“Dormire, forse sognare…” recitava Amleto che, evidentemente, tanto pazzo non era se si prendono per buoni i risultati pubblicati sulla rivista Sleep da un gruppo di ricercatori americani della School of Medicine dell’Università di Stanford che hanno coinvolto undici giocatori di basket, invitati a dormire dieci ore a notte per un periodo di cinque/sette settimane, misurandone in tempo reale le prestazioni sportive.
Quello che è emerso è che le performance atletiche erano migliorate nettamente. In particolare, ne aveva guadagnato il tempo di corsa negli sprint ed era aumentato del 9,2 per cento il numero di tiri a canestro centrati. Non solo, ma il miglioramento riguardava anche le risposte fisiologiche, con un salto di qualità complessivo nell’allenamento e nel gioco.
Cheri Mah, la dottoressa che ha coordinato l’intera ricerca, sottolinea che invece, nella pratica di tutti i giorni, gli atleti si allenano e giocano le partite con livelli di sonnolenza moderati o alti senza sapere che questo potrebbe influenzare negativamente le prestazioni. I giocatori, invece, potrebbero ottimizzare i risultati degli allenamenti e delle gare sfruttando i benefici del sonno cui, si dovrebbe ricorrere non soltanto prima di una prestazione sportiva, ma in maniera metodica e regolare tutti i giorni.” Il sonno, in definitiva, secondo questo studio sembra essere un buon alleato non solo per gli atleti, ma per tutti… Amleto compreso.
Articolo di Redazione
Fonte: La Stampa, 2 luglio 2011