Se il bambino tarda ad uscire… quanto è necessario aspettare per il lieto evento? Di regola una gravidanza normale dura 280 giorni o 40 settimane.
Conclusa la 41esima settimana, la gravidanza viene definita “anormale” o meglio gravidanza oltre il termine: si verifica di rado, non oltre il 10%, ma può accadere che ci sia un ritardo nella nascita, perché l’epoca d’inizio della gravidanza coincide con l’ultima mestruazione e il calcolo non è sempre corretto.
Cosa bisogna fare in caso di gravidanza ritardata?
Occorre fare alcune valutazioni per stabilire l’esatta datazione della gravidanza, che ha inizio con la fecondazione dell’uovo. L’ovulazione della donna ha un preciso riferimento con la mestruazione ed avviene solitamente 14 giorni prima del ciclo successivo; comunque si possono avere intervalli più lunghi e quindi la gravidanza inizia più tardi. Si calcola che circa il 50% delle gravidanze oltre il termine lo siano solo apparentemente. Un accertamento molto accurato con un margine di errore di 1-3 giorni può essere conseguito con un esame ecografico da eseguire la 12esima settimana, per valutare la lunghezza vertice-sacro del feto.
Quali sono le cause delle gravidanze oltre il termine?
Cosa può succedere se la gravidanza procede oltre la 40esima settimana ? Il feto riceve nutrienti ed ossigeno dalla placenta.
Con il progredire la placenta va incontro ad un invecchiamento (senescenza placentare) e di conseguenza diminuiscono gli scambi madre-feto e si ha all’inizio l’arresto della crescita e poi la sofferenza fino ad arrivare alla morte in utero. Anche il liquido amniotico in cui è immerso il feto va incontro ad un progressivo riassorbimento. La riduzione dell’ossigenazione fetale, fa contrarre l’intestino con l’emissione del suo contenuto all’interno del liquido che si fa denso e di colore verde.
L’inalazione da parte del feto di tale liquido determina alla nascita difficoltà respiratoria. Scadute le 40 settimane di durata della gravidanza, la stessa può procedere regolarmente, ma il feto aumenta di peso e la sua grandezza rende più difficile il parto. Se si arriva alla 41ma il controllo del benessere fetale va controllato più di frequente e deve essere più accurato.
Come si controlla il benessere fetale.
Il ginecologo che segue la gravidanza solitamente consiglia di controllare i movimenti fetali attivi dopo mangiato, poiché in caso di assenza di movimento lo specialista potrebbe aver bisogno di indagarne le cause. Preferibilmente si ricorre all’ecografia per valutare la quantità di liquido amniotico, lo stato della placenta, il tipo di movimenti fetali; ad essa va aggiunta la cardiotocografia, che è l’equivalente dell’elettrocardiogramma, con la quale si prendono in esame la frequenza cardiaca, le sua variazioni e dunque la presenza di alterazioni a livello cardiaco.
Si prosegue con la flussimetria finalizzata a conoscere la distribuzione del sangue che parte dalla placenta al feto attraverso le vene ombelicali e ritorna attraverso le arterie nell’ombelico. Se la circolazione per l’irrigidimento dei vasi incontra maggiori resistenze, i flussi si alterano e scompaiono durante la fase diastolica. La Federazione Nazionale di Ostetricia e Ginecologia ha stabilito che completata la 41ma settimana effettiva indipendentemente dalla mancanza di segni di malessere fetale si cerca di indurre il travaglio.
Come si procede per l’induzione al travaglio?
Negli ultimi 15 giorni del parto, il collo dell’utero va incontro ad un raccorciamento e ad un’iniziale dilatazione, mentre la parte presentata dal feto discende verso il canale del parto.
Quando è presente la maturazione della cervice uterina, il ginecologo provvede allo scollamento della membrana della parete dell’utero e/o alla rottura del sacco. Dopo circa 12-24 ore nell’80% dei casi insorge il travaglio di parto. Se, però, l’esame che controlla il grado di maturazione dell’utero rileva che ancora non è pronto, bisogna aspettare fino a maturazione dando alla paziente un farmaco contenente prostaglandina; quest’ultimo viene introdotto in vagina attraverso una candeletta e si aspetta il travaglio che dovrebbe avvenire entro 2 – 4 ore.
Iniziato il travaglio, si monitorano le contrazioni uterine e si valuta se il feto sopporta bene lo stress delle stesse attraverso l’esame cardiotocografico. Qualora la frequenza cardiaca diminuisca, si interrompe qualsiasi infusione e si procede al taglio cesareo.
Il bimbo o la bimba vengono alla luce… cosa succede ?
Il neonatologo, che deve sempre essere presente al momento del parto, valuta l’indice di vitalità del feto (indice di Apgar) ed utilizza diversi parametri: il colorito della pelle, il tipo di respiro, il battito e l’attività cardiaca ed infine il tono muscolare.
A ciascun parametro è dato un punteggio e in base al risultato di 7 o superiore a 7 viene affidato alla neomamma; se inferiore a 7 il neonato viene sottoposto ad alcune operazioni di rianimazione o anche in caso di ittero viene lasciato in osservazione nelle sale idonee del reparto di neonatologia.
I bimbi già “maturi o post-maturi” alla nascita
I neonati potrebbero presentarsi con unghie e capelli più lunghe/i del normale e ben nutriti (eutrofici) che fanno sembrare loro di essere più grandi oppure i neonati potrebbero essere poco nutriti con un ittero prolungato ed una cute rugosa e grinzosa che dà loro un aspetto vecchieggiante (distrofici).
Come mai avvengono gravidanze oltre il termine?
Purtroppo in medicina nulla è prevedibile o scontato al 100%, nulla accade sicuramente per un solo determinato motivo… Anche in questo caso, infatti, non si è certi, ma si pensa che una delle cause più probabili sia la diminuzione del progesterone – ormone che protegge la gravidanza – poiché si avrebbe un aumento di estrogeni non controbilanciati, che favorirebbe la sintesi delle prostaglandine.
Non si esclude anche una legge fisica considerando la muscolatura uterina come una fibra elastica; infatti, entrambe (fibra e muscolo) quando raggiungono il massimo della loro tensione vanno incontro a rottura.
Considerando tutto questo, non resta altro che recarsi dallo specialista per ottenere altri suggerimenti e chiarimenti, che potrebbero essere fondamentali per vivere la gravidanza nel modo più tranquillo e sereno possibile.
Fonte
www.ilginecologo.it