Categorie
Ginecologia e Ostetricia Urologia

Sangue nelle urine: da cosa può dipendere?

Sangue nelle urineLa presenza di sangue nelle urine viene definita ematuria, che può essere definita micro ematuria quando non è visibile ad occhio nudo o macro ematuria, se rilevabile.

La micro ematuria che si rileva solo attraverso le immagini di laboratorio e non allarma il paziente, mentre l’altra è causa di molta ansia – soprattutto dovuta al fatto che non si conosce spesso il motivo dell’evento – il che spinge ad avere una visita dall’urologo.

Qual è il compito dell’urologo?

Primario compito sarà quello di individuare la causa del colore rosso delle urine. Le cause del sangue nelle urine possono essere diverse e, per lo più, non c’è da preoccuparsi.

Può trattarsi infatti di reazioni ad alcune sostanze chimiche contenute nei farmaci, in particolare alcuni antibiotici o analgesici (per esempio il paracetamolo) o anticoagulanti. Inoltre, può essere causata dalla presenza di cisti, o infezioni urinarie acute, coliche renali, lievi anemie.

Negli uomini, va valutato quando si verifica il fenomeno se all’inizio, solo dopo un po’ o infine durante tutta la minzione; il momento indica al medico quale organo interessa (vescica, uretere, prostata etc).
Si procede con il Dipstick, test che permette di distinguere l’ematuria dalla pseudo-ematuria.

Da dove può provenire il sangue presente nel dipstick

L’ematuria si distingue in pre-renale, renale e post-renale.
L’ematuria pre-renale è espressione di una compartecipazione renale o di malattie di altri organi o sistemi. In tale circostanza si dovrebbero controllare i quadri emocoagulativo, ematofilico, e cardiovascolare. Un disturbo della coagulazione comporterà la presenza di versamenti ematici cutanei con petecchie ed ematomi.

Cosa si intende per ematuria renale

insufficienza renaleUn tempo il paziente era sottoposto ad un test, che consisteva nell’urinare in tre bicchieri diversi ed era diagnosticata ematuria solo nel caso in cui il sangue era presente in tutti e 3 i campioni. L’infiammazione del rene, alla base dell’ematuria, è in realtà nefrite: essa è presumibilmente una complicanza di un’infezione delle prime vie respiratorie dovuta alla presenza di uno streptococco che precede di 2 o 3 settimane la sua insorgenza.
La diagnosi è agevole, può colpire sin dalla giovane età (10-15 anni) e si accompagna a gonfiore del volto (edema) e alla presenza nel sedimento urinario di cilindri.

Oltre alla nefrite post-infettiva, esiste una nefrite autoimmune al 16° (glomerulonefrite) con macroematuria episodica. La pielonefrite si presenta con febbre, dolore al fianco destro, emazie e leucociti nel sedimento. Talvolta può esservi un rene policistico dell’adulto di natura ereditaria che è frequentemente associato ad ematuria come pure la calcolosi e traumi renali.

Quelle che abbiamo riportato sono ematurie sintomatiche, ma un’ematuria non sintomatica potrebbe far pensare anche ad una neoplasia renale.

Le ematurie post-renali

Le ematurie post-renali sono causate da una patologia a carico delle vie escretrici urinarie (uretere, vescica, uretra). La causa più frequente è la cistite emorragica seguita dalla calcolosi uretrale e vescicale e da neoplasie. Nelle donne è spesso difficile riconoscere la provenienza del sangue o meglio se proviene dalle vie urinarie, dai genitali o talvolta dal retto. Solo un attento e meticoloso esame clinico dello specialista permette l’individuazione della fonte.

Una volta evidenziata la presenza di sangue nelle urine, quale deve essere il percorso diagnostico?

Le indagini di primo livello devono essere iniziate dal medico di base, che invierà per esami specifici dallo specialista ovvero dal ginecologo o dall’urologo a seconda della provenienza e della causa.

Una patologia uroflogistica deve essere esclusa in una paziente che presenta ematuria visibile al microscopio o minima.

L’esame principe è l’esame delle urine seguito dall’urinocultura: l’esclusione o la conferma di un processo infiammatorio è possibile farla od averla attraverso il test appena citato.

prevenzione tumori uteroIn qualche caso potrebbe essere utile effettuare un pap-test per le donne o un esame citologico per entrambi; l’esame è semplice e consiste nella raccolta delle urine la mattina per 3 giorni consecutivi.

Se la citologia rileva anomalie cellulari, si procede con esami più approfonditi: l’esame radiologico con mezzo di contrasto (urografia), di solito è sufficiente a completare diagnosi e terapia; se fossero necessari ulteriori accertamenti esiste poi la cistoscopia, che non è particolarmente invasivo e dolorosa completata dai prelievi bioptici. Completano l’iter la TAC e la risonanza magnetica.

Nei bambini è possibile seguire la stessa procedura?

Sì. I bambini non subiscono danni di alcun tipo nel fare tali esami; alcune patologie sono abbastanza frequenti ma altrettanto gestibili a meno che non si tratti – raramente- di patologie più serie e terminali.

In conclusione, nonostante tutti gli esami e gli accertamenti sopra elencati, in qualche caso non è possibile dimostrare la relazione tra il sangue nelle urine e una patologia o meglio una relazione causa/effetto da considerare fattore responsabile del fenomeno.

 

Fonte
www.fondazioneveronesi.it