Il criptorchidismo è una patologia in cui uno o entrambi i testicoli non sono visibili e palpabili all’interno dello scroto.
È importante diagnosticare questa malattia il prima possibile perché, se non si interviene nel modo corretto, si possono avere seri problemi di infertilità in età adulta.
Le cause del criptorchidismo
I testicoli si formano durante lo sviluppo dell’embrione al di sotto dei reni e, dopo il settimo mese di gravidanza, tendono a scendere lungo la cavità addominale fino a posizionarsi nella sacca scrotale. Il criptorchidismo può comportare o un posizionamento del testicolo in una sede non corretta (ectopia testicolare) oppure un blocco della sua discesa verso lo scroto.
Generalmente (parliamo del 75% dei casi) la patologia riguarda solo un testicolo (criptorchidismo monolaterale) e solo nel 25% dei casi è bilaterale ma può comportare conseguenze importanti per la sterilità dell’individuo. Alcuni studi hanno evidenziato che la patologia può essere spesso associata alla presenza di ernia inguinale.
Il criptorchidismo può essere congenito (ossia presente fin dalla nascita) oppure dovuto alla non discesa del testicolo nella sacca scrotale. In quest’ultima situazione le cause possono essere ormonali o meccaniche. Nel primo caso la patologia è dovuta a una bassa produzione di ormoni (in particolare testosterone) durante la crescita del feto che non stimola la discesa del testicolo, nel secondo si hanno blocchi e ostruzione fisiche e meccaniche che impediscono al testicolo di discendere spontaneamente.
I sintomi e le complicanze del criptorchidismo
Il criptorchidismo non dà segnali particolari e il piccolo paziente non sente dolori o altri sintomi che possono indicare la patologia. In pratica la patologia è asintomatica. Quindi possiamo parlare di complicanze che subentrano in età adulta dovute a un criptorchidismo non curato nel modo appropriato e tempestivamente.
Infatti se il testicolo rimane in una sede non corretta dopo che il bambino ha superato i due anni di età, possono insorgere danni strutturali permanenti e irreversibili che interessano soprattutto la possibilità di procreare. Inoltre alcuni studi hanno evidenziato che se la patologia non viene curata entro i 15 anni si ha un aumento del rischio di contrarre un tumore ai testicoli.
In alcuni casi si forma all’interno dello scroto una massa di una certa entità che comporta difficoltà a camminare mentre in altri pazienti si è notata una torsione del testicolo ritenuto.
Se la patologia diventa cronica si possono avere problemi al sistema endocrino con una scarsa produzione di ormoni sessuali (in particolare il testosterone e gli estrogeni) e impotenza sessuale. Inoltre si potrebbe assistere a un deficit dello sviluppo seminale, con una possibile atrofia del testicolo e una conseguente bassa produzione di spermatozoi, che porta a problemi di infertilità maschile fino a una completa situazione di sterilità irreversibile.
Questi problemi sono dovuti al fatto che il testicolo viene a posizionarsi in una zona del corpo dove la temperatura è più alta rispetto a quella che avrebbe nello scroto e ciò comporta un’atrofia del tessuto germinale e una maggior probabilità della formazione di neoplasie (tumori ai testicoli). In questo caso sarà necessario asportare la gonade malata.
Come diagnosticare il criptorchidismo
Diagnosticare il criptorchidismo, anche se il paziente non ha sintomi particolari, non risulta particolarmente difficile. Una prima diagnosi la possono effettuare i genitori del bambino che possono rendersi conto visivamente della presenza di qualche problema. Se si notano situazioni anomale è consigliato rivolgersi a uno specialista per un’analisi mirata.
Un chirurgo pediatrico esperto può rendersi conto della malattia con un semplice esame visivo seguito da una palpazione della zona interessata senza bisogno di ulteriori esami da laboratorio. In questo modo può valutare sia se il testicolo è in sede scrotale oppure se è ancora nel canale inguinale.
L’esame medico è necessario anche per accertarsi che siamo davanti a una situazione di criptorchidismo (testicolo presente ma fuori sede) rispetto a una situazione di anorchia (assenza totale del testicolo per mancata formazione). In caso di dubbi, ossia quando il testicolo non è palpabile, il primo esame medico potrà essere seguito da ulteriori esami di approfondimento come una laparoscopia esplorativa o una ecografia.
La laparoscopia, effettuata in anestesia totale, consiste nell’introdurre una piccola sonda munita di telecamera dall’ombelico all’interno dell’addome per visionare l’anatomia interna e capire se il testicolo è presente ma posto in una sede non appropriata oppure è totalmente assente.
Come trattare il criptorchidismo
Considerate le complicanze, anche gravi, che comporta il criptorchidismo è essenziale diagnosticarlo in tempo e agire tempestivamente.
Il primo metodo utilizzato è di sottoporsi a terapie localizzate che hanno lo scopo di far discendere il testicolo. Ricordiamo che generalmente il testicolo tende a discendere spontaneamente entro il secondo anno di vita del bambino, quindi eventuali terapie non dovrebbero essere intraprese quando il bambino è troppo piccolo.
Se il testicolo non è disceso in maniera naturale si può optare, entro il secondo anno di vita, per una terapia medica a base di una bassa somministrazione di ormoni maschili (gonadotropine) senza effetti collaterali. Lo scopo di questo trattamento è di aumentare la produzione di testosterone per aiutare il testicolo a discendere.
Se gli effetti di questa terapia non sono evidenti sarà necessario passare a una terapia chirurgica correttiva (orchiopessia) dove viene effettuata un’incisione a livello inguinale e il testicolo, che è fuori posto, viene riportato chirurgicamente e fissato nella sua sede corretta facendo attenzione a una sua corretta vascolarizzazione.
Se la patologia non viene diagnosticata in tempo è possibile che il testicolo degeneri e sia necessario asportarlo completamente per evitare ulteriori complicazioni (orchiectomia).