessa generalmente i polmoni, ma il più spesso è silente o presenta una sintomatologia aspecifica come a esempio:

  • febbre,
  • spossatezza,
  • sudorazione notturna.

Attraverso la radiografia e il test della tubercolina è possibile però accertare un’iniziale sospetto.

Se non si interviene con l’assunzione di farmaci, la fase passa da primaria a post primaria e l’infezione provoca sintomi più nitidi, che non danno dubbio: tosse, mancanza di respiro tale da provocare quasi un’asfissia, macchie ematiche nelle espettorazioni di muco o nel catarro.

In questo caso la lastra mostra la presenza di alcune caverne all’interno dei polmoni e la ricerca del bacillo Kock è positivo.

Nella tubercolosi extra-polmonare, il bacillo può colpire qualsiasi organo: pleura, meninge, reni, apparato genitale.

Come prevenire la tubercolosi?

tubercolosi prevenzioneSolitamente è opportuno procedere con l’isolamento dei pazienti colpiti dal virus, con la disinfezione degli ambienti, un controllo radiologico ai primi sintomi ed infine con il test della tubercolina.

Esiste comunque anche la vaccinazione e la chemio-profilassi che, secondo alcuni, sono le migliori forme preventive.

In Italia, la vaccinazione è obbligatoria nei soggetti a rischio (personale medico e paramedico e studenti di medicina).

La chemioprofilassi è più impegnativa poiché richiede 6-12 mesi di assunzione farmacologica di farmaci specifici.

Come incide la tubercolosi sull’apparato genitale femminile?

Fino alla fine del secolo scorso, l’infertilità di coppia dovuta all’ostruzione delle tube era dovuta ad un’infezione tubercolare delle tube e la conseguente sterilità era definitiva.

Attualmente, invece, le cose sono cambiate perché i farmaci permettono la guarigione dall’infezione primaria e quindi la malattia difficilmente riesce a diffondersi oltre il polmone.

Tubercolosi e futura gravidanza : qualche consiglio

E’ fondamentale che una coppia sia certa di non aver contratto il virus o meglio che una coppia, non sia stata infettata tramite contatto (amici, colleghi, posti pubblici affollati in cui starnutire, tossire e diffondere goccioline è molto facile etc.). In caso contrario, e dunque se uno o entrambi hanno contratto il virus, è opportuno interpellare il ginecologo per sapere come devono comportarsi.

Si consiglia di sottoporsi al test della tubercolina e ad un esame ematico in caso di dubbio, poiché se si rivelassero anche solo uno dei due positivi (cioè o i valori ematici o il test), andrebbero intraprese terapie chemio-profilattiche 6-9 mesi prima del concepimento.

Se, durante la gravidanza viene individuata un’infezione tubercolare, è da sottolineare che quest’ultima non dovrebbe alterare particolarmente la gravidanza, ma non si possono escludere come conseguenze parti pre-termine, neonati dal basso peso, e altri problemi neonatali più gravi.

E’ vero però che generalmente il virus non si trasmette tra madre e feto, ma è più facile tra madre e neonato: se la mamma si è ammalata lo trasmette anche al neonato.

Esistono farmaci che non compromettono la salute della mamma o del feto in quanto la loro composizione è basata sull’isoniazide, etambutolo, rifampicina.

E’ assolutamente controindicata la streptomicina perché potrebbe influire sull’udito del feto.

E’ possibile talvolta che lo specialista dia una combinazione di due o più farmaci per aumentare l’efficacia; quest’associazione è dovuta alla resistenza del virus al singolo.

Questi farmaci oltrepassano la placenta, ma non sembra né che abbiano effetti collaterali sul feto, né che vi siano controindicazioni all’allattamento al seno.

Concludendo, la tubercolosi era un tempo molto frequente e rappresentava la causa di morte di molte persone.

Ora sono però in commercio farmaci che permettono di sconfiggerla.

Tuttavia in alcuni paesi, non ancora industrializzati ed in via di sviluppo, la malattia è piuttosto diffusa.

Come risulta dai casi presenti in Occidente, la malattia sembra ricomparsa a causa dell’immigrazione e, dunque, a causa di sviluppo demografico delle famiglie di origine orientale, africana o ispanica che si è avuto negli Stati Uniti d’America; tra quelle popolazioni vi sono molti portatori sani di tali infezione.

Generalmente e soprattutto diagnosticata nella sua fase primaria, l’infezione si limita ai polmoni e può essere gestita e curata con terapie mirate o misure preventive.

Un po’ di problemi potrebbero nascere quando si trasforma in post-primaria e coinvolge organi diversi dal polmone (pleura, meninge, rene ed apparato genitale) e quando il ceppo si rivela resistente alla terapia tradizionale; tale situazione potrebbe verificarsi talvolta se il latte proviene da mucche contaminate, ma si può rimanere tranquilli poiché laddove non sia efficace un farmaco, possono combinarsi fino 3.

In caso di gravidanza, è opportuno procedere con tutte le sostanze consentite per evitare problemi al feto o al neonato.

Non è dimostrata la trasmissione del virus madre-feto, ma il neonato da una mamma momentaneamente colpita da tubercolosi viene allontanato e riconsegnato alla mamma appena i test torneranno ad essere negativi.

FONTE:

www.farmacoecura.it