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Neurologia

La schizofrenia: cause, sintomi e cura

La schizofrenia è una delle patologie psichiatriche più diffuse al mondo in cui la persona colpita ha varie disfunzioni (cognitive, emotive, comportamentali) e crede di sentire voci, ha paura che gli altri possano leggergli la mente o comunque che siano interessati a fargli del male. A causa di questi pensieri la persona schizofrenica è in genere molto agitata.

Si tratta di un disturbo complesso causato da vari fattori, ambientali e genetici, che interagiscono tra loro e che producono sintomi così diversi da rendere la diagnosi spesso complessa.

Le cause della schizofrenia

La schizofrenia cause, sintomi e curaLa parola “schizofrenia” ha origini greche e significa “mente separata”, intendendo uno scollegamento dalla realtà che ci circonda in quanto lo schizofrenico non riesce a comprendere il mondo reale e gestire in maniera efficace le proprie emozioni.

Le cause della schizofrenia sono una combinazione di diversi fattori tra cui:

  • ereditarietà,
  • eventi traumatici durante la gravidanza della madre,
  • parto difficoltoso che potrebbe aver danneggiato il cervello,
  • stress,
  • virus influenzali contratti nei primi mesi di vita che potrebbero causare danni al cervello.

I sintomi della schizofrenia

I sintomi della schizofreniaI sintomi della schizofrenia sono suddivisi dagli esperti in tre famiglie distinte: positivi, negativi e cognitivi.

Sintomi positivi:

  • scollegamento dalla realtà,
  • allucinazioni, che possono interessare tutti i sensi (vista, olfatto, udito, tatto e gusto),
  • sentire delle voci,
  • avere delle credenze non vere,
  • credere di essere un’altra persona (spesso un personaggio importante),
  • stato di agitazione elevato,
  • problemi nel far fluire i pensieri nel modo corretto (poca coerenza nei pensieri, scarsa capacità di concentrazione),
  • problemi nei movimenti che risultano agitati o ripetuti,
  • deliri (di grandezza o di persecuzione).

I sintomi negativi riguardano il comportamento e le emozioni e si tratta di capacità che le persone comuni possiedono ma che lo schizofrenico non ha più:

  • scarsa capacità di seguire una generica attività in maniera costante,
  • poca loquacità,
  • affettività coartata, quando l’affettività si manifesta con una grave riduzione dell’intensità del tono dei sentimenti esternati (scarsa capacità di esternare le emozioni),
  • scarsa capacità di pensiero logico,
  • apatia.

Sintomi cognitivi: scarsa capacità di memorizzare e interpretare le informazioni che provengono dal mondo esterno, scarsa capacità a rimanere concentrati.

Inoltre sono comuni i seguenti sintomi che, in genere, precedono quelli appena descritti:

  • isolamento sociale,
  • scarsa capacità nelle attività lavorative,
  • scarsa igiene personale e trascuratezza della cura della propria persona.

Gli esperti cercano di focalizzarsi principalmente sui sintomi cognitivi della schizofrenia perché sono quelli che rimangono costanti nel tempo e che possono risultare un buon indicatore dei risultati della terapia che viene utilizzata.

Non è semplice capire se un individuo è affetto da schizofrenia in quanto i sintomi si presentano lentamente durante la fase di crescita e sono molto simili ai normali sintomi dell’adolescenza (facile irritabilità, insonnia, cambiamento del comportamento e delle amicizie, isolamento sociale). Per questo motivo si cerca di avere un quadro della situazione più completo andando a individuare una combinazione dei vari segnali.

Gli esperti del settore, quando devono stabilire se un individuo è affetto da schizofrenia, vanno alla ricerca di alcuni segnali ben precisi, in particolare episodi di delirio, allucinazioni, difficoltà nell’organizzare un discorso articolato e che abbia problemi in una delle aree della vita quotidiana come il lavoro, l’igiene personale e le relazioni con gli altri. Inoltre questi sintomi devono persistere per almeno un mese.

La classificazione della schizofrenia

La classificazione della schizofreniaLa schizofrenia viene suddivisa in diverse famiglie:

  • Schizofrenia di tipo Catatonico: si ha un distacco dalla realtà in cui l’individuo alterna momenti di agitatezza con momenti di immobilità totale e mutismo. Gli stati di immobilità sono legati al fatto che il paziente ha paura di compiere azioni per non sbagliare o per non aprire un confronto con gli altri o con la realtà che lo circonda.
  • Schizofrenia di tipo Paranoide: il soggetto pensa di essere perseguitato, spiato, che qualcuno gli possa leggere il pensiero o che lo possa ostacolare nel perseguimento dei suoi obiettivi. Per questo motivo si ritrae nel suo mondo interiore in cui si sente al sicuro oppure può compiere atti di violenza quando si sente minacciato.
  • Schizofrenia di tipo Disorganizzato: è caratterizzata da una serie di comportamenti incoerenti non legati alla realtà che lo circonda. Il paziente è spesso scollegato dalle altre persone e dal mondo esterno.

Come curare la schizofrenia

Non è semplice diagnosticare la schizofrenia in quanto i sintomi che produce sono vasti e molto diversi tra di loro. Questo risulta spesso un problema perché non è facile diagnosticarla precocemente mentre se si intervenisse negli stadi iniziali le probabilità di una risoluzione favorevole sarebbero maggiori.

La schizofrenia viene curata principalmente attraverso appositi farmaci prescritti da un medico esperto tra cui gli antipsicotici (o neurolettici) molto efficaci grazie al loro effetto antidelirante e antiallucinatorio. Il loro utilizzo deve essere seguito con estrema attenzione in quanto possono avere alcuni effetti collaterali anche gravi come la sindrome neurolettica e la sindrome extrapiramidale.

È possibile trattare la schizofrenia anche attraverso terapia cognitivo-comportamentale che ha lo scopo di apportare significativi cambiamenti nel comportamento del paziente e nella sua sfera cognitiva attraverso la scoperta e il miglioramento delle sue abilità sociali.

Questa terapia è basata sull’assunzione che la schizofrenia è causata da vari fattori che interagiscono tra loro (comportamenti, pensieri, emozioni, sensazioni fisiche) e se si migliorano le capacità del paziente su vari fronti, in particolare sull’autostima, si possono apportare significativi cambiamenti positivi nel suo modo di ragionare e agire.