L’ ecografia transvaginale è l’ecografia più approfondita che investiga l’utero, le ovaie e la regione pelvica nella sua totalità. Si differenzia dall’ecografia pelvica più semplice che dà un’idea più superficiale ma arriva ai nostri reni e può essere effettuata da tutte le donne in età sterile, menopausale e post-menopausale indipendentemente dall’inizio dei rapporti sessuali o in altre parole è l’ecografia applicabile anche alle donne ancora vergini.
Con l’ecografia transvaginale è necessario sia iniziata l’attività sessuale.
Ecografia transvaginale perchè farla e insieme all’aspirazione?
L’ ecografia transvaginale può essere associata ad un’aspirazione con ago sottile nella pelvi per individuare e rimuovere le eventuali formazioni pelviche. L’aspirazione trova il suo maggiore impiego nel prelievo degli ovociti nelle ovaie e nell’iperstimolazione nelle procedure di fecondazione o fertilizzazione assistita, nella puntura ed eliminazione di cisti ovariche semplici, nello svuotamento di ematomi o anche di raccolte ascessuali.
La tecnica di aspirazione per via transvaginale ha notevoli vantaggi rispetto a quella addominale poiché la distanza tra l’obiettivo da raggiungere è minore, poiché il dolore è meno fastidioso, il rischio di infezione è ridotto ed infine l’intestino subisce difficilmente lesioni.
Come si esegue per l’aspirazione di ovociti?
La donna viene fatta sdraiare sul lettino per mettersi nella tipica posizione che viene richiesta per una visita ginecologica, poi il ginecologo procederà con il lavaggio vaginale usando soluzione fisiologica e ad introdurre con un’infiltrazione del liquido anestetico.
Tramite guanto sterile, lo specialista porrà la sonda e a mano libera con un ago sterilizzato pungerà il follicolo aspirando tutto il suo contenuto; l’ago aspiratore potrà essere posizionato all’interno della pelvi per evitare di essere tolto e reinserito più volte.
Attualmente è possibile eseguire la medesima operazione servendosi di appositi dispositivi, muniti di un pulsante per regolare e spingere l’ago sotto guida elettronica fino alla profondità stabilita.
Il passaggio dell’ago aspiratore è talmente veloce che la donna non dovrebbe provare alcun dolore e non è necessaria in questa fase l’anestesia.
L’unico neo di questi ultimi dispositivi è la loro novità, nel senso che l’operatore dovrebbe avere molta esperienza e molta attenzione nel maneggiarli.
L’aspirazione follicolare transvaginale ecoguidata si esegue in casi particolari ed il risultato è paragonabile a quello ottenuto tramite aspirazione laparoscopica o aspirazione transvaginale più semplice ed eseguita manualmente dallo specialista.
Pur essendo un intervento semplice, può comportare complicazioni quali un’infiammazione pelvica, un’emorragia pelvica o addominale dovuta alla rottura di un vaso.
Come si esegue nell’aspirazione di cisti?
L’aspirazione transvaginale di una cisti ovarica è abbastanza semplice a condizione che abbia un volume inferiore ai 7 cm; l’unica difficoltà consiste nella selezione di vere cisti ovariche da non confondere con eventuali formazioni di tipo neoplastico.
Se da prelevare o meglio aspirare è siero libero che non ha vegetazione intorno e sulle pareti alle quali è attaccato, non ci sono dubbi possa trattarsi di cisti ovarica; altrimenti potrebbe trattarsi di un problema più serio che non può essere affrontato in ambulatorio, ma è raccomandabile chiedere aiuto alla chirurgia o ad una terapia mirata.
Quali sono le candidate o meglio le vittime preferite di queste formazioni che possono essere curate con questa associazione tra ecografia ed aspirazione?
Si potrebbero menzionare tre gruppi:
- donne giovani che soffrono di cisti ovariche persistenti e dolorose,
- donne che hanno subito pregressi interventi chirurgici,
- donne più anziane.
Se le donne giovani corrono un rischio molto basso si tratti di formazioni neoplastiche (1,5%), le donne con una certa età hanno un’alta probabilità di andare incontro a neoplasie ovariche.
L’aspirazione soprattutto è una procedura che può rivelarsi utilissima anche nella diagnosi di semplici cisti ovariche e dunque nella selezione se supportato dall’ecografia transvaginale: anche in donne che presentano situazioni dubbie, la puntura con ago è indicativa della natura delle cisti stesse, senza che la donna debba provare molto dolore.
Viene pertanto considerata una procedura ad alto valore diagnostico.
Sotto guida ecografica, l’ago viene puntato in modo preciso per drenare completamente il liquido sieroso; il contenuto viene poi inviato al laboratorio per l’esame citologico.
E’ stato dimostrato che nelle donne giovane la recidività è abbastanza alta ed è pari a circa il 30% (3 su 10 donne presentano cisti recidive).
Per controllare e limitare la formazione di cisti dopo tale intervento è consigliabile ricorrere alla pillola anticoncezionale.
Inoltre l’ago aspirato può essere utilizzato anche in gravidanza, ma per esempio se lo specialista nota sull’ago tracce ematiche e la quantità di liquido individuata nell’immagine dell’ecografo è maggiore, si potrebbe ipotizzare una gravidanza ectopica nel caso la donna stia aspettando un bambino.
Da ultimo l’esame dato dall’aspirazione attraverso l’ecografo e l’osservazione della natura della cisti favorisce l’individuazione di dubbie neoplasie che portano lo specialista ad intraprendere da subito un’altra terapia mirata alla riduzione o blocco della neoplasia stessa prima di procedere eventualmente con l’intervento.
L’ago aspirato sotto guida dell’ ecografia transvaginale è una tecnica valida sia da un punto di vista diagnostico che terapeutico.
Nella fecondazione assistita il prelievo guidato da ecografo ha soppiantato la modalità transaddominale o laparoscopica dando alla donna meno rischi, meno complicazioni e più tranquillità nell’efficacia.
Anche se non sempre risolutiva in modo permanente, l’aspirazione nelle donne giovani può vedersi come una valida opzione terapeutica.
FONTE:
Callen, Ecografia in Ostetricia e ginecologia