Le ragadi anali sono un disturbo particolarmente fastidioso in quanto il punto un cui sono localizzate, la superficie interna dell’ano, è ricco di terminazioni nervose.
Approfondiamo questo delicato argomento, di cui le persone colpite non amano parlare neanche con il loro medico, rispondendo alle domande più frequenti. Raccomandiamo comunque di rivolgersi sempre ad un medico specialista in modo da diagnosticare con precisione la malattia e iniziare una terapia curativa idonea.
Conosciamo le ragadi anali
Domanda: Cosa sono le ragadi anali?
Risposta: Le ragadi anali sono piccole ferite cutanee (lacerazioni della pelle) posizionate all’interno dell’ano.
Domanda: Perché le ragadi anali sono chiamate dagli esperti “sindrome dolorosa in tre tempi”?
Risposta: Perché i sintomi dolorosi si presentano in tre momenti distinti. Nella fase iniziale il dolore compare solo durante l’evacuazione a causa del passaggio delle feci, poi si ha qualche minuto in cui il dolore scompare per poi ripresentarsi nelle ore successive a diversi gradi di intensità.
Domanda: A chi mi devo rivolgere se soffro di ragadi anali?
Risposta: Il medico esperto che si occupa di ragadi anali è il proctologo.
Domanda: Le ragadi anali sono tutte uguali?
Risposta: Gli esperti distinguono le ragadi anali in base a come si presentano: forma acuta e forma cronica.
La forma acuta si presenta come una ferita triangolare internamente, arrotondata esternamente e poco profonda. La forma cronica ha un bordo arrotondato ed è più profonda.
Le cause delle ragadi anali
Domanda: Quali sono le cause delle ragadi anali?
Risposta: Gli esperti affermano che le ragadi anali sono un problema che può avere diverse cause che interagiscono tra di loro: stitichezza, diarrea, ischemia cutanea, stile di vita sedentario, alimentazione non adeguata, gravidanza, lavori che costringono alla posizione eretta per troppo tempo e scarso igiene. La ferita può essere provocata anche da agenti meccanici legati all’alimentazione come ossa di pollo, lische di pesce o altri residui che non vengono trattati correttamente dal nostro apparato digerente.
Domanda: Per quale motivo la stitichezza può generare le ragadi anali?
Risposta: In effetti la stitichezza è la causa principale di questo disturbo in quanto la persona colpita ha le feci troppo dure che, passando attraverso l’ano durante l’evacuazione, ne procurano ferite e lacerazioni.
Domanda: Ho capito che la stitichezza è una delle cause fondamentali delle ragadi anali ma ho sentito dire che anche la diarrea le può provocare? Come mai? Non è un controsenso?
Risposta: Quando una persona soffre di diarrea vuol dire che le feci non rimangono a lungo nell’intestino e le sostanze contenute nei cibi non vengono assorbite completamente. Questo comporta un aumento dell’acidità dell’ambiente che può lentamente irritare la mucosa fino a renderla più debole e soggetta a lacerazioni. Se la diarrea diventa cronica, il canale anale tende a restringersi e le evacuazioni diventeranno sempre più difficoltose e dolorose nel momento in cui le feci torneranno normali.
Domanda: Ho letto che l’ischemia cutanea può essere una delle cause delle ragadi anali. Di cosa si tratta?
Risposta: L’ischemia è una patologia in cui si ha una mancanza di afflusso di sangue nella parte interessata. Nel caso del canale anale l’ischemia cutanea viene generata da un tono muscolare troppo elevato che determina una diminuzione della vascolarizzazione dei tessuti e, in seguito, la comparsa di una ferita superficiale.
Domanda: Sono una persona molto ansiosa e soffro di ragadi anali. Il problema può dipendere dal mio stato emotivo?
Risposta: Una vita troppo stressante può dare origine alle ragadi anali in quanto gli sbalzi emotivi e lo stress prolungato provocano una contrazione eccessiva della muscolatura interna dello sfintere anale.
I sintomi delle ragadi anali
Domanda: La patologia può essere asintomatica?
Risposta: I sintomi delle ragadi anali sono presenti fin dai primi momenti della comparsa della patologia in quanto le ferite sono situate in un punto delicato ricco di terminazioni nervose. In particolare il dolore è ben evidente durante la defecazione.
Domanda: I sintomi sono presenti solo quando si va in bagno?
Risposta: Negli stadi iniziali della patologia il dolore è presente solo durante l’evacuazione ma quando il problema cronicizza il disturbo si può presentare ad intermittenza rendendo difficoltoso lo svolgere della vita di tutti i giorni. Il dolore può comparire anche di notte e il paziente può avere difficoltà a dormire.
