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Chirurgia Vascolare e Angiologia

TAO una terapia per rendere più fluido il sangue

La Tao (terapia anticoagulante orale) è una terapia ampliamente usata in Italia generalmente da persone portatrici di valvole cardiache, da pazienti  a rischio formazione coaguli o già colpiti da ictus, infarto o trombosi.

Chi è sottoposto a questa terapia deve sottoporsi con regolarità a controlli perché il dosaggio del farmaco utilizzato va dosato periodicamente e sotto stretto controllo medico.

TAO: quando viene prescritta

taoLa Tao viene prescritta spesso nei soggetti cardiopatici, con fibrillazione atriale, malattie valvolari, e nei casi un cui il soggetto tende a manifestare la comparsa di trombi, coaguli di sangue che si possono formare nei vasi e, se di dimensioni importanti, possono impedire il flusso del sangue.

La funzione dei farmaci anticoagulanti è proprio quella di ridurre la coagulazione del sangue per evitare di incorrere in complicazioni importanti.

Per poter capire il dosaggio corretto di questi farmaci il medico prescrive l’esame I.N.R. (Rapporto Internazionale Normalizzato) per misurare il tempo di protrombina. E’ un semplice esame del sangue i cui risultati vengono consegnati in poche ore.

La frequenza con la quale viene richiesto questo esame è personale, dipende da caso a caso; inizialmente può essere richiesto con più frequenza per tenere sotto controllo lo stato di salute del paziente, poi potrebbe essere sufficiente anche un controllo mensile.

Sarà il proprio medico curante a stabilire la frequenza dei controlli.

L’emostasi

Quando si crea una ferita si innesca un sistema all’interno del sangue chiamato emostasi, quel processo di eventi biochimici e cellulari che ha come scopo l’arresto del sanguinamento di un vaso lesionato.

L’emostasi si compone in una successione di eventi che si susseguono:

  • vasocostrizione o spasmo vascolare;
  • formazione del tappo piastrinico;
  • coagulazione.

La vasocostrizione si verifica quando un vaso viene lesionato, viene emesso un segnale nervoso che va a contrarre la muscolatura del vaso che rallenta la fuoriuscita del sangue anche nella zona circostante.

Intervengono poi le piastrine che creano una sorta di pellicola per impedire la fuoriuscita del sangue. Successivamente si attivano altri fattori che permettono la coagulazione del sangue da parte di alcune proteine del fegato tra cui la protrombina. La protrombina a questo punto si modifica diventando un enzima chiamato trombina che trasforma una proteina presente nel sangue chiamata fibrinogeno in enzima fibrina, una proteina formata da filamenti intrecciati tra lori che in caso di ferite, insieme alle piastrine, forma una crosta.

Quando si vengono a creare interferenze su questo processo, si corre il rischio di avere il sangue o troppo denso o troppo fluido.

Ecco che vengono in aiuto i farmaci anticoagulanti.

Come funzionano i farmaci anticoagulanti

tao farmaciI farmaci anticoagulanti interferiscono con l’emostasi, agendo sulla coagulabilità del sangue evitando la formazioni di trombi all’interno dei vasi sanguigni.

Esistono due tipi di anticoagulanti:

  • anticoagulanti diretti,
  • anticoagulanti indiretti.

I primi  limitano l’attività di alcuni fattori della coagulazione, hanno un effetto immediato sul nostro organismo, vengono somministrati per via endovenosa, sottocutaneo o parenterale.

Gli anticoagulanti indiretti vanno invece a contrastare l’attività della vitamina K, vengono somministrati per via orale, e agiscono dopo alcuni giorni dalla loro somministrazione.

Questi medicinali vanno assunti con molta attenzione, l’assunzione concomitante con altri farmaci potrebbe interferire con la loro attività, non vanno assunti insieme ad alcolici e sono controindicati durante la gravidanza.

Per la loro assunzione affidiamoci sempre a medici qualificati.