Il ristagno dei liquidi negli spazi interstiziali è definito edema. Il liquido che può accumularsi in sedi diverse assume nomi distintivi: in cavità formate in zona addominale, rappresenta l’oscite, poi nel torace si ha un versamento pleurico, nello scroto idrocele ed infine nelle cavità articolari idrasto.
Il liquido presente al di fuori della circolazione, può presentarsi in forma isolata (edema distrettuale) o in forma diffusa (edema generalizzato); infine l’edema presente contemporaneamente nelle grandi cavità è chiamato anasarca.
Come si individua l’edema?
L’identificazione è semplice poiché si nota la comparsa di gonfiore a livello delle caviglie e in tutti gli organi ricchi di sottocutaneo.
Se si comprime con un dito la cute, i liquidi vengono spremuti verso l’esterno, mentre al centro compare un ingrossamento (fovea).
L’edema si associa spesso a diversi stati patologici come l’insufficienza venosa, lo scompenso cardiaco, problemi di diversa natura al fegato o al rene.
Come si formano gli edemi?
L’acqua è la maggior componente dell’organismo umano; alla nascita è intorno all’80%, poi quando si cresce si aggira al 60%. L’acqua è distribuita per 2/3 all’interno delle cellule mentre il restante rappresenta un liquido interstiziale, il plasma e la linfa.
Gli scambi di acqua tra i 2 compartimenti intra ed extra cellulari si verificano tra i capillari. La pressione arteriosa a livello dei capillari spinge il liquido a fuoriuscire; la pressione idrostatica dello spazio interstiziale si oppone al travaso; nello stesso tempo, le proteine presenti all’interno del capillare venoso riassorbono l’acqua filtrata.
La ritenzione del liquido nel compartimento interstiziale si può verificare sia per l’aumento della pressione idrostatica nel capillare arterioso, sia per la riduzione della proteina nel capillare venoso.
L’edema prodotto da una semplice filtrazione è povero di proteine ed è definito trasudato, quando si produce per alterazione infiammatoria di un vaso, l’edema è ricco di proteine si chiama essudato.
Come si verifica un aumento della pressione idrostatica capillare?
Nell’insufficienza cardiaca o renale si ha un difetto di circolazione con un’espansione della massa specifica ed un aumento della pressione venosa. Lo stesso meccanismo determina un’ostruzione del circolo come quando si ha una trombosi o la cirrosi epatica.
La perdita di albumina che si ha nelle nefrosi o nelle sindromi di malassorbimento, comportano una riduzione nella forza di richiamo delle proteine ed un ristagno di liquidi negli interstizi.
Poiché l’assorbimento dei liquidi avviene in parte attraverso quelli linfatici, una loro ostruzione comporta l’edema o linfo-edema.
L’ipotiroidismo può causare un’edema legato alla presenza di grosse molecole negli spazi interstiziali non riassorbili dal circolo refluo.
Un incremento della permeabilità capillare può essere dato da agenti chimici e fisici. Le ustioni danneggiano i capillari e portano come risultato la fuoriuscita di liquidi non riassorbibili. Anche l’allergia può causare una vasodilatazione e quindi una trasudazione di un liquido dal letto circolatorio.
Come ci si orienta in questi casi?
Qualora ci si accorgesse di un gonfiore a carico di un organo visibile o di un aumento di peso non spiegabile dalla dieta, è necessario rivolgersi al medico prima e allo specialista poi dall’angiologo o dal chirurgo vascolare; talvolta può essere sufficiente un fisiatra o fisioterapista esperto nella pratica di linfodrenaggio e ginnastica posturale.
Gli edemi all’inizio appaiono molli, poi diventano duri in caso di cronicità.
L’edema distrettuale può essere facilmente differenziato dall’edema generalizzato.
Se l’edema è localizzato ad un arto medio, si sospettano trombosi venose; se colpisce simmetricamente i 2 arti inferiori si pensa ad un’insufficienza alle valvole venose. L’edema infiammatorio si distingue per la presenza di arrossamento cutaneo, aumento della temperatura locale e dolore alla pressione.
L’edema da ostruzione linfatica può richiedere l’intervento per la rimozione dei linfonodi interessati.
Nel nostro paese è rara una parassitosi che possa interessare i vasi linfatici della regione inguinale che porta ad un ingrossamento dei genitali e degli arti inferiori.
In alcune neoplasie come per esempio quelle del seno, l’infiltrazione neoplastica dei vari vasi linfatici è responsabile dell’aspetto a buccia d’arancia della cute sovrastante il tumore.
Tra i farmaci quelli che maggiormente hanno come effetto collaterale gli edemi, troviamo i calcio antagonisti prescritti per alcune patologie cardiache.
Conclusioni
L’edema localizzato o generalizzato è sempre espressione dell’incapacità dell’organismo di smaltire i liquidi in eccesso e richiede la consultazione dell’angiologo.
L’automedicazione con l’assunzione di un diuretico non è raccomandabile in quanto i consigli vanno chiesti agli specialisti.
Sarà il medico che, sulla base di alcune esami emato-chimici che dovrete effettuare, si farà un’idea per poi inviarvi da altri specialisti per formulare una terapia adeguata alle vostre esigenze.
FONTE: Principi di Medicina Interna a cura di Harrison.