All’interno della coppia la responsabilità del mancato conseguimento di una gravidanza è più o meno equamente distribuita, il 54% delle donne sono infertili contro il 46% degli uomini.
Una volta che sia stato appurato che lo stress, l’ambiente ed altri fattori non costituiscono la causa del non riuscire a concepire un figlio, così come sia stata esclusa l’infertilità o la sterilità della donna, va indagato meglio sull’infertilità maschile.
Infertilità maschile: come procedere?
Innanzitutto per indagare sull’infertilità maschile si inizia con l’esame del liquido seminale, poiché rappresenta l’indagine di base per la valutazione dell’infertilità maschile.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha definito i valori limite dei suoi principali parametri:
- Volume: viene considerato normale se è compreso tra 1,5 ml e 6 ml (se viene eiaculato meno di 1 ml, potrebbe esserci difficoltà per lo sperma di venire in contatto con la cervice mentre se il volume è superiore a 6 ml lo sperma potrebbe presentarsi troppo diluito e pochi spermatozoi riescono ad andare in circolo).
- Motilità: si dovrebbe raggiungere una motilità degli spermatozoi maggiore del 50% ed una vitalità superiore al 60%.
- Totale spermatozoi mobili: 20 milioni.
- Ph: superiore a 7 (tra 7 e 7.8 leggermente alcalino, meno di 7 acido).
Complessivamente tutti i valori relativi alla qualità, quantità e Ph dovrebbero essere adeguati per poter considerare il risultato buono. Tuttavia anche la risposta di “normalità” non garantisce al 100% la capacità di fecondare l’uovo.
Infertilità maschile: se l’esame non risulta normale, quali problemi potrebbero esserci?
Le ragioni di valori non nella norma dell’esame per l’infertilità maschile, potrebbero essere legate a cause di tipo di due tipi:
- ostruttivo,
- non ostruttivo.
Nel primo caso, durante l’eiaculazione l’uomo non riesce a far uscire gli spermatozoi ovvero sono bloccati per un qualche motivo; nel secondo nell’eiaculazione non vengono prodotti spermatozoi in quantità sufficiente alla fecondazione.
Ne consegue che un’inadeguata produzione di spermatozoi, vuoi per quantità vuoi per qualità, solitamente genera problemi di infertilità maschile: è utile sapere che per avere una maggiore garanzia di riuscire a fecondare l’ovocita, il numero di spermatozoi che raggiungono l’obiettivo si aggira intorno al centinaio, mentre in vagina arrivano circa una quantità pari o superiore al milione (100.000/1.000.000 per metterla in termini numerici).
Va aggiunto che i motivi principali dei problemi di infertilità maschile sono legati non solo agli spermatozoi, ma anche al liquido seminale ed ad anomalie fisiche o ormonali.
Vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando: aspermia, azoospermia, oligospermia, criptorchidismo, malattie sessualmente trasmesse (gonorrea, clamidie, sifilide), malattie infettive (otite ed orecchioni), malattie sistemiche (ad esempio la tubercolosi), malattie iatrogene (causate da farmaci) o infine patologie endocrine (influiscono negativamente sulla produzione dello sperma).
- Aspermia: in questi casi l’uomo non produce liquido seminale.
- Azoospermia: il liquido viene prodotto ma non sono presenti gli spermatozoi. Tra le cause si menzionano un’insufficienza a livello testicolare, una chiusura duttale, l’inquinamento ambientale, un intervento chirurgico locale o altre patologie come la sindrome di Klinefelter che coinvolge l’apparato cromosomico (è contenuto il cromosoma XXY anziché il normale XY e vengono perduti parzialmente alcuni cromosomi del gene Y).
- Oligospermia: la produzione di spermatozoi è ridotta (inferiore ai 40 milioni per ml) a causa di malattie di cui sopra, abuso di fumo, alcol o droghe, esposizione eccessiva a fonti di calore o a patologie come il varicocele (presenza di vene varicose nei testicoli). Può essere curata farmacologicamente attraverso l’introduzione di ormoni che favoriscono la spermatogenesi (la produzione di sperma).
- Astenospermia: quando gli spermatozoi difettano in motilità, sarebbe necessaria una motilità di più del 50% per un uomo per essere considerato fertile nella norma.
- Teratospermia: sono presenti anomalie morfologiche. La forma usuale e corretta è quella simile al girino, qualora non sia così si generano problemi.
