L’andropausa è quel fenomeno, naturale e fisiologico, che interessa tutti gli uomini e che consiste in una serie di cambiamenti del corpo legati alla diminuzione degli ormoni sessuali maschili in circolazione nel sangue.
I sintomi dell’andropausa
L’andropausa inizia a far sentire i suoi effetti tra i 40 e i 55 anni, ma in maniera più graduale e blanda rispetto alla menopausa femminile.
Gli stessi studiosi sono stati per anni in dubbio se fosse corretto parlare di andropausa in quanto la capacità di riproduzione della persona colpita non viene meno. L’andropausa viene definita, quindi, un fenomeno parafisiologico dove si osserva solo una diminuzione della capacità procreativa, che nel punto più basso arriva fino al 50% di quella abituale. Non è quindi da considerarsi una patologia ma un evento del tutto naturale che interessa tutti gli uomini.
In campo medico piuttosto che parlare di andropausa si preferisce utilizzare il termine di Partial Androgen Deficiency in Aging Male (PADAM), ossia “sindrome da parziale carenza di androgeni nella terza età”.
Nella donna, invece, il fenomeno è più drastico e repentino che inizia con la scomparsa del ciclo mestruale e ad un calo evidente della produzione degli ormoni femminili (estrogeni).
Soltanto in pochi casi si ha un’“andropausa vera” con la completa incapacità di procreare ed in genere è legata ad altri fattori che dipendono dallo stile di vita (cattiva alimentazione, scarsa vita sportiva, fumo, eccesso di alcol) o altre patologie debilitanti.
Comunque è stato dimostrato che l’andropausa esiste e consiste in una fase di cambiamento nella vita dell’uomo su diversi livelli: sessuale, fisico, ormonale, psicologico ed interpersonale.
Tra i sintomi fisici e psichici legati all’andropausa possiamo ricordare:
- riduzione della massa muscolare,
- riduzione del volume dei testicoli,
- diminuzione dell’elasticità del pene,
- aumento delle dimensioni della prostata,
- parziale perdita di peli nella zona pubica,
- perdita di capelli,
- aumento della massa grassa,
- riduzione della densità delle ossa con maggiore facilità di contrarre fratture,
- depressione e calo di autostima,
- calo del senso del benessere e delle energie in generale,
- disturbi del sonno.
Andropausa e sfera sessuale
I sintomi dell’andropausa che più spaventano gli uomini sono quelli legati alla sfera sessuale. Non dimentichiamoci che nella nostra società i maschi misurano la loro forza, autorevolezza e vigore attraverso la loro vita sessuale e le loro prestazioni in camera da letto. Quando con l’avanzare dell’età iniziano a presentarsi i primi problemi in questo campo, l’uomo inizia ad avere a catena anche problemi nella sfera psicologica con perdita di autostima, sicurezza nelle proprie capacità e depressione.
Tra i sintomi dell’andropausa nella sfera sessuale abbiamo:
- una parziale perdita di erezione (il pene non risponde più come sempre agli stimoli sessuali),
- il volume dell’erezione è meno intenso (a causa di un minor afflusso di sangue all’interno del pene),
- mancanza di desiderio,
- rallentamento della fase eccitatoria,
- mancanza di controllo dell’orgasmo,
- riduzione delle erezioni notturne,
- necessità di avere stimoli diretti più intensi,
- aumento del tempo tra un rapporto e il successivo (il periodo refrattario da qualche ora può durare anche giorni),
- diminuzione del volume dell’eiaculato.
Per vivere al meglio e con serenità questi fenomeni che, ricordiamo, sono del tutto naturali e che interessano tutti gli uomini anche se in forme ed intensità differenti, dobbiamo prima di tutto cambiare il nostro modo di vivere il sesso e sviluppare quella che viene definita “intelligenza sessuale”.
Grazie all’intelligenza sessuale impariamo la capacità di sentire i cambiamenti che stanno avvenendo nel nostro corpo e come le varie parti rispondono e si comportano in maniera differente. Ci rendiamo conto che il tempo in cui dobbiamo essere stimolati ed eccitati per avere una risposta soddisfacente aumentano, che quando arriva l’erezione non è forte e duratura, che per raggiungere l’orgasmo dobbiamo essere stimolati con più vigore. Poi, quando finalmente arriva l’eiaculazione, le contrazioni muscolari ad essa associata sono meno potenti ed abbiamo bisogno di più tempo per ricaricarci.
Se siamo in grado di leggere questi fenomeni nel modo giusto, ossia che sono fisiologici e non ne facciamo un dramma, possiamo anche gestirli meglio e portiamo piccole variazioni nel nostro modo di comportarci in modo da bilanciare gli effetti negativi dell’andropausa.
Se non ci riusciamo corriamo il rischio di peggiorare ulteriormente la situazione in un momento delicato di cambiamento. In particolare è stato dimostrato che la perdita del desiderio è spesso una conseguenza di questi fenomeni in quanto l’uomo, sentendosi inadeguato, tende a diminuire i rapporti sessuali in modo da eliminare sul nascere ogni possibilità di fallimento. In questo modo i sintomi negativi si autoalimentano fino ad arrivare ad un punto di non ritorno in cui non si è più in grado di gestire la situazione.
Le cause dell’andropausa
Ricordiamo che l’andropausa è un evento fisiologico causato esclusivamente dall’avanzare dell’età; ci sono poi alcuni comportamenti nella vita quotidiana che possono anticipare ed accelerare l’insorgenza del fenomeno.
Dal punto di vista generale si ha un progressivo abbassamento del livello di testosterone e degli altri ormoni maschili come il diidrotestosterone (DHT), il DHEA e l’androstenedione. Questo abbassamento è legato alla riduzione di numero delle cellule testicolari del Leydig che, con il tempo, sintetizzano una minore quantità di ormoni maschili.
Questo processo inizia intorno ai 30 anni di età. Fumo e alcol possono svolgere un ruolo significativo nell’accelerarlo, ma si tratta di fenomeni molto graduali, quando la persona è in condizioni non patologiche.
È comunque importante, quando iniziano a presentarsi i sintomi sopra descritti, rivolgersi ad un andrologo per una visita di controllo in quanto le cause potrebbero essere di altra natura.