La dermatite da contatto, detta anche Eczema da contatto, è una reazione infiammatoria della pelle (da non confondere con la dermatite atopica), che nasce dal contatto diretto o indiretto con una particolare sostanza che determina una reazione di natura allergica o irritante.
Esistono quindi due tipi di dermatite da contatto:
- la Dermatite Allergica da contatto è un processo infiammatorio della cute causato da una ipersensibilità a determinate sostanze chimiche chiamate allergeni. E’ una reazione di tipo immunologico; il sintomo principale è il prurito.
- la Dermatite Irritante da contatto è causata dall’esposizione ad una sostanza chimica tossica o irritante per la pelle, senza intervento di meccanismi immunologici; il sintomo principale è il bruciore.
Per poter individuare la sostanza scatenante di questa reazione è consigliabile l’aiuto di un dermatologo, eviteremo così di incorrere in una dermatite da contatto cronica.
Le cause della dermatite da contatto
Quando il nostro corpo viene a contatto con una sostanza che “non tollera”, come “difesa” da parte degli anticorpi del nostro organismo si scatena la dermatite da contatto; è come se ci stesse avvisando che qualcosa gli sta dando fastidio.
Ma quali sono i principali elementi che possono provocare la dermatite da contatto?
Tra i più diffusi ricordiamo:
- nichel (cosmetici, bigiotteria, alimenti, saponi..),
- cromo (detersivi, cemento, cuoio, saponi..),
- coloranti (tessuti, tinture per capelli, cosmetica),
- resine,
- piante (edera velenosa, quercia..),
Oggi sono più di 3.000 gli allergeni che provocano intolleranze, molti dei quali fanno purtroppo parte della nostra vita quotidiana, risulta quindi quasi inevitabile per molte persone “intolleranti” imbattersi in questa patologia.
Come si riconosce la dermatite da contatto?
Di solito la dermatite da contatto si manifesta in quelle zone del corpo (le mani, il viso, le braccia e il cuoio capelluto) che tutti i giorni entrano più facilmente in contatto con numerosi agenti esterni.
I sintomi più comuni della dermatite da contatto sono:
- prurito,
- bruciore,
- lesioni eritematose,
- lesioni desquamative,
- pelle secca,
- bolle d’acqua o vescicole (nei casi più gravi).
Nel caso in cui si dovesse manifestare sulla nostra pelle questa patologia, sarebbe consigliabile sottoporci ad una visita dermatologica in cui il medico specialista analizzerà il nostro quadro clinico e cercherà in un primo momento di capire insieme a noi quali potrebbero essere le possibili sostanze sospette.
Successivamente potrebbe consigliarci di sottoporci a test specifici come il Patch test, grazie al quale è possibile individuare la sostanza, o le sostanze, potenzialmente responsabili della reazione. Il Patch test è infatti un test epicutaneo che consiste nell’analisi di apteni di diversa natura, che vengono inseriti in piccole quantità all’interno di cerotti e posti poi a contatto con la pelle sana; dopo 48 ore si rimuovono i cerotti, e nelle successive 24-48 ore si effettua la lettura del test; a seconda dell’intensità della reazione della nostra pelle vengono attribuiti dei punteggi (da 0 a +++).
Prevenzione e terapia per la dermatite da contatto
Una volta individuata la causa del problema, il dermatologo ci consiglierà in primo luogo di evitare il contatto diretto con quella sostanza, ed eventualmente nel caso in cui non potessimo farne proprio a meno, ad esempio per motivi lavorativi, di utilizzare dei presidi protettivi (guanti, abbigliamento specifico, creme barriera).
Nella dermatite da contatto acuta ci potrebbero essere prescritti steroidi topici ed eventualmente in caso di presenza di vescicole o bolle d’acqua anche antisettici locali e paste all’ossido di zinco.
In caso di dermatite da contatto cronica il medico ci potrebbe prescrivere creme o unguenti a base di cortisone insieme a creme emollienti o, eventualmente, antistaminici in caso di forte prurito.
Esistono anche dei rimedi naturali per alleviare il bruciore come dei bagni con l’uso di bicarbonato e farina di avena.
Ricordiamoci inoltre che è importante non grattarsi altrimenti si rischia il diffondersi di infezioni.
Fonti:
http://www.progettoasco.it/riviste/rivista_simg/2011/02_2011/6.pdf