All’interno del misterioso mondo infantile o pediatrico, è affascinante investigare su ciò che muove o non muove i bambini. Alcuni potrebbero reagire diventando improvvisamente silenziosi, altri, al contrario sono più aggressivi. I genitori spesso sono comprensibilmente paralizzati perché non sanno come prenderli e come intervenire; a volte l’istinto materno porta ad avere idee e a trovare soluzioni brillanti, ma se ciò non accade?
Quali possono essere i motivi che creano ansia o comportamenti anomali?
Va premesso che l’ansia e le sue conseguenze esistono negli adulti e nei bambini e sono le stesse; l’unico motivo di ansia che distingue quella infantile da quella degli adulti è il distacco o la lontananza dai propri genitori.
Questo tipo di ansia si verifica in un lasso di tempo piuttosto lungo ovvero può avere inizio intorno ai 4/5 anni e terminare verso i 18/20 cioè può includere sia i bambini che gli adolescenti. I disturbi di ansia sono divisi in: ossessivo-compulsivo, ansia data dalla separazione ed infine ansia generalizzata (stare all’aperto in mezzo alla folla, stare al chiuso, animali/insetti etc. etc.).
Un’altra piccola distinzione va fatta tra i maschi e le femmine, poiché sembrerebbe che i primi manifestano le loro paure in età infantile e le femmine durante la pubertà o l’adolescenza.
Le ansie dettate dalle ossessioni possono essere viste come convinzioni da cui non si riesce ad uscire o come pulsioni che ti spingono inconsciamente ad agire. In altre parole l’ossessione è un qualcosa che si prova dentro noi stessi, mentre la pulsione è un tipo di comportamento irrefrenabile. Spesso queste ansie derivano dall’ambiente dove si vive (famiglia) o che si frequenta (scuola ed amichetti).
L’ansia della separazione è piuttosto frequente e non è patologica e può essere tenuta sotto controllo spiegando i motivi per cui il genitore deve separarsi dal figlio. I bimbi hanno paura che possa accadere qualcosa di terribile e vogliono rimanere vicino ai genitori. Quanto al disturbo d’ansia generalizzato andrebbe detto che è il più difficile da “curare” perché raccoglie un po’ gli altri due.
E la società, che peso ha nella vita di un bambino?
La possibilità e la paura che accadano eventi come terremoti, disastri aerei, incidenti automobilistici potrebbe limitarsi ad un periodo di vita particolarmente stressante in cui si sente la notizia che da qualche parte sono capitati. Appartengono a questo gruppo anche i sensi di colpa che si creano nel bambino quando i genitori lo lasciano a scuola o nei campi estivi o infine ai corsi di attività sportive (nuoto, calcio, etc.). Nei bambini nasce l’idea di essere stati abbandonati per aver commesso chissà quale cosa, di essere lasciati per sempre anche se tutto ciò non è vero. Un’altra forma oltre a quelle indicate è l’attacco di panico che sia nei bambini che negli adulti può avere gli stessi effetti (come per esempio rush cutanei, problemi respiratori e cardiaci, tensione muscolare, sudorazione improvvisa).
Ma le fobie?
Parlando di fobie si può iniziare con la coppia agorafobia e claustrofobia ossia con le due fobie opposte rappresentate dalla paura di trovarsi in mezzo alle folle in spazi aperti o nei mezzi pubblici (autobus e metropolitane) e quella di non amare gli spazi chiusi come anche un ascensore o di rimanere bloccati in casa. Più lontano da questo tipo di luoghi si rimane, più si evitano.
Vi sono poi altri tipi di fobie che includono la paura di essere sottoposti al giudizio degli altri e riferendosi ai bambini può sorgere la paura di sentirsi giudicati o scherniti dai propri compagni o dai maestri. Un’altra fobia piuttosto frequente è quella nei confronti di ogni tipo di animale che va dal cane al topo o al serpente o infine agli insetti. È raccomandabile inoltre osservare quanto queste fobie ostacolino la vita quotidiana del bambino ed essere presenti ad intervenire per evitare eventuali sviluppi depressivi o crisi di ansia.
Se si notano comportamenti anomali?
Per comportamento anomalo si intende un’evidente difficoltà nel socializzare, una tendenza a nascondere ciò che succede o che è stato fatto (es. furto x cleptomania) o infine a mentire. Per essere più chiari questo tipo di condotta dovrebbe diventare la norma o dovrebbe ripetersi di frequente per considerare il tutto una deviazione dalla normalità, altrimenti è più che naturale. Chi di noi quando era piccolo non ha raccontato una bugia o non ha riferito qualcosa da cui è stato ferito o colpito…eppure siamo perfettamente normali.
