La bilirubina è un pigmento giallo contenuto nel sangue che deriva dalla liberazione da parte dei globuli rossi che si invecchiano o meglio dalla distruzione dei globuli rossi che hanno svolto il loro corso o meglio della emoglobina in via di decomposizione.
Ogni cellula dei globuli rossi vive circa 4 mesi: queste vengono dapprima lavorate dalla milza fino all’inglobamento nella biliverdina, poi arrivano nel fegato per essere metabolizzate; il restante della bilirubina è prodotto dal midollo osseo o dal fegato.
Come funziona il fegato?
In condizioni normali, la bilirubina, originata dall’emoglobina viene coinvolta in un meccanismo equilibrato; se, invece, gli occhi e la cute assumono un colorito giallastro siamo di fronte ad una situazione patologica, detta ittero.
L’esame della bilirubina permette di conoscere come funziona il vostro fegato, se avete problemi di anemia da globuli rossi degradati o anomalie nel funzionamento del pancreas.
Le operazioni di riciclo avvengono in un organo predisposto a farlo ovvero la milza; in questa sede, le molecole assumono una colorazione verde, chiamandosi prima biliverdina, poi appunto bilirubina.
Il suo viaggio continua attraverso un mezzo di trasporto chiamato albumina, o meglio albumina plasmatica. Grazie a quest’ultima, la bilirubina arriva nel fegato e si unisce all’acido glucoronico diventando bilirubina diglucuronide o bilirubina diretta coniugata. Tutto ciò che non viene lavorato dal fegato prende il nome di bilirubina indiretta.
Tra la bilirubina diretta e indiretta il rapporto varia tra 1:4 ed 1:5; qualora si riscontrino anomalie che si discostano da questo rapporto, l’epatologo o lo specialista è in grado di evidenziare la funzionalità epatica.
Una volta che è stata prodotta dal fegato, passa nella bile e dopo essere stata per un brevissimo lasso di tempo nella cistifellea, raggiunge l’intestino tenue. Dopo un particolare e complesso processo si formano enzimi che vengono a trasformarsi in bilirubina semplice o diretta; questa, a sua volta viene metabolizzata dalla flora presente nell’intestino e diviene urobilinogeno, che viene riassorbita parzialmente dall’intestino; da lì passa in gran quantità nel fegato e poi di nuovo torna nell’intestino per via della bile. Alla fine di questo processo, l’eliminazione avviene o con le urine che assumono un color paglierino (urobilinogeno) o con le feci (stercobilinogeno).
Come e dove si origina la bilirubina?
La maggior parte della bilirubina viene prodotta dal metabolismo dell’emoglobina, mentre il resto è dato dallo scioglimento delle altre proteine del sangue e degli eritroblasti. È la milza a rappresentare la sede in cui si forma, poi vi sono anche i tessuti, il midollo, i linfonodi ed infine nel fegato.
Ma perché è importante misurare i valori della bilirubina?
Gli specialisti quali il clinico medico o l’epatologo prescrivono fra i test ematici o dell’urina la bilirubina per prevenire o curare malattie epatiche (epatite, cirrosi o calcoli).
Il neonatologo o il ginecologo osservano, se si è in presenza di ittero.
Altre patologie o malattie che può evidenziare la bilirubina sono alcuni tipi di anemia.
Quali sono i valori normali?
I valori sono legati all’età, in quanto in età adulta, la bilirubina totale varia tra lo 0,3-1 mg/dL, quella diretta 0,1-0,3 mg/dL ed infine la bilirubina indiretta 0,2-0,8 mg/dL. Questi valori possono variare in base all’età, al sesso e al laboratorio dove vengono eseguite le analisi.
Se a prescindere dal tipo di scala e di range usato, la bilirubina indiretta è alta, quali cause possono esservi. Tra le cause più frequenti da ricordare sono anomalie epatiche, la sindrome di Gilbert (un tumore benigno che non permette al fegato di gestire in modo corretto la bilirubina ricevuta).
Quanto alle anomalie relative alla bilirubina diretta, le cause possono essere: le sindromi di Rotor, Dubin-Johnson, Crigler-Najjar che determinano una concentrazione più elevata di bilirubina. Oltre a queste, possono esservi calcoli, malattie a livello pancreatico, o un eccesso nell’uso di sostanze alcoliche.
Se la bilirubina è bassa, non è preoccupante e la situazione non viene tenuta in grande considerazione.
Conclusioni
La bilirubina è talvolta visibile sia negli adulti sia nei bambini e la caratteristica sono gli occhi o la cute che assumono un colorito giallo.
Nei bambini, l’ittero è comune se la bilirubina supera certi valori nel sangue; se il colorito giallognolo è più pallido si parla di subittero.
L’ittero va tenuto sotto controllo e va analizzato insieme al valore dell’emoglobina, per escludere si tratti di ittero emolitico; un’altra condizione che deve essere appurata è che non si tratti di ittero da latte materno.
È importante capire il motivo dell’ittero, per poter intervenire in modo adeguato e in caso non fossero sufficienti gli esami ematici o le risposte necessitassero di ulteriori accertamenti è consigliabile eseguire un’ecografia epato-biliare, un Tac o una RNM per evidenziare eventuali neoformazioni neoplastiche.
Gli specialisti quali epatologi, neonatologi, pediatri collaboreranno fra loro per eseguire una diagnosi più sicura ed intervenire in modo adeguato.
FONTE: Trattato di Medicina interna a cura di G. Gasbarrini