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Otorinolaringoiatria Pediatria e Neonatologia

Adenoidi nei bambini: quando è consigliato l’intervento chirurgico

Alcune volte le adenoidi infiammate possono causare complicazioni tali da richiedere la necessità di una rimozione chirurgica.

Oggi questo tipo di intervento chirurgico nella maggior parte dei casi si effettua in “day surgery” senza la necessità del ricovero notturno in ospedale. Scopriamo quando è consigliato, gli eventuali rischi ed il post intervento.

I disturbi delle adenoidi

adenoidi inerventoLe adenoidi hanno un’importante funzione di difesa, sono accumuli di tessuto linfatico posizionati tra il naso e la gola, ma, se aggredite da virus e batteri, possono infettarsi e dar luogo ad una serie di disturbi.

I bambini affetti da questa patologia possono presentare otiti frequenti, mal di gola, bronchiti, apnee notturne, e ostruzioni nasali che determinano la condizione del cosiddetto bambino adenoideo caratterizzato dalla bocca costantemente aperta.

Spesso il bambino presenta anche una voce con un timbro nasale e tende a russare durante il sonno.

Curare le adenoidi

Quando le adenoidi non assolvono più la loro funzione di difesa possono comportare danni al nostro organismo.

Per cercare di evitare lo scatenarsi delle infiammazioni gli esperti consigliano di tenere sempre il naso del bambino pulito tramite lavaggi nasali con soluzioni specifiche, bere molto acqua, umidificare l’ambiente con appositi umidificatori, sollevare leggermente il materasso del letto in cui dorme il bambino per migliorare la respirazione notturna.

Inizialmente la cura delle adenoidi è di tipo farmacologica, tramite l’assunzione di antibiotici e decongestionanti.

Non sempre però le cure farmacologiche sono sufficienti.

L’intervento chirurgico 

adenoidi intervento chirurgicoQuando il bambino presenta sintomi legati alle adenoidi ingrossate e infiammate, il pediatra potrebbe consigliare una visita specialistica otorinolaringoiatrica.

Il medico specialista effettua in genere inizialmente un esame rinoscopico, detto anche di rinoscopia anteriore, per accertare la presenza di un’eventuale ipertrofia adenoidea.

L’esame non è doloroso e si svolge in pochi minuti senza effettuare l’anestesia locale; si utilizza uno speculum nasale per divaricare le narici e mediante una luce, si analizzano le cavità nasali. Tramite questo esame è possibile visionare unicamente la porzione anteriore del naso.

La rinoscopia posteriore, viene utilizzata invece per un’analisi più approfondita, ma necessita di una leggera anestesia locale. Viene introdotto all’interno del cavo orale uno specchietto, fin dietro l’ugola, per analizzare lo spazio rinofaringeo.

Sarà il medico a  valutare la necessità di ricorrere ad un intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico per asportare le adenoidi viene chiamato intervento di adenoidectomia.

Generalmente quando le adenoidi infiammate comportano un’otite media che si manifesta con più di quattro episodi l’anno, quando il bambino presenta apnee notturne, ipocusia e anomalie dentarie, allora il più delle volte gli specialisti consigliano l’asportazione delle adenoidi.

Il post operatorio

Come per tutti gli interventi, anche in questo caso, esistono degli eventuali rischi che potrebbero presentarsi, ma secondo il parere degli esperti, le complicazioni sono molto rare.

Dopo l’intervento chirurgico possono comparire alcuni disturbi che tendono a scomparire in breve tempo, come secchezza della gola, difficoltà di deglutizione, dolore localizzato, tosse, disturbi dovuti all’intubazione endotracheale a seguito dell’anestesia effettuata al piccolo paziente.

Nei giorni successivi potrebbero anche comparite mal di orecchie e vomito.

Per alleviare alcuni disturbi il medico potrebbe consigliare l’assunzione di alcuni antidolorifici, ad esclusione però dell’aspirina che potrebbe causare delle emorragie.

Vanno inoltre evitati bagni in acqua calda e l’esposizione ad alte temperature.