Categorie
Dermatologia e Venereologia

Abbronzarsi senza scottature

abbronzarsi senza scottarsiFinalmente è arrivata l’estate e, dopo mesi di freddo e pioggia, è tutto un correre a scoprire i corpi per raggiungere il prima possibile il livello di abbronzatura desiderato. Siccome ogni azione produce una reazione eguale e contraria, tuttavia sarà bene seguire degli accorgimenti, per tutelarci da possibili, future conseguenze negative.
Leonardo Celleno, dermatologo dell’Università Cattolica di Roma, sostiene infatti che le scottature da sole, soprattutto quando sono accompagnate dalla comparsa delle vesciche, se subite più volte nell’infanzia e nell’adolescenza, possono provocare effetti  dannosi molto seri a distanza di anni, in età adulta. I danni delle cellule cutanee, infatti, si sommano tra loro e aumentano la probabilità dei tumori della pelle. Per questo, i giovani (per i più piccoli ci pensa la mamma) devono imparare a usare i prodotti protettivi ma, nell’euforia delle vacanze e della libertà dai doveri scolastici, non è così semplice come si crede.
Usare una crema protettiva, se l’amico, ad esempio, non la usa, per un adolescente può essere frustrante ed è facile che tenderà a evitare di farlo, apparendogli il futuro ancora lontano e misterioso. Per questo, i genitori, faranno bene a seguire i consigli degli esperti e a usare tutte le armi in loro possesso per convincere e stimolare i più riottosi. Un consiglio è quello di giocare su un argomento a cui, generalmente, gli adolescenti sono molto sensibili: l’estetica. Sottolineare cioè come le scottature producano effetti collaterali (caduta delle pelle, arrossamenti, vesciche, macchie cutanee) che rovinano tutti gli sforzi fatti per apparire più belli e desiderabili.
Partendo da qui, forse, risulterà più facile convincerli a seguire quei consigli basilari per ottenere un’abbronzatura equilibrata e non pericolosa (niente sole nelle ore più calde, alternare nei primi giorni l’esposizione al sole con le soste all’ombra, tenere indosso una maglietta se il sole picchia particolarmente).

Articolo di Redazione
Fonte: Io Donna, 14 giugno 2014