Come contrappasso alle transumanze turistiche tipiche della globalizzazione che spostano moltitudini di turisti in preda all’ebbrezza esotica della scoperta di approdi sconosciuti, scomodi e lontanissimi ma molto trendy, ci si deve abituare all’insorgenza di nuove malattie sconosciute da noi, fino a quando qualche ignaro e ingenuo turista non la contrae in quelle mete tanto pervicacemente inseguite. Racconta il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Giuliano Rizzardini, che qualche anno fa ci si è dovuti occupare di una vera e propria epidemia di amebiasi e giardiasi che aveva colpito un folto gruppo di persone che rientravano da Pucket in Thailandia. Avevano contratto l’infezione e la malattia assumendo verdure fresche coperte da ghiaccio proveniente, con tutta probabilità, da un serbatoio d’acqua contaminata.
Siccome però il turismo esotico di massa è diventata una nuova realtà dei nostri tempi, sarà bene tenere a mente alcuni principi fondamentali per evitare il più possibile brutte sorprese.
Innanzi tutto, prima di partire, sarà bene valutare i rischi sanitari del paese prescelto. Poi seguire alla lettera le indicazioni sulle vaccinazioni, tenendo presente che, oltre a quelle obbligatorie, ci sono anche quelle facoltative da farsi consigliare da qualche specialista in materia. Munirsi poi di una copertura sanitaria personale per i paesi extra europei, dove è già in vigore la Tessera di assicurazione sanitaria dal 2004. Più le mete sono esotiche e, per così dire, meno sono sicure dal punto di vista igienico per cui sarà bene seguire regole ferree per l’alimentazione e l’igiene personale. Evitare assolutamente rapporti sessuali non protetti a scanso di spiacevoli sorprese al ritorno e, infine, portare sempre in valigia un kit farmacologico di pronto intervento comprendente bende e cerotti, antipiretici, antidolorifici, antistaminici topici e sistemici e antibiotici a largo spettro.
Se poi tutto questori sembra esagerato, o troppo complicato rimane sempre l’alternativa di scegliere mete più accessibili e, sanitariamente, più sicure. Abbiamo pur sempre la fortuna di vivere in uno dei paesi più belli del mondo che, turisticamente parlando, non si nega niente: mari, monti, campagna e città d’arte.
A voi la scelta e buone vacanze in ogni caso.
Articolo di Redazione
Fonte: Corriere della sera 2 agosto 2010