Forse già lo saprai ma è possibile attraverso l’ecografo conoscere quanto e come il feto sta crescendo, cosa percepisce, come nuota, come si nutre.
Dalla sesta settimana di gravidanza (14 giorni di ritardo dall’ultima mestruazione) compare la prima struttura nel sacco gestazionale, più tardi, circa tra la sedicesima e la diciassettesima settimana si forma il cuore con i 2 atri e i 2 ventricoli.
La circolazione sanguigna è inferiore a quella dell’adulto poiché manca quella tra cuore e polmone; il feto si ossigena attraverso la placenta.
Cosa succede al feto nell’utero materno?
In base ai risultati dovuti ad una ricerca condotta da studiosi americani sul ruolo dell’utero nei confronti del feto, è emerso che, se stimolato il feto è in grado di produrre migliori capacità orali in età adulta, sembra essere più sviluppato da un punto di vista cognitivo e percettivo ed infine anche i suoi primi denti spuntano più precocemente.
Nell’utero il feto può vivere protetto da ogni agente esterno che potrebbe infastidirlo ed è tranquillo di tirare calci, sussurrare e percepire suoni o parole dette dalla madre. Durante la ricerca si è provato a formulare un piano che prevedeva l’insegnamento alla comunicazione madre-feto/feto-madre, l’apprendimento della musica, qualche leggera pressione o botta sull’addome per risvegliarlo dal tranquillo sonno e per valutare i suoi movimenti. La madre veniva fatta accomodare su una sedia a dondolo e sottoposta a stimoli che potessero raggiungere il sederino del nascituro.
Feto nell’utero: i risultati della ricerca
Era molto alta la percentuale di feti che riconoscevano la voce materna (quasi il 90%) e lo si poteva intuire dal loro movimento della testa rivolto verso la mamma; una percentuale inferiore, circa il 70%, era in grado di comprendere la musica, che aveva su di lui un effetto estremamente rilassante.
Quanto al dondolo, sembra che i bimbi smettano di piangere se la mamma si dondola. Un discorso a parte andrebbe fatto riguardo l’udito estremamente sensibile ai rumori; ed è quindi preferibile non trattenersi in luoghi particolarmente rumorosi.
Sorprendentemente, i risultati sono stati confermati anche da un altro gruppo di ricercatori americani che hanno sottolineato e dimostrato che già dai primi mesi di gestazione, il feto è già capace di apprendere suoni e parole.
Come si formano i singoli organi del feto e come la funzione motoria?
Durante la gestazione si verifica il graduale sviluppo del sistema nervoso. Prima l’encefalo è costituito da ventricoli cerebrali, poi dal terzo mese si formano e aumenta il numero dei neuroni portando alla crescita del tessuto cerebrale.
Dalla ventesima settimana il mantello cerebrale è perfettamente costituito e si possono riconoscere le singole strutture nervose che lo compongono. Strettamente connesso alla maturazione cerebrale ci sono i movimenti muscolari del feto che la mamma inizia a sentire a partire dal quinto mese.
In realtà anche nelle prime ecografie sembra che qualcosa si muova nell’utero materno, ma sono movimenti bruschi e poco coordinati che arriveranno al loro spostamento corretto e pilotato solo dalla ventesima settimana. Essendoci i movimenti è evidente che si siano formati arti inferiori e superiori, ma l’intero scheletro?
A partire dalla dodicesima settimana compaiono i primi nuclei di ossificazione e si può identificare, con l’ecografo, la colonna vertebrale. Mano a mano l’identificazione e la misurazione del diametro diventa sempre più nitida e si potrà controllare il suo completo sviluppo con l’avvicinarsi del termine della gestazione.
E i cinque sensi del feto?
Ebbene, a partire dalla ventiquattresima settimana, il nascituro è in grado di percepisce suoni, sapori ed odori; l’occhio diventa sensibile alla luce ma i colori vengono distinti alla nascita o appena dopo. Nell’occhio a muoversi è la retina, inizialmente, ed è in grado di captare segnali elettrici che abituano l’occhio del feto a vedere in modo più appropriato una volta che viene alla luce.
Quanto all’udito, i feti non solo distinguono rumori forti ma anche una musica e suoni rilassanti servono a tranquillizzare il feto stesso. I nascituri sono in grado di ascoltare il battito cardiaco materno e i rumori di bassa ed alta frequenza come la voce materna.
E i reni e l’apparato urinario del feto?
Se vi siete chieste come fa la pipì, bisogna aspettare la diciottesima settimana quando entrano in funzione i suoi reni; la quantità di urina prodotta si aggira sui 600-650mm e va a mescolarsi nel liquido amniotico; l’apparato genitale femminile o maschile che sia si vede chiaramente non prima della sedicesima-ventesima settimana.
Ma come respira il feto in assenza dei polmoni?
Come detto, l’ossigenazione avviene tramite la placenta materna, ma è di fondamentale importanza la preparazione dei polmoni al primo respiro alla nascita. Quando, all’interno degli alveoli è presente una sostanza surfactante che permette la corretta respirazione al momento del primo vagito, gli alveoli si distendono per permettere all’aria di entrare.
Ed è tanto importante tale sostanza, che, in caso di parto prematuro, viene somministrata alla madre un ciclo di terapia a base di cortisone per evitare il distress respiratorio; solo così il neonato prematuro potrà presumibilmente respirare senza problemi.
Quanto ricordano i feti del periodo del pre-parto?
Sembrerebbe da un’ultima ricerca pubblicata in una rivista americana, Pediatrics 2001, i lattanti ricordano perfettamente i gusti sentiti nell’utero materno. Ne consegue si possa parlare di memoria fetale: essa si distingue in habituation ovvero memoria a breve termine cioè una memoria che tende ad affievolirsi con la diminuzione degli stimoli e memoria a lungo termine poiché il neonato ricorda bene ciò che mangiava in utero attraverso la placenta ossia gli alimenti ingeriti e digeriti dalla madre. La memoria è riferibile anche alla musica ascoltata in gravidanza soprattutto se uno stesso brano veniva ripetuto ed ascoltato spesso e alla voce; il bimbo è in grado di ricordare il tono e il tipo della voce materna, preferito a qualsiasi altra voce o suono.
Concludendo, grazie all’ecografo è stato possibile stabilire il calendario attraverso il quale si distinguono i vari organi ed apparati nonché lo scheletro. In base alla loro comparsa si può prevedere meglio la data in cui si potrebbe partorire seguendo la regolare evoluzione.
Alcuni apparati si migliorano e arrivano al completo sviluppo al momento della nascita e si possono definire formati quando garantiscono la preparazione ad una vita autonoma.
Fonte:
“La Comunicazione e il Dialogo dei Nove Mesi 2013/ Ecografia in Ostetricia e Ginecologia”, Gabriella Ferrari .