Quando nasce un bambino è sempre una gioia per tutti, soprattutto per la mamma sebbene si trovi ad affrontare mille difficoltà e imprevisti.
Nove mesi di attesa e poi iniziano le notti insonni, l’allattamento, i cambi del pannolino, tanti pensieri e tante novità legate a quello splendido esserino sdentato, così dolce e così dipendente da mamma e papà.
Uno dei tanti “problemini” che un genitore si trova a dover risolvere è la crosta lattea, nulla di pericoloso o grave, ma che spesso mette in ansia le giovani mamme.
Cosa è la crosta lattea
La crosta lattea è una forma di dermatite seborroica che colpisce i lattanti, può comparire in forma più o meno accentuata già dopo un paio di settimane dalla nascita e perdurare fino al quarto / quinto mese di vita.
Si presenta sotto forma di crosticine o squame giallognole che fanno pensare alla forfora degli adulti, leggermente untuose. Compaiono principalmente sulla testa, ma in alcuni casi possono estendersi alla fronte fino alle sopracciglia e al naso, oppure nella zona dietro le orecchie.
La crosta lattea non deve spaventare in quanto la sua presenza è del tutto fisiologica e solo nello 0,1% dei casi è segnale di una dermatite atopica che perdurerà nel tempo.
La crosta lattea è dovuta a un aumento della secrezione delle ghiandole sebacee che, però, nell’arco di qualche settimane si stabilizza. Non è quindi una malattia per cui cercare rimedio o cura. È principalmente un problema estetico e solo alcune volte crea prurito nel neonato rendendolo inquieto.
Come comportarsi?
Vediamo ora cosa fare in caso di presenza di crosta lattea:
- Evitiamo di usare maniere forti, no a detergenti in vendita nei grandi supermercati e ricchi di paraffina, assolutamente vietato l’uso di shampoo antiforfora per adulti, ed evitare di “grattare” la crosta lattea con le unghie,
- Scegliamo prodotti naturali venduti nelle erboristerie e previo consiglio dell’erborista,
- Preferiamo gli olii naturali per ammorbidire le crosticine,
- Usiamo molta delicatezza: se decidiamo di alleviare il prurito scegliamo un piccolo pettine a dentini fitti e con la punta arrotondata appositamente studiati per la pelle delicata del bambino.
Nella pratica:
Se la crosta lattea è poca, la zona colpita non è estesa e al bambino non crea fastidio: usiamo un detergente a base oleosa e laviamo i capelli del neonati ogni 2 giorni; dopo il lavaggio asciughiamo i capelli tamponando con un panno morbido e pulito; infine passiamo un batuffolo di cotone imbevuto di olio d’oliva o di mandorla o di calendula. A questo punto le crosticine si saranno ammorbidite e non sarà necessario fare altro.
Se la crosta lattea è eccessiva, la zona colpita è molto estesa oppure crea fastidio e prurito al neonato: in questo caso è meglio intervenire per dare principalmente sollievo al piccolo.
Laviamo la zona con un detergente a base oleosa, risciacquiamo con cura usando acqua tiepida e asciughiamo tamponando con un panno morbido e pulito. Passiamo un batuffolo imbevuto di olio d’oliva, ma non su tutta la zona, solamente su un piccolo punto di circa due centimetri quadrati.
Facciamo in modo che le crosticine siano molto morbide quindi passiamo con delicatezza un pettinino a dentini fitti e con le punte arrotondate. Se la crosta lattea si stacca delicatamente senza sforzo, senza dare fastidio al neonato ma, anzi, dandogli un sollievo, procediamo per piccole zone fino a che abbiamo asportato l’intera crosta lattea. Questo procedimento è valido però solo sulla testa, per quanto riguarda la zone del viso, anziché utilizzare il pettinino è meglio passare una garza, sempre imbevuta di olio naturale e con molta delicatezza. Si può procedere in questo modo ogni due giorni, avendo cura di tenere sempre ammorbidita la zona utilizzando olii naturali.
Per qualsiasi chiarimento è comunque sempre utile rivolgersi al proprio pediatra che potrà tranquillizzarci o consigliarci.
Non facciamoci spaventare dalla crosta lattea e godiamoci il frutto del nostro amore!