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Oncologia

Tumori, un test del sangue per trovare cellule malate

A breve sembra che sarà possibile, con un semplice test del sangue, riuscire a scovare le cellule tumorali circolanti, le cosiddette cellule killer, quelle che si staccano dal tumore principale e si trovano in piccolissime quantità nell’organismo, dove circolano diffondendo la malattia. Con una semplice e comune provetta di sangue si potrà individuare e catturare una cellula tumorale su un miliardo di cellule sane e, grazie alla ripetibilità del test, si potrà verificare in poco tempo l’effetto che i farmaci hanno sulle cellule malate.
Lo sviluppo di questo test, ideato negli Stati Uniti dal Massachusetts General Hospital di Boston, avverrà in collaborazione con una società che fa capo alla divisione di ricerca di una multinazionale farmaceutica che ha già annunciato l’avvio della collaborazione con il centro ricerche di Boston. Fino adesso era stato sviluppato un test del sangue (disponibile anche in Italia) che individuava la presenza di cellule tumorali circolanti (Ctc) e le contava ma fino a questo momento non era possibile «catturarle» per studiarle in vitro. Il nuovo test utilizza un microchip che assomiglia ad un vetrino di laboratorio, della grandezza di una carta di credito, nel quale sono collocati 78mila alloggiamenti coperti con anticorpi che attirano le cellule tumorali e dei marcatori, al passaggio del sangue, evidenziano le cellule tumorali mentre le cellule sane vengono «rimbalzate» fuori dagli alloggiamenti. Questo nuovo test, una volta approvato in via definitiva, supererebbe in efficacia le biopsie in uso attualmente, e aprirebbe la strada alla medicina personalizzata che, da tempo, si sta facendo strada in campo oncologico.
Il centro ricerca sul cancro del Massachusetts General Hospital di Boston, ha pubblicato numerosi studi sulle cellule tumorali circolanti e nel 2009 ha ricevuto una sovvenzione di 15 milioni di dollari dalla Telethon americana, per portare avanti la ricerca sul test del sangue e nel 2011 saranno avviate sperimentazione e studi su questo test anche presso altri ospedali americani.

Articolo di redazione
Fonte: Il Secolo XIX , 3/01/2011