Ambliopia è il termine scientifico che indica un disturbo della vista, che colpisce i bambini in età infantile, ma che se trascurato, si manifesta in età più adulta e può portare alla perdita della vista.
Solitamente è colpito un solo occhio, che va prontamente curato per farlo recuperare e tornare alla normalità, evitando in futuro l’uso di occhiali o lenti a contatto.
Perché compare l’ambliopia?
La comparsa del disturbo relativo ad un occhio pigro è spesso dovuta a una collaborazione non armonica tra occhio e cervello; in altre parole, quando le vie nervose del cervello e quelle dell’occhio non riescono a coordinare gli stimoli o quando il cervello non permette di sviluppare in modo nitido le immagini che dovrebbe vedere l’occhio.
Potrebbero esserci ragioni legate ad un disallineamento oculare (quello che si chiama strabismo: le immagini non si trovano sulla stessa linea), ad una miopia, presbiopia o astigmatismo; più raramente – anche se non si deve escludere l’ipotesi – potrebbe esservi una cataratta o una neoplasia.
Come nascono le immagini nella vista dei bambini
Per far sì che tutti noi possiamo vedere ciò che ci circonda, è necessario un processo attraverso il quale la retina ha il compito di trasformare le immagini in imput nervosi, da trasmettere al cervello per mezzo delle vie ottiche.
Sarà poi il nostro cervello a combinare tutti i segnali e a permettere una visione tridimensionale. Per arrivare a questo processo ai bambini sono necessari 7 anni: a 3-5 anni, infatti, iniziano a sviluppare la vista che raggiungerà la sua stabilità e completezza all’età di 7 anni.
Risulta opportuno, pertanto, far controllare la vista da uno specialista oculista a partire dai 3-5 anni, per poi ritornare all’età di 7. Lì si potrà valutare se si trattava di problemi dovuti ad uno sviluppo ancora incompleto o ad ambliopia. È sempre bene evitare che il cervello abbandoni la comunicazione con un occhio, per appoggiarsi su quello sano (dominante: che si usa di più), poiché è consigliabile la ricerca di equilibrio della vista per evitare danni maggiori.
Analisi dei problemi che provocano l’ambliopia
Strabismo: con questo termine si indica uno stato in cui gli occhi, a causa di uno scorretto funzionamento muscolare, non riescono a far allineare e coordinare i bulbi oculari. Ciò comporta il fatto che un occhio veda dritto e correttamente davanti a sé, mentre l’altro ha la vista rivolta verso destra, verso sinistra, in alto o in basso.
Miopia (presbiopia, astigmatismo): in questo gruppo rientrano i problemi di rifrazione ovvero l’occhio non mette a fuoco l’immagine se vede da lontano (miopia), non mette a fuoco da vicino (presbiopia), l’immagine è offuscata e si forma solo dietro la retina (ipermetropia) ed infine se la visione è sfuocata e distorta per problemi nella cornea che non è curva allo stesso modo in tutti i punti si parla di astigmatismo.
Cataratta congenita: risulta rara ma è causata dall’opacità del cristallino sin dalla nascita.
Tumore: Ancora più raro, ma l’ambliopia potrebbe anche essere un segno o una spia di una probabile neoplasia presente e futura.
A queste patologie si aggiungono cicatrici o problemi corneali, palpebra cadente, emangioma (tumore benigno) ed infine glaucoma.
Qual è la sintomatologia dell’occhio pigro?
È difficile diagnosticarlo, poiché si tratta di un disturbo o una patologia infantile; potrebbe iniziare a partire dalla tenera età, quando i bambini non si rendono conto di non vedere o non sanno spiegare cosa stia succedendo loro.
Va aggiunto inoltre che talvolta nascondono ai genitori i loro problemi agli occhi. Tuttavia in caso di strabismo, di palpebra cadente (ptosi) si nota il disturbo; mentre se si intravedono o scoprono nei bambini problemi nella scrittura e nel disegno si può iniziare a supporre possa trattarsi di ambliopia ed è necessario il controllo dell’oculista.
Per individuare altre spie è opportuno osservare i propri bambini quando svolgono attività ludiche o quando leggono, poiché la difficoltà a trovare la giusta distanza potrebbe far pensare ad avere un occhio più pigro dell’altro. Inoltre, quando si hanno problemi di contrasto (luce), poca sensibilità al movimento (osservare oggetti in movimento) o infine una scarsa sensibilità alla percezione della profondità si potrebbe ipotizzare una probabile ambliopia.
Come si può intervenire per l’ambliopia e quando?
Normalmente bisognerebbe portare i bambini all’età di 3-5 anni alla prima visita oculistica e, in seguito, ripeterla regolarmente ogni 2 anni.
In tal modo, si potrà diagnosticare in tempo e si potranno trovare gli adeguati rimedi: occhiali e lenti o uso di bende per incoraggiare l’occhio “pigro” a correggere la sua visione; talvolta c’è chi fa uso di alcune gocce per offuscare temporaneamente la vista dell’occhio dominante. Fortunatamente con il tempo l’ambliopia potrebbe scomparire e la vista tornare normale.
Si procede con l’intervento chirurgico, solo in caso di cataratta congenita; in altri casi si richiede l’uso di lenti o di occhiali per poter correggere il problema senza affaticare l’occhio sano.
Come si incoraggia un bambino ad usare un solo occhio
Si potrebbe iniziare mettendo un cerotto (patching) ovvero ponendo un cerotto opaco sull’occhio dominante per circa 3 o 6 ore giornaliere soprattutto quando il bambino legge, colora, vede la televisione; potrebbero essere consigliate queste attività poiché il cervello riceve più stimoli ed è portato a far migliorare in un minor tempo la vista dell’occhio “pigro”.
Questo tipo di cerotto va controllato gradatamente dall’oculista il quale sarà in grado di valutare i miglioramenti e di decidere per quanto tempo continuare in questo modo; se la tecnica viene impiegata prima dei 7-8 anni di età, la vista può essere notevolmente migliorata.
Un altro metodo è fornito da particolari gocce, che determinano una vista annebbiata e confusa dell’occhio sano e portano l’altro occhio a sforzarsi per poter ottenere una buona visione; talvolta le gocce portano ad arrossamenti oculari, rush cutanei e mal di testa; quest’ultimo trattamento è sconsigliato se l’occhio dominante è miope.
Prima si individua il problema, più aumenta la possibilità di recuperare la vista completamente e si evitano presumibilmente gli occhiali in età adulta.
Non trascurate la vista dei vostri figli e recatevi al momento giusto dal vostro specialista!
Fonte:
www.my-personaltrainer.it