Domanda: Dopo essere andato in bagno noto delle presenze di sangue nella carta igienica. Mi devo preoccupare?
Risposta: Tracce di sangue nella carta igienica sono un segnale della presenza delle ragadi anali in quanto si tratta di sangue che fuoriesce dalle ferite interne all’ano. Questo sintomo è simile a quello riscontrato nelle emorroidi ma in questo ultimo caso la quantità di sangue è decisamente superiore.
Domanda: Cosa sono le “ragadi anali seriose”?
Risposta: Si tratta di ragadi anali che secernono del siero che comporta una certa sensazione di prurito anale e di ano umido.
Domanda: Cosa è il “polipo sentinella”?
Risposta: Il polipo sentinella (erroneamente detto anche “emorroide sentinella”) è una piccola protuberanza posizionata nel canale anale vicino a una ragade. È una formazione di natura benigna ed è legata a fenomeni di carattere infiammatorio di lunga durata.
Come diagnosticare le ragadi anali
Domanda: Posso capire da solo di soffrire di ragadi anali?
Risposta: Generalmente, considerato che i sintomi associati al dolore sono presenti fin dalla fasi iniziali, il paziente è in grado da solo di capire di essere colpito dalla ragadi anali. A questo punto è fondamentale la visita medica approfondita di un medico esperto in modo da isolare con precisione le cause del problema e prescrivere la cura più adatta.
Domanda: Perché mi devo rivolgere a un proctologo se posso diagnosticare da solo la patologia?
Risposta: I sintomi delle ragadi anali sono simili a quelli di altre patologie molto serie come emorroidi, neoplasie e malattie veneree. La persona comune non è in grado dai sintomi a risalire alla patologia scatenante, quindi è fondamentale la visita medica da parte di un esperto che, in caso di dubbio, potrà prescrivere ulteriori esami di approfondimento.
Domanda: Come viene diagnosticata dal proctologo la ragade anale?
Risposta: Il proctologo effettuerà una visita che consiste in un’ispezione con esplorazione rettale e anoscopia.
La terapia per curare le ragadi anali
Domanda: Le ragadi anali guariscono da sole?
Risposta: Difficilmente le ragadi anali migliorano se non viene rimossa la causa scatenante. Al contrario se non vengono curate in tempo possono peggiorare e diventare croniche a causa del dolore che provoca una contrazione involontaria dei muscoli interni peggiorando il problema.
Domanda: Soffro di ragadi anali ed evito di andare in bagno frequentemente per il dolore. In questo modo le ferite migliorano più velocemente?
Risposta: Assolutamente no! In questo modo viene favorita la stitichezza, le feci diventano ancora più dure e compatte e quando si evacua tendono a lacerare ancora di più il canale interno dell’ano.
Domanda: Le ragadi anali possono essere curate?
Risposta: Sì, ma è necessario agire tempestivamente prima che il problema diventi cronico. Recenti studi hanno dimostrato che il problema può essere risolto nel 70% dei casi con trattamenti non invasivi se si agisce in tempo e il problema non cronicizza.
Domanda: Le ragadi anali allo stadio iniziale possono essere risolte con terapie non troppo impegnative?
Risposta: Se la patologia viene diagnosticata in tempo il medico potrà consigliare un approccio leggero basato su una piccola variazione nella dieta giornaliera. In particolare bisognerà aumentare l’apporto di fibre alimentari e il consumo d’acqua in modo da rendere le feci più morbide che non procureranno più lacerazioni durante il loro passaggio.
Domanda: Quali cibi devo assumere per prevenire l’insorgenza delle ragadi anali?
Risposta: Gli esperti consigliano di seguire una dieta ricca di fibre (frutta frasca, verdure, cereali integrali, legumi e frutta secca) e bere molta acqua. Bisognerebbe evitare le bevande alcoliche e la caffeina che, al contrario, hanno un effetto disidratante. È necessario evitare anche cibi piccanti e troppo speziati (pepe e peperoncino).
Domanda: Ho letto che le ragadi anali possono dipendere dalla stitichezza. Posso utilizzare i lassativi per risolvere il problema?
Risposta: L’utilizzo di lassativi deve essere fatto sempre sotto il controllo di un medico in quanto se il problema non viene affrontato nella maniera giusta si può provocare la diarrea e peggiorare la situazione.
Domanda: È valido il rimedio della nonna di sottoporsi a bagni caldi per alleviare i disturbi?
