Categorie
Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva

Botulismo: attenzione alle tossine pericolose

Il botulismo è una patologia provocata da una tossina prodotta da un batterio, il Clostridium botulinum. Se non trattata tempestivamente, e nel modo opportuno, può causare importanti problemi alla salute dalla paralisi fino alla morte.

Le cause del botulismo

Botulismo attenzione alle tossine pericoloseIl Clostridium botulinum è un microorganismo che vive nel sottosuolo, in un ambiente senza ossigeno, e produce spore che possono sopravvivere in uno stato dormiente per molto tempo finché non trovano le condizioni adatte per svegliarsi e proliferare.

La causa del botulismo è legata alle tossine molto nocive, anche in piccolissime dosi, per il nostro organismo che vengono prodotte dal batterio. Queste tossine sono di sette tipi diversi, classificate con le lettere dalla A alla G, ma solo alcuni tipi causano il botulismo nella specie umana.

Ricordiamo che, nonostante la sua pericolosità, non è una malattia trasmissibile da persona a persona.

La classificazione del botulismo

Il botulismo viene classificato in differenti famiglie a seconda della modalità di contagio:

  • botulismo alimentare: provocato dall’ingerimento di cibi infetti,
  • botulismo pediatrico: quando il batterio è presente nell’intestino dei neonati,
  • botulismo da ferita: quando il contagio avviene attraverso una ferita,
  • tossiemia botulinica intestinale: è una tipologia di botulismo che colpisce gli adulti colonizzandone l’intestino ed è molto simile a quello pediatrico,
  • botulismo iatrogeno: è causato da un’overdose accidentale di tossina botulinica.

Quello che in genere preoccupa di più i vari paesi è il botulismo alimentare in quanto può rappresentare una possibile emergenza di salute pubblica. Infatti c’è il rischio che il cibo contaminato arrivi in poco tempo nelle tavole di un gran numero di famiglie contagiando una vasta fascia della popolazione. Per questo motivo i casi di botulismo alimentare sono trattati con la massima urgenza in modo da ritirare dagli scaffali dei punti vendita il cibo contaminato.

I sintomi del botulismo e le complicazioni

I sintomi del botulismo e le complicazioniI sintomi del botulismo alimentare possono interessare gli individui di tutte le età e si manifestano in poco tempo dopo l’assunzione del cibo infetto, dopo quello che viene chiamato “periodo di incubazione”. In genere i primi segnali arrivano entro 36 ore dall’ingerimento ma possono presentarsi fino a 15 giorni dopo.

Tra i sintomi più evidenti abbiamo:

  • paralisi neurale,
  • problemi alla vista (annebbiamento e sdoppiamento),
  • palpebre che cadono,
  • difficoltà ad esprimersi,
  • movimenti più lenti,
  • difficoltà a deglutire,
  • secchezza della bocca,
  • debolezza muscolare che interessa gli arti superiori,
  • paralisi degli arti interessati,
  • paralisi dei muscoli coinvolti nella respirazione.

Nel caso di botulismo pediatrico, il neonato si troverà in uno stato letargico in cui dormirà sempre, avrà un tono muscolare debole e ridotto, avrà difficoltà nel muoversi, a mangiare e nel piangere.

Se la malattia non viene trattata in tempo e nel modo opportuno può portare a conseguenze anche gravi per il paziente infetto.

In particolare la debolezza dei muscoli adibiti alla respirazione provocherà un’insufficienza respiratoria fino a portare al decesso. Altri casi di gravi complicazioni sono causate da infezioni e da altre conseguenze prodotte da una lunga paralisi.

Nei casi più gravi, anche se il pericolo di morte è scongiurato, il paziente dovrà ricorrere al respiratore e ad altre terapie di supporto per diversi mesi. Gli effetti si faranno sentire per diversi anni dopo la guarigione con sensazioni di continuo affaticamento e una debolezza muscolare diffusa.

Come curare il botulismo

Per curare il botulismo efficacemente è necessario somministrare alla persona infetta l’antitossina entro poche ore dalla comparsa dei primi sintomi.

Le ferite devono essere curate tramite operazione chirurgica al fine di eliminare del tutto la sorgente del batterio che produce la tossina. In seguito è necessario prendere particolari antibiotici utili contro il virus.

Se trattato tempestivamente il paziente è in grado di guarire anche se il recupero totale è molto lento e può richiedere anche mesi di terapia.

La diagnosi del botulismo

I sintomi del botulismo sono simili a quelli di altre patologie come la sindrome di Guillain-Barré, la miastenia gravis o l’infarto, quindi è necessario sottoporsi ad un esame approfondito da parte di un medico esperto che effettuerà alcuni test di approfondimento.

Tra gli esami maggiormente utilizzati abbiamo:

  • test che analizzano la capacità dei nervi a far transitare correttamente i segnali nervosi,
  • scansione cerebrale,
  • tensilon test (test all’edrofonio cloruro),
  • esame dei liquidi spinali,
  • elettromiografia (EMG, esame della conduzione nervosa)
  • analisi delle feci con test immunologici per determinare la presenza della tossina prodotta dal batterio.

Il botulismo e la prevenzione

La classificazione del botulismoL’arma più efficace contro il botulismo è la prevenzione, soprattutto nel caso di botulismo alimentare. Infatti il batterio può essere presente nei cibi conservati o inscatolati ed in genere il contagio avviene tramite i cibi preparati in casa. È vero che i nostri nonni ci hanno insegnato che i prodotti casalinghi sono più sani ma questo è vero se sono preparati nel modo corretto, altrimenti possono avere l’effetto totalmente opposto.

È importante, quando si preparano alimenti in casa per conservarli a lungo nella dispensa, seguire il metodo corretto di preparazione che dovrà prevedere, oltre che una corretta igiene in tutto il ciclo della preparazione, anche la cottura del cibo una volta messo nel barattolo. Infatti il batterio non sopravvive alle alte temperature e la sterilizzazione tramite bollitura è l’arma più efficace per eliminarlo completamente.

Un altro consiglio da seguire è di fare attenzione allo stato di conservazione dell’alimento prima di consumarlo. Se notiamo che il barattolo è aperto, che è entrata dell’aria, se la scatola è in pessime condizioni oppure se il cibo emana cattivi odori è opportuno buttare l’alimento perché potrebbe essere compromesso.

Negli ultimi anni questa patologia è tenuta in particolare considerazione tanto che i decessi si sono ormai ridotti al 3,5% rispetto ad un 50% di qualche decennio fa.