Continuando con altri problemi di spermatozoi, si può aggiungere una quantità di enzimi ridotta all’interno del cappuccio acrosomiale, tale da impedire l’ingresso degli spermatozoi stessi e dunque la penetrazione nella scorza che protegge l’ovulo femminile.
Infine, se durante il rapporto sessuale, lo spermatozoo entra in contatto con il sangue si potrebbe creare o l’autoimmunità dell’uomo o l’immunità della donna e ciò provocherebbe a sua volta la formazione di anticorpi contro gli spermatozoi del partner.
Passiamo ora alle infezioni che provocano infertilità maschile e femminile.
Nell’uomo, appena dopo la pubertà potrebbero venire gli orecchioni (la parotite per chiamarla con il nome corretto); in questo caso la malattia può dare come conseguenza un deficit più o meno grave nella produzione di spermatozoi.
Per tale motivo il vaccino contro le parotite è stato introdotto tra le vaccinazioni caldamente raccomandate da bambini; grazie ad esse si sono ridotte le percentuali d’incidenza dell’infezione che influisce sui testicoli. Questa malattia ha influenze negative sui testicoli anche dopo che la malattia sembra sconfitta, poiché l’infiammazione potrebbe creare permanente infertilità.
Altre infezioni sono la Chlamidia e i micoplasmi, proprie della donna.
Tra le altre cause vi sono anomalie ormonali: sia nell’uomo che nella donna possono verificarsi situazioni in cui la produzione ormonale dell’ipofisi e dell’ipotalamo è anomala. In particolare, le malattie tiroidee quali ad esempio l’iperprolattinemia (alto livello di prolattina nel sangue) potrebbero ridurre l’attività del testosterone.
Si dice poi che fattori ambientali ed in particolare l’ambiente in cui si vive e si lavora, lo stress quotidiano e l’uso di farmaci piuttosto importanti come gli antitumorali, la radioterapia sono tra i colpevoli dell’infertilità.
Tutto ciò va unito a traumi psichici e fisici, errato stile di vita, obesità, fumo ed alcol, poiché anch’essi non aiutano coloro che hanno problemi di fertilità. Del resto, se solo si ripensasse ai tempi dei nostri nonni, quando la vita era più semplice e più sana con l’aria decisamente meno inquinata, i problemi di infertilità erano inferiori rispetto ai nostri.
Un’altra spiegazione si trova forse anche nel fatto che le coppie iniziano a pensare ad una gravidanza all’età di 30 -35 anni quando la fertilità inizia leggermente a diminuire anche in un uomo con i valori normali: il testosterone tende a subire una curva discendente ovvero inizia a trovare difficoltà e dunque si hanno problemi nella spermatogenesi o di disfunzione erettile.
Inoltre aumentano in quella fascia di età, i casi di oligospermia ed ipofertilità.
Concludendo, i recenti progressi in campo di infertilità maschile hanno permesso di risolvere parzialmente alcuni problemi ed è assolutamente essenziale la prevenzione dei danni testicolari a garantire migliori risultati. Sin dall’infanzia andrebbe eseguito un esame obiettivo dei genitali ed un eventuale ecografia per evidenziare eventuali problemi e cercare di non incorrere in futuro in problemi di infertilità maschile ; talvolta si deve intervenire chirurgicamente entro i 3 anni, altre come nel varicocele andrebbero effettuati controlli seriali dello spermiogramma, infine contro la parotite esiste la vaccinazione.
Altri consigli utili per cercare di evitare problemi di infertilità maschile sono la scelta di una vita senza eccedere nel fumo e nell’alcol, assumere con cautela o evitare farmaci che interferiscono col liquido seminale, non indossare jeans aderenti, non svolgere attività agonistiche specie negli sport equestri o motoristici poiché si crea una produzione di calore a livello genitale troppo alta e quindi sfavorevole.
Ovviamente l’attività fisica è consigliata, ma va fatta con equilibrio e buon senso.
L’aspetto positivo c’è in ogni problema ed è quello che si può comunque diventare padri, scegliendo di seguire i passi propri per una fecondazione assistita, anche nei casi più difficili. Da ultimo esiste anche la possibilità di una fecondazione tramite donatore.
Fonte:
S.B.SALA, Infertilità umana, Ed.Edra 2014
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