Lupus in gravidanza: cosa sapere e cosa temere.
Per Lupus eritematoso sistemico, LES o semplicemente Lupus si intende una patologia che comporta l’infiammazione cronica e pluri-sistemica dovuta a cause ignote; va detto che è autoimmune e presenta forme variabili a seconda dell’organo o apparato interessato. Tra le donne in età fertile, non è poi così rara; pertanto è utile diagnosticarla e curarla soprattutto durante la gestazione.
Prima del Lupus in gravidanza, il quadro clinico generale della patologia
La sintomatologia all’inizio è abbastanza simile ad altre malattie, poiché inizia a comparire la febbre, la spossatezza ed un malessere generale causato da una flogosi che si sta sviluppando da qualche parte.
Sembra che le vittime preferite siano le articolazioni e l’insieme dei muscoli e delle ossa. Il più delle volte, fino al 70%, il Lupus potrebbe dare luogo ad artralgie (dolori alle articolazioni), ad artrite reumatoide, ad una temporanea necrosi di alcune ossa ed infine alle tensosinoviti soprattutto degli arti inferiori.
Il problema nasce dal fatto che i dolori appaiono e scompaiono nell’arco della giornata e sono confondibili; talvolta è persistente il dolore, che può durare fino ad alcuni mesi. Solitamente durante la notte tendono ad aumentare i dolori: in tal caso è consigliabile un controllo radiologico ecografico o tramite tac e risonanza per definire l’entità e la causa. In altri casi il Lupus si manifesta sulla pelle o sulla cute dando luogo a forme acute, sub-acute o croniche:
- Forme acute: il rush cutaneo assume la forma simile ad una farfalla con una forma eritematosa su tutto il corpo complicata da bollicine sierose
- Forme subacute: la malattia si sposta verso le zone cutanee più esposte al sole e non hanno bollicine e lesioni; si presentano appunto in una forma caratterizzata da rash cutanei o cronicità
- Forme croniche: la malattia è diagnosticabile per la presenza di piccole bolle in rilievo, placche localizzate o più in profondità (prende il nome in questo caso di panniculite)
Quali organi ed apparati sono interessati?
Un organo che può subire l’attacco del Lupus è il rene, con conseguenze quindi anche sull’apparato urinario (dal rene alla vescica): se colpisce il rene possiamo avere forme di cistiti, ematurie, ipertensione arteriosa, problemi di vascolarizzazione; in altre parole, improvvise perdite ematiche insieme all’urina, di lieve o moderata entità.
Si procede poi con manifestazioni che possono coinvolgere il nostro sistema nervoso dando luogo a forme di epilessia, episodi che causano problemi ai vasi cerebrali, dolori ai nervi del cranio o del sistema periferico.
Dal rene si passa ad un’altra zona, quella dei polmoni e della pleura: questa volta è dunque la pleura ad essere interessata, con la conseguente pleurite in entrambi i lati o i polmoni che, se colpiti, manifestano polmoniti acute o croniche.
E lo stomaco con l’apparato digerente? Si hanno problemi a livello esofageo, si potrebbe avere una gastrite o un’ulcera peptica, come anche colite, enterite, pancreatite ed epatite.
E il cuore? Tra le patologie, le più frequenti sono pericardite e miocardite. Si possono inoltre presentare casi di ipertensione arteriosa.
Quali sono dunque le cause del Lupus?
Purtroppo non è ancora chiaro perché l’uomo possa essere colpito dal Lupus. Il problema nasce dal fatto che potrebbero esservi una molteplicità di fattori genetici, endocrinologici o ambientali. Alcune alterazioni immunologiche portano alla diminuzione del numero e delle funzioni dei linfociti; a queste fanno seguito disfunzioni che infieriscono sulla produzione di anticorpi.
Lupus in gravidanza e diagnosi: come si riconosce la malattia?
Usando il microscopio si vedono piccole lesioni nella zona colpita. Si possono distinguere inoltre problemi vascolari ai grandi vasi, presenza di trombosi, alterazione di alcune membrane (per esempio la membrana basale, posta tra l’epitelio e il tessuto connettivo) o infine granulomi. Attraverso un microscopio elettronico è possibile individuare depositi sotto l’epitelio e sotto l’endotelio. Essendo il LES una malattia dal decorso variabile e confondibile con altre patologie, sono stati stabiliti alcuni criteri di classificazione.
Se si è affetti da almeno 4 dei criteri sotto elencati, si parla di LES:
- Rash malare ovvero un eritema che compare più o meno sugli zigomi
- Rash discoide ovvero eritema sul viso e sul cuoio capelluto
- Fotosensibilità
- Lesioni nel cavo orale
- Artrite
- Malattie renali
- Malattie o alterazioni nervose
- Polmoniti, pleuriti o altre malattie polmonari
- Problemi cardio-vascolari
- Disfunzioni o alterazioni a livello circolatorio (anemia, basso numero di globuli bianchi etc.)
- Esami ematici con valori positivi ad alcuni anticorpi
Avendo fino ad ora descritto le caratteristiche della LES, veniamo ai problemi che insorgono nelle donne in caso di Lupus in gravidanza.
Lupus in gravidanza: cosa fare?
Vivendo la tua maternità è evidente che la LES non influisce sulla tua fertilità, ma andrebbe considerato che diverso è il tipo di approccio. Si tratta comunque di una gravidanza da tenere sotto controllo con visite più ravvicinate, poiché il rischio di eventuali complicanze è maggiore rispetto alle altre gravidanze.
Due sono i punti da considerare, l’uno riguarda come affrontare la gestazione e l’altro quando e come pensare di poter partorire. Ogni passo dipende da ciò che capita nei tre trimestri: questo perché i disturbi renali, il diabete, la pre-eclampsia, problemi di anticorpi o in presenza di anemia, si curano in modo diverso. Relativamente al parto è stato dimostrato che si inizia a poter partorire dalla 38ma settimana in poi, quando il peso del bambino dovrebbe essere pari a circa 3kg, il suo punteggio di Apgar risulterebbe di 8/9. Non si esclude però la possibilità di parti prematuri.
Per quanto riguarda la scelta di come partorire, va valutato caso per caso: c’è la possibilità possa essere eseguito un parto spontaneo o potrebbe esservi, invece, la necessità di un taglio cesareo. Ginecologi ed ostetrici tendono a non decidere prima cosa adottare, ma preferiscono intervenire in base alle condizioni della partoriente. Di solito, il periodo di gestazione non dà particolari problemi, tranne nel caso in cui la LES dovesse presentarsi nella sua forma più grave e dovesse manifestarsi un ritardo di crescita intrauterino.
Conclusioni sul Lupus in gravidanza
Non c’è da preoccuparsi, comunque, perché trattandosi di una malattia ben conosciuta e abbastanza frequente che può coinvolgere più di un organo o apparato, molte sono le mamme che hanno partorito figli sani.
Tuttavia sarebbe utile e preferibile vi sia una collaborazione tra ginecologi, reumatologi e pediatri per aiutare a crescere bene i propri figli e per vivere al meglio l’essere madre.
Fonte: www.lupus-italy.org