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Dermatologia e Venereologia

Mollusco contagioso: una malattia infettiva ma benigna

mollusco contagiosoIl mollusco contagioso è una patologia della pelle e delle mucose di origine virale che si manifesta con papule in rilievo soffici al tatto. Il nome Mollusco contagioso deriva dal greco “molluscus” ossia “morbido” che è la caratteristica delle lesioni di questa malattia altamente contagiosa, che si può diffondere per contatto diretto o indiretto. Generalmente di origine benigna rimane in superficie sulla cute e non attacca gli organi interni, può anche scomparire da sola con il tempo ma se non si interviene con farmaci o trattamenti chirurgici specifici può avere dei tempi di guarigione anche molto lunghi. Un consulto con un dermatologo è il modo migliore per curarla e prevenirne la diffusione.

mollusco contagioso contagioMollusco contagioso: come viene trasmesso?

Il mollusco contagioso è causato dall’infezione del virus DNA della famiglia delle Poxviridae in particolare dal molluscum contagiosum virus (MCV). Esistono quattro tipi diversi di MCV il più diffuso è il MCV-1 mentre il più raro MCV-2.

Può diffondersi ulteriormente sia nello stesso soggetto già colpito, sia contagiando altre persone che entrano in contatto diretto o indiretto con il virus. Il contagio può avvenire:

  • per contatto diretto su altre zone del corpo dello stesso soggetto colpito,
  • entrando a contatto con la zona della cute della persona colpita dalla malattia,
  • per contatto sessuale,
  • utilizzando la stessa biancheria, indumenti od oggetti personali della persona infettata,
  • condividendo gli stessi ambienti del soggetto colpito dove i virus tendono a proliferare maggiormente come piscine, palestre o docce.

Gli esperti hanno constatato che i bambini affetti da eczema atopico e persone che utilizzato farmaci corticosteroidi o soggette a malattie linfoproliferative tendono a contrarre il virus con più facilità, virus che si riproduce più rapidamente nelle zone e ambienti caratterizzati da temperature caldo-umide.

Mollusco contagioso: sintomi

Il mollusco contagioso si manifesta con delle lesioni in rilievo tondeggianti che possono essere di un numero variabile da un paio fino ad arrivare ad un centinaio e di dimensioni dai 2 ai 6 millimetri.

In passato si diffondeva soprattutto tra i bambini, oggi è comune anche tra gli adulti essendo diventata anche una malattia a trasmissione sessuale.

Tende a diffondersi soprattutto nei soggetti con un sistema immunitario debole e compromesso come ad esempio persone che hanno subito un trapianto o malati di AIDS, in questi casi l’infezione in genere è molto estesa, le dimensioni delle lesioni possono arrivare fino a 15 millimetri, e richiede cure e tempi di guarigione più lunghi.

Si può presentare in ogni zona del corpo ma le zone più colpite negli adulti sono genitali esterni, zona anale, natiche, inguine, cosce e basso ventre, mentre nei bambini volto, gambe, braccia e tronco. Generalmente non si diffonde sulle piante dei piedi o sui palmi delle mani.

Quando si viene a contatto con il virus le lesioni non si manifestano immediatamente ma dopo un tempo di incubazione che può variare dalle 2 alle 7 settimane fino ad arrivare a 6 mesi.

Inizialmente le prime papule che compaiono sono scure e dure al tatto con un diametro che varia in genere dai 2 ai 6 millimetri, successivamente, dopo un periodo di tempo di circa 2 settimane, le papule aumentano di numero, diventano soffici con una piccola fossetta centrale e di colore grigio-giallastro.

Il mollusco contagioso è in genere asintomatico, tuttavia in alcuni soggetti più sensibili possono presentarsi sintomi come:

  • prurito,
  • lesioni oculari,
  • infiammazioni,
  • lieve dolore,
  • fastidio.

mollusco contagioso cureMollusco contagioso: come intervenire

Il mollusco contagioso è una patologia che se non viene trattata può anche regredire spontaneamente ma sono necessari tempi molto lunghi affinché tutte le papule scompaiano; nelle persone sane con un buon sistema immunitario potrebbe regredire in un tempo variabile da due mesi fino ad alcuni anni, le persone con un sistema immunitario basso invece necessitano di cure specifiche. Una visita dermatologica è importante per diagnosticare la malattia e stabilire il trattamento più idoneo da intraprendere. La diagnosi viene effettuata dal medico mediante l’osservazione diretta delle lesioni e in casi dubbi mediante biopsia cutanea, tecnica che permette di risalire alla causa scatenante la patologia analizzando la lesione al microscopio elettronico o anche effettuando la colorazione di Gram che stabilisce se le cellule sono infette esaminando un campione del siero interno delle papule. Il dermatologo in genere consiglia di intervenire per evitare sia l’autoinoculazione sia il diffondersi del virus in altri soggetti. Potrebbe prescrivere dei farmaci da applicare direttamente sulla zona infettata come antivirali, immunosoppressori o cheratolitici, o quando il mollusco contagioso si è diffuso in modo molto intenso ed aggressivo potrebbe ritenere necessario ricorrere a tecniche più invasive come:

  • crioterapia, tecnica che “brucia” le lesioni mediante l’uso dell’azoto liquido,
  • raschiatura, effettuata mediante anestesia locale,
  • laserterapia,
  • decolorazione con agenti chimici specifici.

Questi trattamenti potrebbero lasciare piccole cicatrici e non garantiscono l’eliminazione nel tempo di questa patologia che potrebbe recidivare anche dopo essere stata trattata.

Mollusco contagioso: prevenzione

Il mollusco contagioso si trasmette con molta facilità se si viene a contatto diretto con le lesioni o con oggetti che a loro volta sono entrati a contatto con il virus. I bambini colpiti da questa patologia potrebbero contagiare altri bambini che si trovano nello stesso ambiente e anche altri adulti come genitori o maestre. L’unico modo per impedire al virus di diffondersi è quello di evitare di toccare le zone del corpo infette e gli oggetti che ne sono venuti a contatto.

La trasmissione negli adulti avviene soprattutto per via sessuale quindi per prevenire il contagio bisognerebbe evitare il contatto con la zona infettata del partner. L’utilizzo del preservativo può essere di aiuto per proteggere la vagina o il pene dal virus ma è uno strumento di prevenzione limitativo perché non ferma la diffusione in altre zone limitrofe come la zona anale o lo scroto.

Fonte:

http://scienzaesalute.blogosfere.it