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Andrologia Endocrinologia e Malattie del Ricambio

Prova del nove per la menopausa maschile

L’ipogonadismo maschile, patologia definita spesso “menopausa maschile” che colpisce il 2 per cento degli uomini, è stato identificato da un gruppo di ricerca finanziato dall’Unione Europea. La ricerca, durata sette anni, ha codificato i nove sintomi alla base della scarsa produzione di testosterone, il fattore scatenante della malattia. Lo studio si è basato su una serie di questionari rivolti a più di 3300 uomini fra i 40 e i 79 anni e residenti in diversi paesi dell’Unione, ricavando informazioni sulla salute sessuale, fisica e psicologica dei partecipanti. Partendo da una base di 32 sintomi possibili, i ricercatori sono arrivati ad escluderne via via la maggior parte, concludendo che solo nove sono i sintomi che denunciano l’ipogonadismo. I più rilevanti sono la riduzione delle erezioni mattutine, la disfunzione erettile e la scarsità di pensieri relativi al sesso. Ad essi si affianca naturalmente un basso livello di testosterone, il pre-sintomo fondamentale per la diagnosi della patologia. I risultati dimostrano che il trattamento a base di testosterone potrebbe rivelarsi utile solo in un numero relativamente basso di casi in cui si sospetta una deficienza androgenica, dato che molti dei sintomi presentati dai candidati e legati al normale ipogonadismo non si sono dimostrati associati a livelli di testosterone ridotti negli uomini più anziani”. Oltre ai sintomi già descritti, gli scienziati ne hanno aggiunto altri prettamente fisici, ovvero l’impossibilità di produrre sforzi significativi, come sollevare un peso o salire le scale, incapacità di camminare più di un chilometro e la fatica sostenuta per piegarsi o chinarsi. Gli altri tre sintomi sono di ordine psicologico, ovvero perdita di energia, stati depressivi e stanchezza. Fra tutti i sintomi, tuttavia, i più determinanti restano quelli legati alla sfera sessuale dell’individuo. Tuttavia, gli stessi ricercatori tendono a sottolineare come la lunga lista di sintomi non specifici che potrebbero essere legati a una deficienza di testosterone rende difficile diagnosticare con certezza l’ipogonadismo tardivo. La situazione si complica se pensiamo che anche i sintomi sessuali più specifici della deficienza androgenica sono piuttosto comuni anche tra gli uomini che presentano livelli di testosterone nella norma. L’applicazione di questi nuovi criteri dovrebbe comunque prevenire un numero eccessivo di diagnosi di ipogonadismo e fermare la somministrazione insensata della terapia a base di testosterone negli uomini anziani. Una tendenza in forte aumento in tutto il mondo e in particolare negli Stati Uniti.

Articolo di redazione
Fonte: Italiasalute.it