Vedere il mondo in maniera diversa è (o dovrebbe essere) la discriminante tra progressisti e conservatori. Ma ora alcuni psicologi dell’università del Nebraska ci spiegano che l’inclinazione politica ha davvero parecchio a che fare con il modo di guardare gli altri.
L’esperimento per dimostrarlo ha coinvolto 72 volontari messi di fronte a uno schermo di computer bianco con una piccola croce nera al centro; questa spariva e al suo posto compariva un viso con gli occhi che guardavano a destra o a sinistra; infine, a destra o a sinistra del volto appariva un piccolo cerchio e il volontario doveva a questo punto premere un tasto sul computer. La direzione dello sguardo del viso non era correlata al luogo dove sarebbe poi apparso il cerchietto, per cui non c’era motivo di seguire lo sguardo della faccia riprodotta sullo schermo. Confrontando dove si dirigeva lo sguardo dei volontari con le loro ideologie politiche, indagate attraverso specifici questionari, è emerso che c’è però una differenza nelle reazioni di liberali e conservatori. Chi era di sinistra guardava invariabilmente nella direzione dello sguardo del viso sul computer, le persone di destra invece non lo facevano mai, erano insomma immuni ai suggerimenti dello sguardo altrui.
In definitiva, per capire se chi abbiamo davanti condivide le nostre idee politiche potrebbe bastare un semplice test: provate a osservare dove va il suo sguardo se voi appuntate l’attenzione altrove. Se chi vi sta di fronte guarda quello che osservano i vostri occhi, molto probabilmente è di sinistra; chi continua a fissare voi, è verosimilmente di destra.
Va detto, però, che i risultati degli americani potrebbero non essere esattamente esportabili in Italia, perché i concetti di conservatore e liberal non sono sovrapponibili alle nostre destra e sinistra (negli Stati Uniti è liberal chi crede soprattutto nel principio di uguaglianza, mentre i conservatori hanno come guida il principio di libertà e tutti e due sono più o meno d’accordo sulla non ingerenza dello stato nella vita dei cittadini). In Italia, più semplicemente, finte liti televisive a parte, per guardare tutti nella stessa direzione, basta che a pagare i privilegi della casta di appartenenza siano gli altri.
Articolo di redazione
Fonte: Correre della Sera, 12 gennaio 2011