Ultrasuoni ad alta intensità guidati dalla risonanza magnetica sostituiranno il bisturi e l’anestesia per combattere i fibromi uterini. Grazie alla nuova procedura, chiamata in termini tecnici “ablazione con ultrasuoni focalizzati”, oggi le circa due donne su 10 che si trovano a fare i conti con i fibromi uterini possono contare su un’alternativa mininvasiva alle altre metodiche di comune utilizzo.
I fibromi uterini (o miomi) sono tumori benigni del tessuto muscolare dell’utero, la cui crescita dipende da diversi fattori tra cui una certa predisposizione genetica e l’influsso di alcuni ormoni, soprattutto gli estrogeni . Nella maggior parte dei casi non comportano particolari sintomi e gli specialisti preferiscono non trattarli, ma tenerli sotto osservazione per controllarne la crescita. La novità più recente e meno invasiva è rappresentata dall’ablazione con ultrasuoni focalizzati.
La nuova procedura sfrutta gli ultrasuoni che vengono indirizzati sul bersaglio avvalendosi delle immagini tridimensionali degli organi interni fornite dallo scanner della risonanza magnetica. In pratica l’energia degli ultrasuoni concentrati viene indirizzata su di una piccola porzione del fibroma, aumentandone la temperatura (fino a 70-80 gradi) in modo sufficiente a causarne l’ablazione (distruzione) termica senza avere effetto sui tessuti circostanti e senza intaccare l’utero.
Anche se gli ultrasuoni forniscono indubbi vantaggi, attualmente l’intervento più praticato rimane la miomectomia, ovvero l’asportazione chirurgica del fibroma. Il trattamento può essere demolitivo o conservativo nei confronti dell’utero. La chirurgia demolitiva è rappresentata dall’isterectomia, cioè l’asportazione di tutto l’utero, che rappresenta una valida opzione per le donne senza desiderio di fertilità. Il trattamento conservativo comprende, invece, la miomectomia che può essere effettuata ad addome aperto o in via laparoscopica; l’embolizzaizone, tramite la quale sotto controllo radiografico sono iniettate selettivamente nelle arterie uterine delle particelle calibrate per bloccare l’afflusso di sangue al fibroma e causarne la necrosi.
Articolo di Redazione
Fonte: Corriere della sera, 19 gennaio 2011