Le mode, nella loro ciclica ripetizione, hanno sempre svolto una funzione di conferimento di identità, alle varie tribù che decidevano di adottarle (capelloni, skinheads, minigonne, punk, etc): come mode, diventano argomento del giorno, occupano spazio su carta stampata e TV, fanno sproloquiare i tuttologi, si attenuano e poi svaniscono lasciando solo nostalgia per il tempo che fu.
Di tanto in tanto, però, ne esce fuori qualcuna che può rappresentare un pericolo per la nostra salute (basti pensare alla droga). Ora, è il momento dei tatuaggi e dei piercing e, se fino a qualche tempo fa, l’incubo dei genitori di ritrovarsi figli adolescenti tatuati era solo un incubo estetico, ora sembrerebbe che a sconsigliare queste pratiche, ci siano anche motivi igienici e di salute.
Sostengono, infatti, i dermatologi dell’European Academy of Dermatology and Venereology che le sensibilizzazioni della pelle scatenate da tatuaggi e piercing, in particolare per gli uomini, siano in forte aumento, nonostante il contenuto del metallo nei monili a contatto con la pelle sia regolamentato. Il problema, segnalano gli esperti, è aumentato proporzionalmente alla grande crescita degli ultimi 10 anni di tatuaggi e ornamenti vari che bucano la pelle nelle diverse zone del corpo, aumentando l’esposizione a metalli e inchiostri di dubbia provenienza e, non di rado, nocivi.
Altra causa di sensibilizzazione è rappresentata anche dalla moda attuale dei tatuaggi temporanei sempre più frequenti, soprattutto nelle fasce di popolazione più giovane. Secondo i dermatologi, riuniti in convegno a Istanbul, vari milioni di europei sono tatuati con sostanze chimiche e prodotti sconosciuti, in condizioni igieniche precarie, che mettono a rischio la salute, scatenando infezioni e allergie. Gli esperti perciò si sono dati appuntamento al 1° Congresso europeo sui tatuaggi e studio dei pigmenti, organizzato dall’EADV, che si svolgerà in Danimarca, a Copenhagen, il 13 novembre di quest’anno.
Articolo di Redazione
Fonte: Il Messaggero, 10/09/2013