Realtà o fantasia?
Spiegandosi meglio può accadere che il vostro bambino possa confondere la realtà con la fantasia e dunque le cose vere con le cose false; ciò potrebbe avvenire con piena consapevolezza del bambino o involontariamente. Non è facile individuare i motivi, ma è importante che i genitori si rendano conto di questo rapporto fantasia/realtà ed aiutino il bambino a crescere con meno incertezze ed una maggiore senso di responsabilità. E’altresì importante discernere la verità dalla menzogna poiché la prima migliora ed aumenta l’autostima, la seconda, invece, crea ostacoli.
Le bugie sono di tipo diverso: quali sono?
La bugia viene distinta in utilitaristica, compensatoria e tendenza alla mitomania. Usando parole semplici, nel primo caso il bambino mente similmente agli adulti, ovvero al fine di impedire che qualcosa avvenga o per avere qualcosa.
Il successo di questo comportamento dipende dai genitori: una punizione o un atteggiamento ostile potrebbe spingere il bambino spaventato a mentire nuovamente; se, al contrario si tenta di far capire al bambino di aver commesso un errore che sarebbe meglio non ripetere, il bambino stimolerà di più la sua intelligenza e cercherà di non “sbagliare”.
Passando al secondo tipo, la bugia compensatoria: tutto è nella mente e nelle mani dei bambini o degli adolescenti che potrebbero essere convinti delle cose pi ù incredibili come quella di essere figli di un re, di abitare in un castello incantato con maghi, fate e cavalli. Chiaramente la fantasia dei bambini è proverbiale anche perché fino a 6 anni si addormentano attraverso la lettura di fiabe, di racconti e di storie piene di personaggi fantastici. Quando però i bimbi crescono, queste forme dovrebbero scomparire, ma….
Crescendo si cambia?
Infine il terzo tipo, rappresentato dalla mitomania, o pseudologia fantastica è più o meno fisiologica finché si è piccoli; se rimane in età più adulta il desiderio e l’impulso di raccontare cose false ed irreali pur di attrarre l’attenzione degli adulti, è consigliabile che i genitori vadano un po’più a fondo del perché capiti questo. Spesso si ritrova nei bambini che hanno vissuto o vivono in famiglie, dove c’è un solo genitore (perché uno dei due è venuto a mancare o la coppia si è separata o ha divorziato) oppure nei bambini dati in affidamento e che non hanno conosciuto la madre.
Molto spesso nei bambini che vivono in ambienti tranquilli e conducono una vita sana raramente sono mitomani oltremisura o potrebbero esserlo solo in qualche circostanza e se hanno meno di 6/7 anni; non c’è differenza di genere perché sia i maschietti che le femminucce possono dar luogo a episodi simili.
Se ai bambini piace essere come Arsenio Lupin?
Bisogna dire che la maggior parte dei giovanissimi o dei minori amano sottrarre qualcosa senza essere scoperti soprattutto se sono maschi. Questo “vizio” implica però che gli attori abbiano un’età che permetta loro di comprendere che quello che stanno commettendo è un reato o meglio “non è permesso”. Se è normale che per i bambini il senso del possesso sia elevato a potenza, i ragazzi dovrebbero comprendere meglio i concetti di proprietà e di appartenenza.
Questi comportamenti dovrebbero far riflettere il genitore se hanno davanti un figlio adolescente che tende ad imitare Lupin; alcuni psicologi ritengono che se il “furto” è tra gli oggetti presenti nella mura domestiche, può significare che il figlio non si sente amato o coccolato come vorrebbe. Sembrerebbe che il ragazzo volesse far capire che quell’oggetto gli spetta di diritto perché rappresenta metaforicamente qualcosa che a lui viene meno come l’affetto materno o paterno o di entrambi.
Conclusioni
È bene si sappia che non c’è da preoccuparsi, ma è essenziale che i genitori si accorgano quando i bambini e i figli hanno un comportamento che devia dalla realtà e soprattutto a che età succede e quanto spesso. Detto questo lasciamo ai bambini i loro sogni d’oro, le loro illusioni, coccoliamoli un po’ di più… ma non abbiate paura di chiedere qualche consiglio al vostro specialista: pediatra o psicologo !
FONTE: www.nostrofiglio.it