Il tia è un attacco ischemico transitorio, caratterizzato da una riduzione del flusso del sangue al cervello; generalmente ha una durata inferiore ad un’ora e non lascia segni visibili sulla persona che ne è stata colpita.
È importante effettuare delle terapie mirate per evitare che ricompaia anche in modo più grave sotto forma di ictus.
Tia: di cosa si tratta
Si sente spesso parlare di persone colpite da tia ma, nello specifico, di cosa si tratta?
Il tia è un disturbo che compare all’improvviso e che si esaurisce spontaneamente, ha una durata temporanea massima di 24 ore, ma spesso si limita a pochi minuti. E’ una perdita focale di una funzione cerebrale od oculare, ed è dovuto ad una riduzione dell’apporto ematico al cervello, a seguito di un restringimento di un vaso sanguigno o della presenza di un coagulo o un embolo.
Viene anche denominato mini-ictus; quando questo disturbo permane per più di 24 ore si parla di ictus. Mentre l’attacco ischemico transitorio in genere non lascia esiti, l’ictus può avere conseguenze anche molto gravi. È importante quindi cercare di prevenirne la comparsa evitando i fattori di rischio.
Tia: diagnosi e sintomi
La persona colpita da tia generalmente si reca in ospedale o dal medico quando il disturbo è già passato, quando ormai quindi tutti gli esiti sono scomparsi. Successivamente, però, è importante sottoporsi a tutti gli accertamenti per capire la parte del cervello che è stata colpita ed indagare sulla causa scatenante, per poter procedere con le dovute terapie per evitare che si manifesti di nuovo.
Il medico effettua la diagnosi chiedendo alla persona colpita dal tia ed alle persone che erano presenti al momento dell’attacco, quali sintomi si sono manifestati, e se in famiglia si sono presentate già problematiche simili. Generalmente si manifestano con frequenza:
- difficoltà di linguaggio,
- formicolio,
- difficoltà nella coordinazione motoria.
Richiede poi, in genere, di sottoporsi ad un esame del sangue per controllare alcuni valori che danno indicazioni sulla glicemia, l’omocisteina, il colesterolo, la coagulazione del sangue e l’ipertensione.
Inoltre potrebbe richiedere alcuni esami strumentale come:
- Ecografia carotidea, è una procedura non invasiva che permette di analizzare la struttura interna della carotidi,le due arterie posizionate sul collo che forniscono il sangue dal cuore al cervello. Se sono presenti dei restringimento, il rischio di un ictus potrebbe essere elevato.
- Tomografia assiale computerizzata (TAC), è una metodica digitale di diagnostica che riproduce su un video immagini di sezioni, in questo caso del cervello, individuando l’area colpita da tia. Vengono utilizzate delle radiazioni ionizzanti, può essere integrata con l’introduzione di un liquido di contrasto che permette di seguire il flusso del sangue nei vasi dell’encefalo e del collo.
- Angiografia cerebrale, è un’indagine diagnostica per analizzare la morfologia delle vene e delle arterie cerebrali ed eventuali problematiche che le coinvolgono. Viene eseguita generalmente in anestesia locale, grazie all’introduzione di un liquido di contrasto, è possibile analizzare il flusso sanguigno nelle arterie vertebrali e nelle carotidi verso il cervello.
- Risonanza magnetica nucleare, è una tecnica di diagnostica per immagini utilizzata soprattutto nel settore neurologico, non invasiva perché non utilizza radiazioni, permette di visionare il tessuto cerebrale ed analizzare se ha subito danni dopo l’attacco ischemico transitorio. È possibile associare anche in questo caso, così come per la TAC, l’introduzione di un liquido si contrasto che ha comunque un potere allergizzante ridotto rispetto a quello introdotto con la TAC.
- Ecocardiogramma transesofageo, è un esame che permette di visualizzare le strutture che formano il cuore, mediante l’uso di ultrasuoni trasmessi da una sonda. Se effettuato insieme all’ecocardiogramma transtoracico, è possibile determinare, in caso di embolia, il punto del cuore in cui provengono gli emboli.
Tia: i fattori di rischio
Gli esperti hanno individuato dei fattori di rischio che possono aumentare la possibilità che un soggetto venga colpito dal tia. I fattori più comuni sono:
- ipertensione cronica,
- colesterolo alto ,
- aritmie,
- fumo,
- abuso di alcol,
- sovrappeso,
- sedentarietà,
- uso di droghe,
- familiarità.
Chi è già stato colpito dall’attacco ischemico transitorio dovrebbe cercare il più possibile di evitare di esporsi a tali fattori, perché purtroppo il tia una volta comparso, tende a ripresentarsi. Se poi degenera nella sua forma più grave, l’ictus, le conseguenze potrebbero essere anche complicate e spiacevoli. Se crediamo di rientrare tra i soggetti a rischio, rivolgiamoci a medici esperti e qualificati che ci sapranno indicare la strada da percorre per cercare di prevenire questa problematica.
Tia: terapie
Dopo aver effettuato tutti gli esami necessari per poter indagare sulle cause che possono aver determinato il tia, il medico può prescrivere le terapie per cercare di evitare che si verifichi di nuovo. Ovviamente ogni paziente avrà una terapia mirata e più indicata per il suo caso specifico.
Le terapie possono essere:
- di tipo farmacologico,
- chirurgiche.
Generalmente le terapie farmacologiche che vengono prescritte sono a base di farmaci anticoagulanti, per rallentare il processo di coagulazione, e a base di farmaci antiaggreganti piastrinici, in grado di interagire negativamente con la funzione di aggregazione piastrinica, per prevenire la formazione di emboli di origine trombotica.
Le terapie di tipo chirurgico, invece, prevedono un intervento per andare a liberare i vasi sanguigni da eventuali occlusioni come placche aterosclerotiche e trombi.
Gli interventi più utilizzati sono generalmente:
- intervento di angioplastica e stent, che prevede l’introduzione di un tubicino (stent) nel punto dell’occlusione della carotide, che una volta gonfiato, riaprirà il passaggio al sangue.
- Intervento di endoarteriectomia carotidea, prevede la sostituzione della parte di arteria occlusa, con del tessuto artificiale.
Tia e prevenzione
Gli esperti hanno quindi associato la comparsa di un attacco ischemico transitorio alla presenza di alcuni fattori considerati a rischio tia. Per attuare una corretta prevenzione, consigliano quindi di tenere sotto controllo la pressione controllandola con regolarità e assicurandosi che i livelli siano nella norma, di abbandonare cattivi abitudini come il consumo eccessivo di alcol ed il fumo, ed evitare di assumere droghe. Cercare inoltre di seguire uno stile di vita sano svolgendo con regolarità dell’attività fisica, e seguendo un’alimentazione sana ed equilibrata. E’ importante anche effettuare con cadenze regolari esami di controllo per esaminare alcuni importanti valori come il colesterolo e la glicemia.
Affidiamoci sempre a medici esperti e qualificati.
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