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Otorinolaringoiatria

Come comportarsi in caso di epistassi

L’epistassi o più semplicemente emorragia nasale è un disturbo che si verifica non di rado a qualsiasi età. La sua incidenza maggiore si riscontra nell’infanzia, quando le infezioni delle vie respiratorie o i traumi sono più frequenti; più raramente si ha nella fascia tra i 20 e i 60 anni, ma potrebbe ripresentarsi in età avanzata, quando si torna “bambini”.

Nella maggior parte dei casi, l’epistassi deriva dal setto nasale, che è riccamente vascolarizzato da una rete arteriosa rappresentata da rami terminali delle carotidi esterna ed interna, che si uniscono fra loro. Si forma quindi una fitta rete di rami capillari che si costituiscono in un plesso vascolare anche nella parte alta delle fosse nasali da cui possono derivare le epistassi posteriori e quindi le emorragie.

Quali sono le possibili cause?

Le cause si dividono in locali o generali e se non si identificano, essenziali.

Tra le cause locali si ritengono: traumi (cadute, contusioni, fratture del setto nasale), presenza di corpi estranei, specialmente nei bambini, come ad esempio bottoni, perline, sferette di vetro. Oltre ai traumi abbiamo:

  • Le varici, che in caso di fragilità capillare si rompono e danno talvolta luogo ad una modesta fuoriuscita di sangue.
  • Polipo del setto nasale: la presenza di un polipo fa sì che si verifichino spesso per un’escoriazione dei fenomeni di epistassi.
  • Rinite acuta o allergica: quando i raffreddori sono molto forti e provocano una congestione nasale, il tentativo di liberarsi il naso attraverso l’azione del soffiarsi il naso può rappresentare motivo di epistassi.
  • Esposizione al sole prolungata che causa una vasocongestione.
  • Neoplasie del tratto rino-faringeo.

Cause generali:

  • Ipertensione: nelle persone anziane si può avere un innalzamento della pressione dovuto a sclerosi arteriosa e l’epistassi è un fattore di protezione nei confronti di un abbassamento che provocherebbe un’emorragia endocranica.
  • Cardiopatie congenite: la difficoltà nel deflusso del sangue può comportare una congestione della rete capillare del setto nasale.
  • Malattie epatiche: tra queste la più frequente è la cirrosi, dovuta ad un difetto di vitamina K, fondamentale nel processo di coagulazione.
  • Malattie infettive: quando l’infezione è tale da provocare febbri molto alte, anche il naso soffre inclusa la sua circolazione.
  • Emopatie: leucemie, linfomi, piastrinopenie favoriscono la formazione di epistassi.
  • Uso di farmaci o meglio effetti collaterali di alcuni farmaci come gli anticoagulanti.
  • Brusche alterazioni della pressione atmosferica quando si scalano montagne, si vola ad alta quota o si fanno immersioni subacquee.

A chi bisogna rivolgersi?

È raccomandabile recarsi dall’otorino che esplorerà il vostro apparato respiratorio ed in particolare userà uno strumento ottico per analizzare le vostre cavità nasali. Potrebbe ricorrere anche ad un tampone medicato per ridurre eventuali coaguli.

Quale terapia viene suggerita?

Solitamente si dovrebbe procedere ad un primo soccorso facendo sedere il paziente con il capo flesso in avanti e comprimendo l’ala del naso con il setto compromesso; così facendo l’epistassi, se anteriore, si ferma; se, invece, è posteriore o troppo estesa bisogna usare tamponi nasali messi in modo adeguato da un medico.

La terapia farmacologica si può intraprendere in un secondo tempo e dovrà essere combinata ad analisi cliniche e controlli più frequenti per escludere che l’epistassi possa nascondere altre patologie.

Conclusione

L’epistassi è un disturbo frequente che non dà spesso particolare preoccupazione, poiché tende a risolversi da sola. Il problema potrebbe porsi se l’emorragia non si ferma facilmente, è posteriore o infine rappresenta un sintomo di eventuali malattie in atto o potenzialmente pericolose o infine riguardanti la circolazione e la pressione arteriosa specie se congenita.

L’essenziale è capire quanto prima la natura dell’epistassi e recarsi dall’otorino in caso di fenomeni ripetuti per capire le ragioni che la scatenano.

Lo specialista possiede tutti gli strumenti per arrivare ad una diagnosi esatta e quindi il consiglio è quello di recarsi dal vostro otorino più vicino.

FONTE: Malattie del naso, della gola e dell’orecchio, a cura di Logan Turner