Risposta: I bagni e i lavaggi fatti con acqua calda possono alleviare il dolore in quanto diminuiscono la tensione nello sfintere anale. Purtroppo questi benefici sono di breve durata e il dolore ricomparirà finché non si è risolta la causa scatenante. Inoltre bisogna fare attenzione a non utilizzare saponi che possono irritare ulteriormente la pelle.
Domanda: Una mia amica estetista ha detto che le ragadi anali si possono risolvere tramite iniezioni di botulino. È vero? Ci sono controindicazioni?
Risposta: Il botulino può essere utilizzato, sotto stretto controllo di un esperto, per rilassare i muscoli involontari dell’ano e dare sollievo per qualche mese. Gli esperti assicurano che non ci sono controindicazioni a parte un po’ di dolore che si sente durante l’iniezione del siero.
Domanda: Cosa sono i dilatatori anali? Ho sentito che possono essere utilizzati come terapia per curare le ragadi anali.
Risposta: Si tratta di dispositivi che hanno lo scopo di dilatare le pareti dell’ano per fargli recuperare l’elasticità. In genere vengono utilizzati quando le ragadi hanno raggiunto uno stadio avanzato.
Domanda: Le ragadi anali possono essere curate con apposite pomate?
Risposta: Sempre se la patologia viene diagnosticata precocemente il medico potrà consigliare l’utilizzo di pomate a base di nitroglicerina che danno immediatamente un sollievo contro il dolore. Grazie al leggero anestetico in esse contenuto riescono a rilassare lo sfintere anale portandolo gradualmente alla guarigione evitando le contrazioni involontarie.
Domanda: Le pomate possono essere utilizzate sempre senza controindicazioni? Posso prenderle in farmacia senza consultare il medico?
Risposta: Ogni terapia deve essere iniziata sotto stretto controllo medico. Anche l’utilizzo di pomate, che a prima vista potrebbe apparire innocuo, può avere conseguenze importanti se non viene fatto nel modo giusto. Infatti le pomate tendono a desensibilizzare le pareti dell’ano con la conseguenza che il dolore non è più presente mentre rimane la causa scatenante che potrebbe peggiorare nel tempo.
Domanda: In cosa consiste il trattamento chirurgico per curare le ragadi anali?
Risposta: L’operazione chirurgica era, fino a poco tempo fa, l’unico rimedio per risolvere le ragadi anali. Le pratiche più eseguite sono la dilatazione anale e la sfinterotomia interna. La dilatazione anale oggi viene utilizzata raramente a causa delle controindicazioni e complicazioni post operatorie come l’incontinenza fecale. La sfinterotomia interna è la più utilizzata in quanto gli inconvenienti sono di più lieve entità.
Domanda: L’attività fisica è utile per prevenire le ragadi anali?
Risposta: Sicuramente uno stile di vita adeguato può aiutare a prevenire il problema. In particolare gli esperti raccomandano di praticare la giusta quantità di moto durante l’arco di tutta la giornata. Dove non fosse possibile praticare attività fisica è utile camminare il più possibile, magari per recarsi a lavoro, oppure evitare di prendere l’ascensore ed utilizzare le scale. Sono piccoli gesti che effettuati regolarmente aiutano il nostro corpo a rinforzarsi.
Domanda: Cosa è l’intervento di anuplastica?
Risposta: L’anuplastica è un’operazione chirurgica che consiste nel riportare nella parte interessata dalla ferita dei lembi di tessuto prelevati da altri parti del corpo. È un intervento abbastanza semplice che non richiede lunghe degenze e comporta poche complicazioni dopo l’operazione.
Domanda: Posso adottare comportamenti quotidiani utili ad alleviare il problema?
Risposta: Le ragadi anali possono ricevere un valido aiuto dalle corrette abitudini quotidiane, in particolare gli esperti consigliano di:
- utilizzare lubrificanti prima di ogni evacuazione in modo da non peggiorare l’entità della ferita,
- non sforzarsi eccessivamente durante l’evacuazione,
- evitare di irritare la pelle con l’utilizzo eccessivo di carta igienica,
- assicurarsi una corretta igiene intima con acqua tiepida e saponi neutri,
- asciugare bene le zone intime,
- non utilizzare biancheria troppo stretta e fatta con tessuti sintetici.
Domanda: L’intervento chirurgico per curare in maniera definitiva le ragadi anali è complicato e comporta una lunga degenza?
Risposta: Oggi l’intervento chirurgico viene effettuato in regime di day hospital, generalmente con anestesia totale per permettere al chirurgo di lavorare serenamente. L’operazione non dura molto, circa 15 minuti, e il paziente può tornare in poco tempo a svolgere la normale vita quotidiana. La guarigione completa della ferita avviene in circa un mese.