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Ginecologia e Ostetricia

Farmaci in gravidanza: quali e come prenderli.

farmaci in gravidanzaDurante il periodo della formazione dei vari organi ed apparati del feto (embriogenesi), ovvero dalla settima alla quattordicesima settimana, l’assunzione di un farmaco da parte della gestante può risultare dannoso e comportare un probabile difetto congenito.

Soprattutto, dato il fatto che durante il secondo e il terzo trimestre, alcuni farmaci possono rallentare lo sviluppo o modificare il comportamento del feto in utero.
Per questo è necessario prestare attenzione all’uso dei farmaci in gravidanza.

La società americana responsabile dell’autorizzazione alla vendita dei medicinali, ha stilato una classificazione di farmaci utilizzabili in gravidanza e li ha suddivisi in classi a seconda della loro pericolosità:

  • Classe A: studi sull’uomo hanno dimostrato che se il farmaco appartiene a questa categoria nessuno, né madre né figlio rischiano qualcosa durante il primo trimestre e nei trimestri successivi.
  • Classe B: una volta effettuate prove su animali, non sono stati riportati effetti collaterali, ma non sono stati fatti esperimenti su donne in gravidanza o meglio non sono stati pubblicati ancora studi controllati su di loro. Su alcuni i tests effettuati su animali non hanno rivelato effetti poi verificatisi durante il primo trimestre di gravidanza.
  • Classe C: sugli animali ci sono stati effetti collaterali o effetti negativi tali che hanno portato gli americani a concludere che la loro prescrizione è consigliata, solo laddove i benefici potenziali superino i rischi.
  • Classe D: in questo caso si tratta di farmaci che possono interferire sul feto, ma i benefici derivanti potrebbero essere considerati accettabili nonostante il rischio sul feto.
  • Classe X: sono tra i più pericolosi poiché è stata provata la loro influenza negativa sul feto e sono sconsigliati in gravidanza.

Questo porta a concludere che i farmaci possono essere ulteriormente suddivisi in consentiti senza rischio fetale e utilizzabili e, dunque, prescrivibili solo in particolari condizioni.

Quando si può rendere necessario l’uso di un farmaco in gravidanza?

Se dagli esami ematici si dovessero rilevare carenze specifiche, queste dovrebbero essere reintegrate con preparati a base di ferro in caso di anemia e di acido folico al fine di prevenire la spina bifida del bambino. Sarebbe meglio evitare invece integratori multivitaminici per la presenza di vitamina A pericolosa per il feto. Chiaramente i farmaci e il loro utilizzo, cambiano a seconda delle malattie da cui è affetta la gestante.

Partiamo dalle malattie gastrointestinali-gastroenteriche più comuni: in questo caso e soprattutto nei primi 3 mesi potrebbe essere utile semplicemente modificare la dieta o il modo di alimentarsi; pasti piccoli e frequenti più solidi che liquidi; se i dolori dovessero essere forti possono essere assunti antistaminici.
Talvolta potrebbe essere fatto uso di fleboclisi per reidratare per avere minori effetti collaterali. Tra i disturbi, abbastanza frequente è il reflusso esofageo per il quale si consiglia di non sdraiarsi dopo aver mangiato, di alzare la testiera del letto e di evitare cibi speziati. Nei casi più gravi è opportuno utilizzare farmaci innocui appartenenti alla classe A.

Come il reflusso anche la stipsi, abbastanza frequente, potrebbe essere curata con lassativi naturali a base di latte o con supposte di glicerina; al contrario la diarrea richiede una dieta astringente (patate, carote) e in caso di infezione virale o batterica esistono antibiotici di prima scelta.

cardiopatia ipertensiva cosa fareMalattie cardiache: ipertensione se pre-esistente è trattabile con medicinali calcio-antagonisti (anche se potrebbero causare caviglie gonfie), i diuretici, gli ace-inibitori appartenenti alla classe C sono sconsigliati.
Cardiologo e ginecologo saranno i vostri migliori consiglieri che cercheranno anche di scoraggiarvi in caso di pazienti appartenenti alla III e IV della classificazione NYHA ovvero in quelle con grave limitazione di attività fisica; nelle classi I e II le pazienti non corrono alcun rischio ma dovranno farsi controllare dal cardiologo per prevenire scompensi cardiaci.

Malattie autoimmuni

Stiamo parlando di lupus o artrite reumatoide. Per entrambe esistono farmaci antiinfiammatori, cortisonici, ma medicine composte da acido acetil-salicidico e i cosiddetti FANS andrebbero evitati.

Malattie di natura psicologica e psichiatrica

Ansia: non possono essere assunti i farmaci comunemente prescritti alle donne che non stanno aspettando un bambino poiché causano danni sul nascituro o in casi estremi si usano, ma con molta cautela.
Depressione: va fatta particolare attenzione alle pazienti che soffrivano di depressione prima della gravidanza poiché talvolta la sospensione improvvisa dei farmaci potrebbe avere conseguenze sul bambino.

Cefalea ed emicrania

Paracetamolo, ibuprofene associati ad altri farmaci potrebbero essere efficaci e a basso rischio. Altre malattie che danno forti mal di testa come l’epilessia vanno assolutamente monitorate e controllate da specialisti che sapranno indicarvi la cura più idonea poiché molti farmaci potrebbero recare danno ai feti.

Patologie venose

Flebiti e tromboflebiti trovano beneficio con l’uso di farmaci contenenti eparina a basso peso molecolare che non superano la barriera placentare. Possono essere impiegate calze o supporti elastici per trovare più sollievo.

Patologie tiroidee

È abbastanza frequente nelle donne in gravidanza soffrire di mal funzionamento tiroideo talvolta pre-esistente. Esistono comunque terapie efficaci a basso rischio. Vanno evidenziate ed individuate in tempo poiché l’ipertiroidismo non curato porta a gravi complicazioni materne-fetali.

Malattie respiratorie

asma-gravidanzaAsma: Corticosteroidi per via inalatoria sono preferibili perché non nuocciono a mamma e a figlio.
Polmonite: Macrolidi sono i farmaci generalmente prescritti e prescrivibili in gravidanza per la loro efficacia ed innocuità.
Tubercolosi: fortunatamente più rara può essere debellata attraverso l’uso di farmaci che potrebbero causare problemi di udito temporanei o cronici nel feto.

 

Arriviamo ora a considerare alcune delle malattie da infezioni batteriche o vitrali:

Batteriuria: Proliferazione incontrollata di batteri come l’E. Coli e l’Enterobacter. Vi sono farmaci che non compromettono né la vita del feto né della madre.
Cistite: è raccomandata l’assunzione di molti liquidi soprattutto acqua oltre a 1 bustina al giorno di fosfomicina. Talvolta, se l’infezione è nelle alte vie urinarie è necessaria la terapia parenterale per 7/10gg.

Altre infezioni batteriche sono sconfitte con l’assunzione di penicillina che risulta innocua al feto. Per i virus per esempio herpes simplex o herpes genitale è utilizzabile l’aciclovir presente in alcune pomate specifiche.

Si raccomandano i controlli e le prescrizioni di farmaci in gravidanza da specialisti come il ginecologo, l’endocrinologo, il virologo o da qualsiasi altro specialista sia necessario, per essere sicuri di poter condurre una gravidanza serena.

 

Fonte

Terapia medica in gravidanza a cura di Herbert Valeusise e Salvatore Felis.