L’ angina pectoris è una malattia dovuta ad un momentaneo insufficiente afflusso del sangue al cuore.
Si manifesta generalmente con dolore al torace, sintomo dal quale deriva il suo significato letterario. Scopriamo come il medico effettua la diagnosi e le terapie più utilizzate per curarla.
Angina pectoris: classificazioni
L’angina pectoris è un fenomeno che si manifesta quando il sangue non affluisce in quantità corretta al cervello. Questo può essere causato da diversi fattori che spesso sono legati alla presenza di malattie coronariche. La più diffusa è l’aterosclerosi, patologia che consiste nella presenza sulle pareti delle arterie di placche aterosclerotiche, ossia accumuli di adipe che provocano un restringimento dell’arteria ed una conseguente riduzione del flusso del sangue. Le placche possono anche distaccarsi dalle pareti e creare degli emboli potenzialmente dannosi alla salute.
Questo termine latino (angina=dolore, pectoris=petto) venne usato per la prima volta dal dott. William Heberden nel 1978, medico e patologo inglese che nel libro “Commentaries on the history and cure of diseases”, effettuò una descrizione di questa patologia in un modo così dettagliato, che ancora oggi questa malattia viene chiamata “malattia di Heberden”.
Le classificazioni dell’angina pectoris sono:
- angina pectoris da sforzo (o stabile),
- angina pectoris instabile,
- angina pectoris secondaria.
L’angina pectoris da sforzo, è dovuta generalmente ad uno sforzo fisico eccessivo, ad un forte stress emotivo o anche a temperature molto fredde.
L’angina pectoris instabile, si può manifestare sia sotto sforzo, sia in uno stato di riposo, a seguito di un’arteria ostruita da un trombo.
L’angina pectoris secondaria, invece, non è dovuta ad ostruzioni dei vasi sanguigni, ma da altre problematiche come ad esempio aritmie, forme di anemie gravi, insufficienza aortica.
Angina pectoris: sintomi
Il sintomo più comune è un forte dolore al petto temporaneo, ma possono comparire anche altri disturbi come ad esempio:
- senso di pesantezza,
- indolenzimento al torace,
- sensazione di pressione,
- dispnea,
- sudorazione eccessiva,
- vomito,
- pallore in viso,
- svenimento.
I sintomi sono molto simili a quelli che possono comparire in caso di un’indigestione, per questo motivo molto spesso non viene presa troppo in considerazione dalla persona colpita e viene trascurata. Invece questo disturbo, così come anche tutte le malattie che coinvolgono il sistema cardiovascolare, non devono essere assolutamente trascurate perché le conseguenze potrebbero essere anche molto gravi.
Se crediamo di essere stati colpiti da questo disturbo rivolgiamo ad un medico qualificato che procederà con tutte le dovute indagini.
Angina pectoris: diagnosi
Il medico effettuerà una diagnosi analizzando la storia personale del paziente, richiederà alcune informazioni come ad esempio se ci sono stati casi in famiglia di questa patologia, e sul tipo di vita che si sta conducendo. Infatti tra i fattori che possono determinare questa malattia, rientrano anche abitudini di vita scorrette legati all’alimentazioni, al fumo o all’alcol.
Procederà poi prescrivendo alcuni esami diagnostici come ad esempio elettrocardiogramma, ecocardiogramma, tomografia computerizzata, scintigrafia miocardica e test da sforzo. Queste indagini sono volte ad indagare nell’eventuale presenza di una malattia coronarica in atto e comunque per cercare di identificare, la causa per poter procedere così con le opportune cure.
Angina pectoris: cure
Una volta individuata la causa che ha scatenato l’angina pectoris, il medico prescriverà le dovute cure, che potrebbero basarsi su:
- cure di tipo farmacologico,
- intervento chirurgico,
- cambio di uno stile di vita poco sano.
I farmaci che generalmente vengono utilizzati per curare questo disturbo sono del tipo beta-bloccanti, aspirina, nitroglicerina o statine.
Gli interventi chirurgici vengono effettuati, invece, quando l’utilizzo dei farmaci non ha avuto successo o comunque quando si ritiene che se non si interviene prontamente in modo chirurgico, le conseguenze sul paziente potrebbero essere anche molto gravi.
Gli interventi chirurgici che generalmente vengono utilizzati come cura sono:
- bypass coronarico,
- angioplastica coronarica.
L’intervento di bypass coronarico consiste nell’isolamento del tratto del vaso sanguigno danneggiato, con una deviazione del flusso sanguigno in un condotto parallelo nuovo inserito artificialmente durante l’intervento, generalmente prelevato dalla gamba del paziente.
L’intervento di angioplastica coronarica consiste invece nel trattare il punto dell’arteria che ha subito un restringimento, allargandola con l’introduzione di un palloncino accorpato ad uno stent (struttura a maglia metallica) che, gonfiandosi, permette di eliminare l’ostruzione e di migliorare il passaggio del sangue in quel punto.
Angina pectoris: cause e prevenzione
L’angina pectoris è dovuta a due diversi tipi di cause:
- cause non modificabili,
- cause modificabili.
Le cause non modificabili sono quelle legate alla familiarità, i soggetti ritenuti a rischio hanno già avuto casi in famiglia di questa malattia, il sesso, quello maschile è generalmente più colpito rispetto alle donne che invece tenderanno ad esserne colpite maggiormente con la menopausa, e l’età avanzata.
Le cause modificabili sono quelle dovute a fattori esterni, legati ad esempio allo stile di vita condotto o ad alcune patologie cui il soggetto è colpito. Gli esperti hanno notato che la sedentarietà, il fumo, l’abuso di alcol, le droghe, e l’obesità sono fattori che incidono sulla comparsa dell’angina pectoris. Anche lo stress è tra i fattori ritenuti a rischio.
Alcune patologie poi come il diabete, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia possono essere cause scatenanti. Teniamo quindi sotto controllo la pressione sanguigna e la glicemia.
Per prevenire l’angina pectoris, generalmente il medico consiglia in prima battuta di modificare lo stile di vita che si sta conducendo, se non del tutto corretto. Anche seguire una sana alimentazione, ricca di frutta, verdura e legumi e povera di grassi, può aiutare a tenere lontane alcune malattie cardiovascolari. Affidiamoci sempre ai consigli di medici esperti.
Fonte: