L’estate, si sa, favorisce la vita all’aria aperta ma spesso la spiaggia, la campagna o le escursioni in montagna espongono il nostro corpo, in particolare le estremità, al pericolo di graffi, ferite o ematomi. Ecco perciò la necessità, in mancanza di un pronto intervento specialistico, la necessità di saper far fronte da soli a questi piccoli incidenti. Gli inconvenienti a cui si può andare incontro, spiega Paolo Cremonesi, responsabile del Pronto soccorso dell’Ospedale Galliera di Genova, sono vari: si va dalla “sbucciatura” (abrasione), alle ferite da taglio più o meno profonde, per esempio quelle in cui si può incorrere mentre si cucina o se si cammina scalzi. Come anche frequenti sono le contusioni che favoriscono la formazione di ematomi.
Nella maggior parte dei casi sono traumi che non vanno in profondità e che possono essere gestiti da soli, a patto di eseguire una corretta medicazione per prevenire infezioni batteriche e favorire la cicatrizzazione. Per le abrasioni e le ferite superficiali in genere il sanguinamento è limitato e si gestisce facilmente tamponando la zona e mettendo del ghiaccio. Prima, naturalmente, bisogna pulire e disinfettare la ferita, poi proteggerla. La pulizia può essere fatta con acqua corrente. Per disinfettare molti usano l’alcol, che però rischia di far bruciare ancora di più la ferita, meglio usare preparati a base di acqua ossigenata, di cloro, o gli antisettici contenenti ammonici quaternari. Una volta disinfettata la ferita, basta coprirla con cerotti o con garza.
In caso di ematomi limitati il rimedio è ancora più semplice: applicare ghiaccio ed eventualmente pomate che favoriscono il riassorbimento dell’ematoma.
Nel caso di ferite profonde si può avere un sanguinamento copioso, da contrastare con una compressione della zona del vaso sanguigno che rifornisce l’area ferita (compressione a monte della lesione), ma in questo caso è meglio rivolgersi al medico o al Pronto soccorso. Stesso discorso per le ferite procurate da oggetti arrugginiti, per esempio un chiodo, circostanza nella quale va valutata l’opportunità di eseguire l’antitetanica e/o iniziare una terapia antibiotica. In questi casi, come anche nel caso di ferite procurate da attrezzi per il giardinaggio, il pericolo di tetano è rilevante ed è più sicuro sentire il parere del medico più vicino.
Articolo di Redazione
Fonte: Corriere della Sera, 17 luglio 2012