La polmonite è un’infezione che colpisce le vie respiratorie e, nei peggiori casi, può portare anche a gravi complicazioni. In generale i sintomi più comuni sono tosse, febbre e fatica a respirare nonché un fastidioso senso di spossatezza.
In generale dura circa 2-3 settimane in persone sane con un po’ di riposo e alcune semplici accortezze, oltre all’assunzione di antibiotici che dovranno essere prescritti da un medico.
Solitamente sono bambini e anziani, o persone con il sistema immunitario debilitato (es. AIDS) a necessitare di maggiori attenzioni e anche una degenza in ospedale. Per questi soggetti a rischio la polmonite può portare complicanze che non vanno assolutamente ignorate.
In generale si contrae la polmonite nella vita di tutti i giorni respirando i batteri, o anche alcuni virus. Fastidi di stagione, influenza e spossatezza aumentano il rischio di svilupparla perché queste malattie aggrediscono le difese immunitarie dei polmoni che non riesco a contrastare i batteri e i virus.
Di conseguenza sono maggiormente a rischio persone affette da malattie croniche come:
- Diabete.
- Problemi cardiovascolari o in generale al cuore.
- Cancro.
- Asma.
- Malattie che debilitano il sistema immunitario.
In caso una persona sia a rischio polmonite dovrà avere una maggiore accortezza se dovessero comparire alcuni possibili sintomi, primo campanello d’allarme di questa pericolosa quanto sottovalutata patologia.
Le cause della polmonite.
In generale si contrae la polmonite respirando batteri, funghi e virus, raramente si sviluppa per una infezione che ha colpito, invece, altre zone dell’organismo.
Quando i patogeni vengono respirati arrivano sino ai polmoni e ai bronchi e li aggrediscono, se il sistema immunitario non riesce a contrastarli si scatena un’infezione e di conseguenza una polmonite. Un sistema immunitario in salute, se non ci sono altre patologie in atto, è solitamente capace di far fronte al problema autonomamente.
Esistono tre tipologie specifiche di polmonite in base alla causa stessa che l’ha generata:
- Batteri, spesso dopo un malanno di stagione aumentano i rischi che specifici organismi scatenino un’infiammazione polmonare. Solitamente si tratta di dello streptococcum pneumoniae.
- Virus. Colpisce nella maggior parte dei casi persone debilitate, si tratta di virus dell’influenza che l’organismo non riesce a contrastare.
- Funghi. Caso più raro ma solitamente si verifica se si sono respirati gas contenenti lo stesso fungo. Anche in questo caso la vera discriminante è sempre il sistema immunitario debole che non riesce a contrastarla.
La polmonite, qualunque sia la causa scatenante, può aggredire un polmone soltanto, oppure essere di tipo bilaterale (li colpisce entrambi).
I fattori di rischio più comuni della polmonite.
Le possibilità di contrarre una polmonite aumentano moltissimo quando si hanno determinati comportamenti o
condizioni definiti, appunto, a rischio:
- Il fumo, causa di un grandissimo numero di patologie polmonari tra cui anche il cancro. Fumare, secondo gli esperti, è in assoluto il maggior fattore di rischio della polmonite nelle persone sane.
- Altro fattore di rischio molto importante è l’età, bambini sotto l’anno di vita e adulti sopra i 65 anni sono i soggetti maggiormente colpiti.
- Chi soffre di patologie che aggrediscono e debilitano il sistema immunitario.
- L’alcool aumenta notevolmente le possibilità di avere problemi all’apparato respiratorio e in modo particolare la polmonite.
- Chi ha di recente avuto influenza, febbre o malanni stagionali.
Se una persona ha la polmonite ha maggiori possibilità di avere delle complicazioni se:
- Ha più di 65 anni.
- Ha patologie come asma o diabete.
- Abuso di alcool.
- Ha un sistema immunitario debole.
- Vive in ambienti a contatto con molte persone.
Gli pneumologi in questi casi, in generale, consigliano di contattare il medico di famiglia e all’occorrenza di andare all’ospedale più vicino.
Come capire se si ha la polmonite: i sintomi.
Comprendere subito se si tratta di polmonite o altri disturbi simili è essenziale per far fronte a una patologia che può portare anche gravi conseguenze se non curata. In generale dura, nelle persone sotto i 65 anni, circa 2-3 settimane e i sintomi compaiono abbastanza rapidamente, tra questi ci sono:
- Tosse, spesso con produzione di muco dai polmoni. Può essere di colore verde e contenere anche tracce di sangue.
- Febbre.
- Freddo, brividi e il classico battito di denti.
- Respiro corto e affannato.
- Nausea e vomito.
- Diarrea.
- Senso di stanchezza e debolezza costante.
- Tachicardia.
Per quanto riguarda una polmonite di tipo non batterico, quindi da funghi o virus, i sintomi sono simili ma più specifici:
- Febbre.
- Tosse.
- Fiato corto.
- Muco nella tosse.
Come detto nelle persone in buona salute si tratta di una patologia non particolarmente pericolosa tanto che può capitare che, chi ne è affetto, continui le normali attività.
Come prevenire la polmonite.
La polmonite è una malattia che può essere prevenuta modificando lo stile di vita che apporterebbe vantaggi a tutto l’organismo migliorando anche la qualità della vita:
- Smettere di fumare è il passo più importante. Il sistema respiratorio è aggredito costantemente da polveri sottili, smog e inquinamento, appesantirlo ulteriormente con il fumo aumenta esponenzialmente i rischi.
- Lavarsi le mani più volte nell’arco della giornata. Secondo un recente studio (Fonte: Fondazione Veronesi) le mani andrebbero lavate per almeno 45 secondi.
- Mangiare più verdure e frutta. Ciò rinforzerà il sistema immunitario.
Ovviamente, nel caso fossero presenti già altre patologie croniche, gli pneumologi raccomandano di non entrare in contatto con persone che sono affette da polmonite.
Una delle forme più gravi e resistenti è chiamata polmonite da nosocomio proprio perché si contrae negli ospedali. Questa tipologia è solitamente più resistente alle cure e agli antibiotici.