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Medicina e Attualità

Nuove frontiere in Medicina: visite mediche sul web.

I pazienti francesi, da quest’anno, potranno entrare in contatto con il proprio medico grazie a e-mail e, grazie a una web-camera incorporata nel computer, anche vederlo in faccia e, perché no, mostrargli, se visibili, i segni della malattia. Tutto questo grazie a un decreto approvato sul finire dello scorso anno il quale da il via a un esperimento che secondo il ministro della Sanità francese, Roselyne Bachelot,  potrà avere diversi vantaggi: primo fra tutti, risolvere il problema della mancanza di medici nelle regioni più periferiche.
L’idea della visita virtuale può far discutere, soprattutto in un Paese come il nostro, dove già fanno fatica a decollare i certificati di malattia online, dove la sanità è gratuita, l’alfabetizzazione informatica ancora scarsa e il rapporto medico-paziente piuttosto sentito. Da noi la telemedicina non è molto diffusa e si limita ad alcuni progetti sparsi, a macchia di leopardo sul territorio.
Una situazione ben diversa da quella di altre nazioni europee, dove l’e-health è, in molti casi, regolata per legge e, soprattutto, da quella degli Stati Uniti dove esistono addirittura siti online di consultazione medica a pagamento, come American Well. Nei Paesi dove la medicina online è stata avviata i vantaggi, per i pazienti e per la comunità, sono già documentati da una serie di ricerche.
Secondo una ricerca norvegese, una diagnosi via web richiede meno di cinque minuti (dieci se oltre a un messaggio scritto vengono inviate anche foto della lesione, mentre una normale visita ne richiede circa venti), evita lunghe liste d’attesa e la terapia prescritta si è sempre rivelata appropriata. I danesi, invece, hanno pensato a un’«assistenza digitale» per le persone anziane con problemi cronici come diabete, patologie respiratorie, disturbi cardiaci: questi pazienti possono avere problemi a raggiungere un ambulatorio medico anche a pochi chilometri di distanza, mentre Internet e la web-camera sono a portata di mano.
Resistenze serie alle cure telematiche, tuttavia, vengono proprio dai medici che, nella maggioranza dei casi,  vivono la telemedicina come un’inopportuna interferenza nel rapporto diretto tra medico e paziente. Un sondaggio fra gli specialisti di un’unità di terapia intensiva dell’Università del Texas, dove i pazienti erano tenuti sotto controllo 24 ore su 24 da specialisti «esterni» via web, ha dimostrato che i medici non apprezzavano questo sistema. C’è da dire, peraltro, che guardando ottimisticamente al futuro, la telemedicina non è che l’evoluzione naturale di una tendenza italiana in atto già da molto tempo. Alzi la mano chi, a fronte di una banale influenza o di un fastidioso e reiterato mal di schiena non è stato curato via telefono dal proprio medico curante.

Articolo di Redazione
Fonte: Corriere della sera, 28 ottobre 2010