Se vi capita di vedere un po’ di sangue proveniente dall’apparato respiratorio dopo aver tossito, significa che si è verificato quel che viene definito emottisi.
Si può presentare in diverse forme ovvero la quantità di sangue può essere esigua o più abbondante simile ad un’emorragia che va bloccata (emottisi massiva).
Quali sono le cause più ricorrenti?
Il più spesso è legata a virus bronchiali o a polmoniti (bronchiti o polmoniti); questi virus possono danneggiare le mucose e generare piccole lesioni dalle quali fuoriesce in questi casi un po’ di sangue. Ciò significa che, una volta che l’infiammazione virale passa, non si hanno più fenomeni di emottisi.
Se il problema è cronico, si possono verificare bronchiectasie e dunque le vie aeree si dilatano, stimolate da frequenti infiammazioni; di conseguenza la tosse e il catarro possono presentare sangue. In qualche patologia come la fibrosi cistica, il fenomeno è più grave poiché la dilatazione è più marcata e può comportare la rottura di un’arteria.
Altre patologie che hanno come conseguenza la presenza di sangue nell’ispettorato sono: la tubercolosi, l’edema polmonare, forme legate al ciclo mestruale anomalo (forme catemeniali). Nei bambini, episodi più rari, si hanno più frequentemente, nel caso in cui vengono inalati corpi estranei.
Nella peggiore delle ipotesi che va esclusa o meglio resa evidente in negativo o in positivo, il sangue è presente in alcune neoplasie polmonari, renali, al colon, all’apparato cardio-vascolare, o infine al seno.
È Utile poi ricordare che un’emottisi vascolare di primo livello è dovuta anche se vi sono malformazioni arterio-venose, embolie polmonari, stenosi mitralica, vasculiti, aneurismi, scompenso cardiaco.
L’assunzione di alcuni farmaci anticoagulanti o trombolitici favoriscono l’emottisi.
Non si può trascurare il fatto che il più delle volte l’emottisi può essere idiopatica e dunque avviene per cause sconosciute.
Come si può arrivare alla diagnosi?
Lo specialista ascolterà la storia clinica del paziente partendo dal primo episodio in cui si è verificato e i sintomi avuti come febbre, dolore toracico, conseguenti di un’esposizione al freddo. Tali sintomi spingono il medico a diagnosticare un’infiammazione polmonare acuta.
Se l’emottisi si ripete più volte, specie al mattino con l’emissione di abbondante catarro si parla di bronchectasia.
A questo punto, gli esami ematici dovrebbero confermare un’infiammazione acuta o riattivata quando il numero dei globuli bianchi è elevato e c’è una presenza di leucociti neutrofili. Si prova anche un test per l’esame della tubercolina e se fortemente positiva ci si orienta verso una forma di tubercolosi polmonare.
L’esame batteriologico dell’escreato (sputo) e citologico permetteranno di identificare la patologia specifica che causa il fenomeno.
È consigliabile ricorrere anche alla strumentazione diagnostica per immagini: inizialmente viene suggerita una radiografia al torace, da ripetere dopo 2 settimane in caso di infiammazione.
Nei pazienti con referti anomali è opportuno effettuare una TAC ed una broncoscopia seguiti da un esame citologico sul liquido del lavaggio bronchiale.
In caso di dubbio di embolia polmonare si potrebbe eseguire una scintigrafia polmonare o angio-TAC.
Nel 30-40% dei casi, nonostante tutti gli accertamenti, le cause che hanno determinato l’emottisi sono ancora incerte ed è difficile dare una spiegazione al problema; in assenza di comprensione delle cause l’emottisi è detta criptogena che come dice il nome è caratterizzata da un’origine nascosta.
Come si può curare?
Se si scopre la causa si interviene con trattamenti specifici basati di solito su terapie che fanno uso di morfine e suoi derivati per calmare la tosse, o coagulanti per limitare l’emorragia.
Conclusioni
Malgrado le molte possibilità di un’emottisi, si possono trarre alcune conclusioni generali. Una persona in buona salute all’esame obiettivo normale ovvero senza uso di strumentazione diagnostica, e senza fattori di rischio (facilità a problemi respiratori e bronchiali anche di tipo genetico, età avanzata, ambienti di lavoro, etc.) l’emottisi è vista il più spesso come un’infiammazione acuta che comporta febbre e tosse.
I pazienti con patologie croniche hanno una storia clinica che orienta verso una bronchite cronica o uno scompenso cardiaco.
In coloro che soffrono poiché sono immunodepressi, si potrebbe sospettare una tubercolosi o un’infezione polmonare da funghi (miceti).
Un paziente senza patologia pregressa nota, ma fumatore si pensa ad una neoplasia polmonare da verificare e confermare attraverso esami ematici, radiografia, TAC, scintigrafia oppure PET ma tutto ciò dipende dallo specialista che seguirà le indagini. Saranno gli pneumologi e gli oncologi a collaborare per accertare i loro sospetti..
Va sottolineato infine che episodi frequenti o anche dopo 2 episodi con l’esclusione possa trattarsi di infezione nel cavo orale (piorrea, gengiviti etc.), bisogna recarsi prontamente da uno pneumologo che procederà a suggerirvi un procedimento tempestivo per eliminare la ripetizione del fenomeno.
FONTE: Manuale di Merck di Segni e Sintomi