Prima di parlare di cioccolato in gravidanza, va premesso che è noto come il cioccolato porti benefici e sia salutare se consumato nelle giuste quantità, soprattutto se fondente.
Ma perché possiamo affermare ciò? Sappiamo davvero quali e quante proprietà ha il cioccolato, in che misura può essere usato come “terapia” o “cura”, e quindi come appartenga ai più gustosi “rimedi terapeutici”? Vediamo di cosa stiamo parlando.
Prima del cioccolato in gravidanza: quali sono i componenti del cioccolato?
Tra gli ingredienti che giovano maggiormente alla nostra salute ci sono i flavonoidi – contenuti anche in altri alimenti o bevande quali il vino rosso, il tè verde, il caffè – che costituiscono una difesa per il cuore, influiscono positivamente sulla nostra circolazione poiché impediscono o riducono la probabilità si formino trombi; possono essere paragonati all’aspirina, ma va aggiunto che i flavonoidi aiutano e migliorano la tonicità dei nostri vasi sanguigni e di conseguenza permettono di tenere sotto controllo la pressione sanguigna; sempre i flavonoidi sono antiossidanti, qualità che permette di bloccare l’azione negativa del colesterolo “cattivo” (LDL).
Per dare un’idea della quantità minima di cioccolato da ingerire, diciamo che si dovrebbero mangiare almeno 6 grammi al giorno di cioccolato fondente con almeno il 70% di cioccolato amaro (meno zucchero e più cacao ci sono, maggiori sono i benefici del cioccolato): più alte sono le percentuali del latte e dello zucchero contenuti nella tavoletta, minore è l’effetto antiossidante.
Un’altra sostanza terapeutica è la teobromina, con la quale si può alleviare la tosse, nonché stimolare e migliorare la funzionalità renale poiché si aumenta la diuresi grazie all’effetto drenante. E può essere utilizzato come antidepressivo poiché riesce a far produrre endorfine, che sono fondamentali per tenere sotto controllo il nostro umore facendo provare una sensazione di benessere.
Oltre alle sostanze appena descritte, il cioccolato contiene anche magnesio e ferro: il primo è essenziale in caso di pressione bassa e di crampi muscolari; il secondo ripristina l’equilibrio in caso di anemia, di flussi mestruali abbondanti o di perdite ematiche intermestruali dovute a qualche disturbo o patologia di natura ginecologica. Essendo antiossidante, il cioccolato, in base agli ultimi dati di una ricerca realizzata a Londra, aiuta a prevenire problemi della pelle come anche eritemi.
Infine, secondo uno studio effettuato da ricercatori spagnoli, è emerso come il cioccolato non solo aiuti a ridurre la pressione, ma conceda anche benefici ai malati di fegato che soffrono di cirrosi epatica, in quanto può intervenire sulla produzione delle piastrine e dei globuli sia bianchi che rossi.
A chi non fa bene il cioccolato?
Come sempre in questi casi, purtroppo il cioccolato non ha su tutti gli effetti desiderati, come ad esempio in chi ha problemi gastrici o gastro-esofagei, con disturbi renali dovuti alla presenza di calcoli o persone soggette a coliti o coliti croniche, gastriti, ulcere e ricorrente emicrania.
L’ingrediente che potrebbe nuocere a coloro che hanno i problemi sopra elencati è l’acido ossalico che tende ad unirsi al calcio e a depositare a livello renale dei sali difficilmente solubili. Se si soffre di tali disturbi o patologie, è preferibile sostituire il cioccolato con la giusta quantità di lenticchie, mordicchiando qualche quadratino di cioccolata fondente come spuntino.
E il cioccolato in gravidanza per le donne: sì o no?
Partendo dalla premessa che la gravidanza rappresenta per ogni donna un periodo particolarmente delicato durante il quale bisogna avere cura di se stesse e di chi sta crescendo dentro di voi, possiamo ribadire che la risposta al cioccolato in gravidanza è: sì. Può giovare.
Perché? Le donne, come è noto, vivono una rivoluzione ormonale e cambiamenti fisici dettati dall’aumento del volume di ciò che in palestra abbrevierebbero con GAG (glutei, addome, gambe), e quindi l’alimentazione corretta, associata ad una vita sana, può solo fare bene. Ciò non significa che debbano fare solo sacrifici; anzi, la cioccolata può recare loro molti benefici: aiuta nella circolazione, soprattutto riducendo trombi; migliora l’umore; rappresenta una sorta di batteria per i muscoli e le articolazioni, che vanno incontro ad una probabilità inferiore di soffrire per crampi e spossatezza. La gravidanza spesso potrebbe affaticare il cuore o lo scheletro della gestante – dato l’aumento del peso dai 6-8kg fino ai 10 – e portare a repentini sbalzi di umore.
La quantità di cioccolato in gravidanza consigliata è pari circa a 30gr al giorno, che non fa aumentare di peso ed è sufficiente ad abbassare il colesterolo LDL ed il rischio di gestosi o preeclampsia.
Quanto influisce il cioccolato in gravidanza sulla mamma e sul nascituro?
A questa domanda non si può che rispondere dicendo: molto. Ora si cercherà di dimostrare come e quanto il cioccolato possa influire positivamente sia sulla madre che sul nascituro.
Durante la gestazione i 30gr giornalieri permettono alle donne di vivere una maternità più serena in quanto la donna va incontro ad un minor numero di problemi anche gravi: non solo la preeclampsia è evitata, e quindi i disturbi legati all’ipertensione e alla circolazione, ma anche la gravidanza tende a raggiungere il termine prefissato (è bassissima la percentuale di rischio di parti prematuri). Si precisa poi che le sostanze contenute nel cioccolato diminuiscono lo stress nelle gestanti e il loro buon umore e la loro maggiore serenità vengono trasmesse al nascituro attraverso la placenta. Sembra che i nati da donne che hanno scelto di seguire una dieta che prevedeva l’assunzione di tale quantità di cioccolato fondente vengano alla luce più sereni.
In un congresso, tenutosi in Canada nel gennaio del 2016, sono stati riportati risultati nei quali è emerso che le risposte agli esami che si eseguono normalmente durante la gestazione hanno dato esito più che positivo. La flussimetria (o Velocimetria Doppler) e dunque la valutazione della pulsatilità si sono rivelate migliori nelle donne che assumono cioccolato fondente rispetto a quelle che fanno uso di cioccolato a latte o bianco; il peso della placenta e quello del bambino risultano nella norma.
C’è poi un altro dettaglio da non sottovalutare come effetto benefico del cioccolato, ossia la dimensione maggiore dell’arteria dell’utero, che porta sangue non solo all’utero, ma alla placenta e al feto. È stato ipotizzato quindi che, grazie alla placenta più efficiente – e sappiamo quanto sia importante il ruolo della placenta nel rapporto madre/feto madre/bambino nato -, eventuali complicanze o gravidanze a rischio siano radicalmente ridotte.
Conclusioni sul cioccolato in gravidanza
Nonostante le notizie positive sugli effetti benefici, si raccomanda vivamente di usare buon senso e di non lasciarsi andare nel consumo eccessivo di cioccolato in gravidanza (non più di 30gr giornalieri).
È consigliabile farsi sempre seguire da uno specialista, dal ginecologo o eventualmente dal cardiologo, per essere ancora più sicure che il cioccolato stia facendo bene il proprio dovere su di voi e sul vostro bambino.
Fonte: www.universonline.it