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Ginecologia e Ostetricia

Malaria e viaggi in gravidanza: cosa è utile sapere

La malaria è una malattia infettiva trasmessa attraverso la puntura di una zanzara del genere delle Anofele con la quale viene inoculato un protozoo, il Plasmodium falciparum. Tale protozoo comporta un tipo di malaria definita “terzana” o “quartana” a seconda delle caratteristiche assunte ed in particolare in base alla durata della febbre.

La malaria non è trasmissibile da uomo a uomo ma unicamente dalla zanzara che punge un soggetto sano.

Una volta che si viene punti è raccomandabile curarsi poiché a seconda della tipologia, la malaria può rimanere in circolo 1 anno, ½ anni o persino tutta la vita. Dovrebbero fare molta attenzione soprattutto le viaggiatrici in stato di gravidanza.

In quali paesi si può contrarre la malaria?

malaria segniTra i paesi in cui è presente la malaria si elencano quelli in cui è maggiormente diffusa:

  • Africa nella sua quasi totalità,
  • la parte meridionale dell’India (caratterizzata prevalentemente da folte foreste tropicali),
  • centro America,
  • America latina.

Quali sono i segni della malaria?

I sintomi precoci ed aspecifici sono cefalea, stanchezza, spossatezza, dolori muscolari, modesta elevazione febbrile simile ad influenza. Nella fase acuta la febbre è preceduta da brividi e seguita da sudorazione abbondanti; tale sintomatologia si ripete a brevi intervalli nelle 48 ore nella terzana e nelle 72 ore nella quartana.

Inoltre compare anemia ed un ingrossamento della milza.

E’ opportuno rivolgersi ad un medico comunicando con precisione tali sintomi che se non curati si può arrivare a gravi e rischiose complicazioni.

Per accertare la malattia esistono stick (un pò costosi) che indicano la presenza del protozoo ma non la tipologia. Allo stick andrebbe aggiunto l’esame microscopico di qualche goccia di sangue posta su un altro stick e o su un vetrino; quest’ultimo permette una diagnosi più precisa e soprattutto porta a definire se trattasi di terzana o quartana. In base al tipo di malaria si è portati alla scelta della cura più idonea.

Quali farmaci sono consigliati in caso di malaria?

E’ importante prima di iniziare qualsiasi cura valutare il parassita infettante, l’età del paziente e soprattutto se si è in presenza di gestanti.

In generale la terapia è basata sul farmaci contenenti chinina da 600mg per bocca ogni 8 ore per 5-7 giorni, ed in aggiunta doxiciclina una volta al giorno. In alternativa il medico potrebbe prescrivere la clorochina associata ad altre sostanze per aumentare l’efficacia, come l’idrossiclorochina o la piperachina.

E’ sempre il medico che dovrà stabilire dosi e farmaco poiché nei casi di bambini o di donne in gravidanza andrebbe usata maggiore cautela.

In caso di bambini, gli infettivologi e i pediatri specialisti in malattie tropicali sono propensi in genere alla profilassi ovvero alla prevenzione.

Nel caso in cui non è stata effettuata o lo si è fatto in modo improprio potrebbero insorgere dei problemi.

L’assunzione di farmaci preventivi ha abbastanza successo: quasi il 90% dei bambini è protetto da malaria nelle forme gravi e il 70% da malaria meno grave.

Quali sono le conseguenze per la donna in gravidanza che contrae la malaria?

malaria gravidanzaLa donna in gravidanza ha una maggiore suscettibilità e contrae l’infezione a causa di una sua immunodeficienza ed immunodepressione di natura fisiologica e naturale. La diagnosi potrebbe rivelarsi più complessa nel caso in cui i parassiti siano intrappolati nella placenta e non nel sangue periferico che si dovrebbe porre su uno stick.

Inevitabilmente il quadro clinico è da seguire poiché potrebbe essere caratterizzato da anemia, ipoglicemia, malaria cerebrale, conseguenze anche molto gravi.

La malaria potrebbe inoltre interferire sul feto causando aborti, ritardi di accrescimento, infezione congenita.

E’ preferibile comportarsi facendo prevenzione:

  • se la donna si trova nei paesi a rischio di contagio, dovrebbe evitare di uscire la notte o in giornate piovose ed umide;
  • in caso di obbligo di uscire per diverse ragioni (lavoro o di altro genere) dovrebbe indossare pantaloni e maglie a manica lunga e di colore scuro spalmando nelle parti scoperte sostanze repellenti per zanzare;
  • negli ambienti chiusi è sempre consigliabile rimanere per lo più con le finestre chiuse o utilizzare dispositivi elettrici anti-zanzara che non emanino sostanze tossiche per l’uomo o aprire le finestre, se richiedono finestre aperte dopo l’uso;
  • talvolta, ci si può far aiutare dall’assunzione di alcuni farmaci (la clorochina per 2 giorni prima di partire, poi 1 volta la settimana ed infine al ritorno andrebbe continuata per 1 mese).

E’ sempre e comunque consigliabile nella scelta dei farmaci comunicare al medico gli effetti collaterali delle varie sostanze che dovrebbero essere assunte per poter scegliere fra le alternative.

Concludendo, la malaria è in generale una malattia che si può curare ma che è meglio prevenire; va trattata in modo diverso nel caso si trattasse di bambini o donne in gravidanza.

In quest’ultimo caso, le partorienti dovrebbero usare maggiore cautela poiché vivono già uno stato che porta ad immunodeficienza che aggravato potrebbe ricadere anche sul feto. Di conseguenza, donne in gravidanza dovrebbero evitare di recarsi, a meno che non siano costrette, nelle zone in cui il rischio di contrarre la malattia è più alto.

In ogni caso, la prevenzione è sempre preferibile: sembra che in via di sperimentazione esistano vaccini anti-malaria, ma, rispettare le semplici regole preventive farmacologiche o meno che siano, dovrebbe essere attualmente la terapia più consigliata.

Fonte:

AIFA, Farmaci e gravidanza