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Senologia

Macromastia: quando le dimensioni del seno causano disturbi

macromastiaLa macromastia è uno sviluppo anomalo del seno, dovuto a delle alterazioni della ghiandola mammaria e del suo tessuto.

Oltre a problemi funzionali, la macromastia può causare anche disagi psicologici, soprattutto se compare in età adolescenziale e in maniera asimmetrica nei due seni. Oggi è possibile asportare una parte del tessuto in eccesso mediante un’operazione chirurgica per far ritornare il seno alle sue dimensioni normali.

macromastia disturbiMacromastia: i disturbi

Oltre a comportare disturbi di tipo estetico, quando la macromastia si presenta con dimensioni rilevanti, può provocare anche disturbi di tipo funzionale, come ad esempio problemi durante l’allattamento, e posturale, spesso dovuti ad un atteggiamento di chiusura per un senso di “vergogna” e di disagio che la donna prova nell’avere un seno di dimensioni molto grandi. L’essere diversa dalle altre, infatti, per molte donne può comportare grandi disagi psicologici.

L’eccessivo peso del seno può avere conseguenze sulla colonna vertebrale e comportare difetti posturali come lordosi e scogliosi, può provocare inoltre dolore nella zona cervicale, scapolare ed emicranie.

Il peso eccessivo sorretto dalle spalline del reggiseno, può anche causare dei solchi-decubiti nella zona sovra clavicolare, con possibili problemi di tipo dermatologico come eczemi, intertrigini, dolore alla cute e nei casi più grave si può anche manifestare la “sindrome del processo coracoideo” una sporgenza ossea sulla scapola che si estende sopra la spalla.

Anche la zona della piega sottomammaria, la parte inferiore del seno, può essere soggetta ad arrossamenti a causa dell’umidità che si accumula.

Le grandi dimensioni del seno possono impedire il normale svolgimento di esami di controllo a scopo preventivo come ad esempio un’ecografia al seno o l’autopalpazione. Il tessuto adiposo potrebbe, infatti, non premettere l’individuazione di un eventuale nodulo di piccole dimensioni. Per questo motivo, il medico potrebbe consigliare un intervento di mastoplastica riduttiva alle persone a rischio di tumore al seno colpite da macromastia di grave entità, che ad esempio hanno avuto casi in famiglia di cancro al seno. Riducendone le dimensioni, è possibile tenere il seno sottocontrollo con maggiore attenzione.

Le persone colpite da macromastia sono spesso soggette anche a mastite cronica, una patologia infiammatoria della ghiandola mammaria.

Macromastia: le varie tipologie

La macromastia è conosciuta anche con il nome di gigantomastia, ed è un’ipertrofia mammaria che può essere di varie tipologie:

  • pura: si manifesta più generalmente nelle adolescenti, è dovuta esclusivamente ad un aumento della ghiandola mammaria,
  • mista: compare spesso dopo il parto, quando nella ghiandola mammaria si è insinuato del tessuto adiposo,
  • adiposa: spesso associata esclusivamente a sovrappeso.

Macromastia: come si interviene?

Il medico per ridurre le dimensioni del seno, potrebbe consigliare un intervento di tipo chirurgico chiamato mastoplastica riduttiva: un’operazione che consiste nell’asportazione del tessuto in eccesso e del successivo rimodellamento del seno, al fine di creare una giusta proporzione ed armonia con il resto del corpo.

L’operazione si può effettuare a qualsiasi età, anche se generalmente gli esperti consigliano di intervenire solo quando il seno ha completato il suo sviluppo e si è quindi raggiunta una stabilità delle sue dimensioni.

A seconda del grado della macromastia, il chirurgo può decidere di intervenire in modo più o meno invasivo, scegliendo tra tecniche diverse che comporteranno cicatrici più o meno visibili.

Le tecniche di intervento più utilizzate sono:

  • mastoplastica riduttiva con cicatrice periareolare: è un intervento che viene praticato quando l’aumento di dimensioni del seno non è eccessivo ed il paziente presenta una cute elastica; prevede un’unica cicatrice poco evidente intorno all’areola.
  • mastoplastica riduttiva con cicatrice verticale e periareolare: viene praticato quando l’aumento di dimensioni del seno è di media entità, prevede una cicatrice poco visibile che si sviluppa dal bordo inferiore dell’aureola verso la piega sottomammaria.

Quando ci si trova di fronte ad una macromastia di entità più importante, il chirurgo potrebbe effettuare alcune tecniche come:

  • mastoplastica riduttiva con cicatrice ad “L”: prevede la stessa cicatrice dell’intervento precedente con una piccola estensione verso l’esterno della piega mammaria.
  • mastoplastica riduttiva con cicatrice ad “T rovesciata”: prevede una cicatrice intorno all’areola che si sviluppa verticalmente verso il solco e poi orizzontalmente fino a disegnare una “T”.

macromastia post interventoMacromastia: il post intervento

Dopo l’operazione il medico utilizza un bendaggio intorno al seno che viene rimosso dopo circa tre giorni, periodo dopo il quale viene richiesto l’utilizzo di un reggiseno adatto alle nuove dimensioni del seno.

Dopo circa una settimana verranno eliminati i punti di sutura ed infine  dopo qualche giorno sarà possibile nuovamente svolgere le proprie attività quotidiane.

La paziente dopo l’operazione non noterà differenze nella sensibilità e nella capacità erettile del capezzolo.

È importante attenersi alle indicazione che il medico fornirà alle dimissioni dalla struttura ospedaliera e rispettare le visite di controllo richieste per evitare di incorrere in spiacevoli conseguenze post-operatorie.

Oltre alla macromastia, il seno potrebbe presentare anche altre anomalie, più o meno frequenti, alcune delle quali potrebbero causare anche difficoltà nell’allattamento, come ad esempio:

  • capezzolo retratto, quando il capezzolo cambia posizione, si piega su se stesso e preme verso l’interno del seno,
  • capezzolo ombelicato o introflesso, quando il capezzolo non fuoriesce completamente ma appare rientrato,
  • atelia, quando è presente una malformazione che si manifesta con la mancanza di uno o di entrambe i capezzoli,
  • politelia, quando è presente un sovrannumero di capezzoli,
  • polimastia, è un’anomalia congenita che si manifesta con la presenza di un numero maggiore di mammelle,
  • mammelle tuberose, è una malformazione della mammella caratterizzata da un incompleto sviluppo della ghiandola mammaria spesso localizzato nella zona inferiore.

Fonte:

http://www.senoesenologia.it/patologie-benigne-del-seno/gigantomastia