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Chirurgia Generale

Toracentesi: un esame essenziale per effettuare diagnosi e terapie

toracentesiLa toracentesi è una pratica medica invasiva che viene utilizzata per aspirare del liquido o dell’aria che si è accumulata all’interno del cavo pleurico, spazio compreso tra la parete toracica e i polmoni.

E’ una tecnica che viene effettuata in genere in anestesia locale mediante l’uso di una siringa o di una cannula, che preleva il liquido in eccesso che verrà poi analizzato in laboratorio per procedere con i dovuti accertamenti al fine di determinare la causa dell’affezione.

La toracentesi deve essere sempre effettuata da personale medico esperto e qualificato per evitare il rischio di possibili complicanze.

Toracentesi: di cosa si tratta

La toracentesi  viene effettuata per eliminare dalla cavità pleurica del liquido accumulato chiamato versamento pleurico, o anche per rimuovere dell’aria in eccesso lo pneumotorace. E’ una tecnica che viene svolta principalmente con due intenti:

  1. diagnosi,
  2. trattamento terapeutico.

La diagnosi del liquido viene fatta tramite un’analisi in laboratorio che serve per risalire alle origini che hanno scatenato questo accumulo anomalo, che possono essere di tipo tumorale o di altra natura (cirrosi, pleurite..).

Inoltre la toracentesi può essere utile anche a scopo terapeutico per diminuire la pressione del liquido in eccesso che può comportare dolore toracico o difficoltà respiratorie; in genere subito dopo l’estrazione del liquido il paziente avverte un immediato sollievo e un miglioramento dell’attività respiratoria.

toracentesi interventoToracentesi: come avviene l’intervento

Prima di procedere con l’intervento di toracentesi, il paziente viene sottoposto ad un’ecografia al torace o ad una radiografia, il medico lo informa sulle possibili complicanze che potrebbero presentarsi e lo invita a firmare un modulo dove presta il consenso e accetta le modalità e i rischi legati all’intervento. Il paziente è tenuto ad avvertire il medico in caso sia soggetto a particolari allergie, in caso di assunzione di farmaci che ad esempio possono interferire con la coagulazione del sangue, o in caso di gravidanza. Il medico potrebbe richiedere, se lo ritiene necessario, la sospensione di possibili terapie anticoagulanti o anti aggreganti.

Il paziente viene quindi fatto sedere su un lettino in posizione leggermente inclinata in avanti, il medico cosparge con una soluzione antisettica la zona dove verrà inserito l’ago della siringa, ed esegue un’anestesia locale per evitare che il paziente possa sentire dolore durante questa procedura. In genere la toracentesi viene effettuata sotto la guida dell’ecografo per poter individuare il punto esatto in cui aspirare il liquido o l’aria in eccesso e anche per evitare che l’ago possa perforare involontariamente il polmone. A questo punto viene introdotto l’ago di una siringa che arriverà fino alla cavità pleurica. Nel caso in cui deve essere eliminata dell’aria dallo pneumotorace iperteso, il medico inserisce l’ago nel secondo spazio intercostale, altrimenti per rimuovere il liquido considera la linea ascellare posteriore e la linea medio-scapolare.

Quando la toracentesi viene eseguita a scopo terapeutico, il medico inserisce un catetere di drenaggio, che serve per asportare lentamente tutto il liquido in eccesso.

Il paziente in genere non avverte dolore durante questa procedura ma un lieve senso di pressione o uno stato di disagio generale, se poi il liquido che viene prelevato è in quantità rilevante, il calo di pressione potrebbe comportare anche giramenti di testa.

La durata della toracentesi è di circa 15 minuti. Il paziente nelle ore immediatamente successive (2-3 ore) rimarrà sotto osservazione dello staff medico che monitorerà il suo stato di salute e se lo riterrà opportuno lo dimetterà e potrà tranquillamente svolgere le sue abituali attività quotidiane.

Il liquido prelevato può essere di due tipi:

  1. trasudato,
  2. essudato.

Il liquido trasudato può essere stato scatenato da alcune patologie come embolia polmonare, cirrosi, scompenso cardiaco congestizio. Il liquido ha un aspetto limpido di colore leggermente giallino.

Il liquido essudato, di aspetto torbido, potrebbe essere invece una conseguenza di altre patologie come emorragie, lupus eritematoso, embolia polmonare o tumori.

toracentesi complicanzeToracentesi: possibili complicanze

La toracentesi è una tecnica piuttosto delicata, l’inesperienza o una disattenzione dello staff medico potrebbe causare alcune complicanze e condizionarne la buona riuscita.

Una delle complicanze che si presenta con più frequenza è lo pneumotorace, che può essere dovuto a:

  • immissione accidentale di aria mediante l’ago durante la toracentesi,
  • lacerazione del polmone con l’ago della siringa,
  • difficoltà di riespansione del polmone.

Lo pneumotorace è un rischio che può essere ridotto se il medico procede alla toracentesi con l’aiuto dell’ecografia, che riproduce immagini in tempo reale diminuendo così le possibilità di incorrere in eventuali errori.

La differenza di pressione conseguente allo svuotamento del liquido pleurico presente in grandi quantità (delle volte il liquido si accumula in quantità maggiori di 1 litro), potrebbe determinare un edema polmonare, altro rischio al quale è possibile che incorra il paziente sottoposto a toracentesi.

Si potrebbero presentare anche altre complicanze di tipo più lieve come tosse e dolore toracico.

Affidiamoci quindi sempre a tecnici qualificati e preparati per ridurne i rischi.

Quando sottoporsi alla toracentesi

Il medico in generale consiglia di sottoporsi alla toracentesi in caso di versamento pleurico monolaterale o in presenza di infezione, in caso versamento pleurico e dispnea in forma grave, sangue nella cavità pleurica, pneumotorace iperteso.

In alcuni casi invece potrebbe sconsigliare la toracentesi, come quando ad esempio il paziente è soggetto a difficoltà di coagulazione del sangue, quando presenta un’aderenza pleurica conseguenza di un precedente intervento, in caso di un’infezione della parete toracica, in presenza di scompenso cardiaco, di compromissione cardiopolmonare o malattie polmonari.

Fonte:

http://www.airc.it