Può capitare che durante una visita dermatologica effettuata per capire le ragioni per le quali i capelli cadono, ti venga diagnosticata: alopecia. Sta allo specialista indicarti le analisi specifiche per controllare i valori che riterrà opportuno al fine di comprendere il tipo. Molte potrebbero essere le cause scatenanti che vanno dallo stress alla depressione e dalla mancanza di vitamine e sali minerali a problemi di disfunzione tiroidea ed ormonale.
Cosa sono le Alopecie?
È un problema che generalmente si riesce a risolvere o in qualche raro caso solo a controllare, riducendo ma non arrestando definitivamente la caduta. Per spiegarsi meglio la vita del capello ha un suo ciclo che si può semplificare considerando i livelli massimi di caduta e ricrescita: in inverno ossia in gennaio e in febbraio la caduta è ridotta e la crescita è maggiore, in estate la caduta è pressoché assente e da aprile ad ottobre vede il suo picco quindi durante la primavera e l’autunno – esattamente come il ciclo delle foglie in natura -. Le alopecie, quindi, sono alterazioni degli annessi cutanei caratterizzate dalla caduta di capelli e peli in una qualsiasi parte del corpo che ne è dotata: testa/cuoio capelluto, sopracciglia, ciglia, ascelle e aree inguinali.
Come si caratterizzano i capelli?
I capelli sono classificati in base alla loro crescita: fase di anagen ovvero di crescita, catagen (di transizione) ed infine telogen (fase finale e di riposo). Durante la prima fase, i capelli crescono per un periodo che va dai 2 ai 7 anni e tutto ciò dipende da fattori sessuali o ereditari. Nella fase di transizione, la crescita ha 1 o 2 settimane di pausa con l’interruzione della produzione della melanina; ed infine nell’ultima, i capelli rimangono attaccati per più di un mese prima di staccarsi dal bulbo pilifero.
In un individuo, i capelli rimangono fino al 90% nella prima e seconda fase, il restante 10% è nella fase telogen, la più breve, e al termine della quale ricomincia il ciclo con la fase anagen. Contrariamente alla credenza popolare, secondo la quale i capelli ricrescono più facilmente dopo una rasatura totale, in realtà i capelli non vengono né rinforzati nè influenzati. Mediamente, la lunghezza massima del capello in coloro che hanno i capelli lunghi, è circa 150cm (1m,50).
Quali tipi di alopecia si conoscono?
Le alopecie possono essere di natura congenita o acquisite; in quelle congenite, l’alopecia può essere espressione di alcune patologie, nelle altre, le ragioni andrebbero studiate. Nel primo caso la perdita si concentra sulle zone temporali della testa (a triangolo) o meglio nelle aree parietali e al vertice. In questo caso, le uniche cure possibili sembrano essere rappresentate dalla chirurgia cioè dal trapianto. Per quanto riguarda le altre c’è un’ulteriore suddivisione: cicatriziali e non cicatriziali.
Quali sono le cicatriziali?
Si tratta il più spesso ad alopecie dovute a molteplici cause: traumi, ustioni, radioterapie, infezioni micotiche, lupus, sclerodermia. Sono facili da individuare in quanto la cute è biancastra e i follicoli del bulbo sono otturati. Si perdono i capelli senza avere particolari sintomi o si provano bruciore, prurito che vanno in crescendo. Può colpire sia l’uomo che la donna a qualsiasi età. Si distinguono in primarie e secondarie: le prime derivano spesso da cause endogene quindi patologie del paziente; le seconde, invece, da cause esogene (traumi, ustioni, ferite…).
Esistono alopecie cicatriziali piuttosto comuni che vengono chiamate lupus planus, lichen follicolare e lupus discoide. Facendo uno schema più semplice ed esemplificativo si osserva, quindi, che le alopecie cicatriziali si diversificano a seconda delle cause che le provocano: Disturbi dello sviluppo o malattie di tipo ereditario. Cause esogene (Traumi, ferite, ustioni, dermatite da raggi X) Infezioni da germi o batteri come la tigna, lebbra, sifilide, follicolite, acne, herpes. Presenza di neoplasie Malattie dermatologiche di dubbia o ignota causa. A seconda della causa si trova la terapia adeguata, anche se il trapianto sembra essere quella più efficace e con un numero inferiore di effetti collaterali.
Cosa sappiamo sulle alopecie non cicatriziali?
È necessaria una premessa ossia che la caduta di 30-50 capelli è fisiologica e non è affatto alopecia. Detto questo, le alopecie non cicatriziali possono essere scatenate da:
- Malattie infettive (nella fase acuta), turbe psichiche (ansia e depressione). L’effetto è la caduta abbondante di capelli dopo 3-6 mesi, dall’inizio della malattia.
- Deficit nutritivo (mancanza di sostanze vitali quali ferro), intolleranze alimentari (celiachia). La caduta è meno evidente e si interrompe con la ripresa di una sana alimentazione.
- Radiazioni: l’alopecia può essere definitiva o temporanea in base alla quantità di raggi.
- Chemioterapia (sospesa la quale, i capelli tornano a ricrescere)
- Disfunzioni ormonali: ipo ed ipertiroidismo possono portare alla caduta di peli e capelli.
FONTE: Dermatologia e Venereologia, a cura di Amerio