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Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva

Diverticoli in gravidanza: scopri come combatterli

Le malattie legate ai diverticoli non sono rare, anzi spesso possono insorgere soprattutto se non si è più giovanissimi: fino a meno di 40 anni, la percentuale della popolazione risulta essere pari al 5-10% mentre se si hanno più di 40 anni, questa aumenta a circa il 20% fino ad arrivare a quasi il 70% nell’anziano.

Come si generano i diverticoli?

Il diverticolo è sacciforme ed è simile ad una bolla che si gonfia verso l’esterno passando attraverso i punti della parete del colon dove trova minor resistenza; essendo il colon discendente verso sinistra più debole, il diverticolo trova lì la sua zona prediletta. Ciò non vuol dire che non possa formarsi in altri punti del colon e che non possa essere in forma sporadica o diffusa, ma soltanto che il più spesso il dolore si prova nella zona inferiore sinistra del colon chiamata sigma.

Spesso, i diverticoli dipendono dalla dieta e dalla vita da noi condotta: gli specialisti sostengono che quando mangiamo dovremmo fare attenzione non solo alla quantità di grassi o di zuccheri, ma soprattutto la nostra digestione dovrebbe essere favorita. Non è un caso, infatti, che la diverticolosi o diverticolite siano diffuse più nei paesi occidentali che in quelli orientali. Basterebbe pensare al fatto che in Occidente si dà più spazio ad alimenti con molti carboidrati, zuccheri e grassi, mentre in Oriente i pasti principali sono a base di legumi e cereali.

Integrare la nostra carne e il pesce o la pasta con una giusta quantità di frutta e verdura durante i pasti principali, o consumare più frutta o verdura magari per uno snack oltre che dopo o i pasti, favorisce il lavoro dell’intestino poiché le feci sarebbero più morbide. Più sono raffinati i cibi (più proteine, zuccheri e grassi hanno) più le feci si induriscono ed infine più semplici sono (frutta, verdura, legumi e cereali) e più acqua trattengono, meno voluminose si presentano le feci.

Quali sono i sintomi?

I portatori di diverticoli nel colon, il più delle volte non sanno di averli e lo scoprono con un esame radiologico o endoscopico eseguito per molte altre ragioni.

Una piccola percentuale di pazienti riferisce una sintomatologia caratterizzata da dolori addominali piuttosto forti durante la defecazione o in episodi di flatulenza (emissione di gas). Diarrea e stipsi rappresentano due sintomi confusi, spesso, con il colon irritabile. La complicanza più frequente è la diverticolite ossia un’infiammazione del diverticolo: a causa della stipsi residui di feci rimangono nell’intestino, fermentano e provocano quest’infiammazione.

L’aumento di pressione all’interno del diverticolo, può portare alla sua perforazione che a sua volta può coinvolgere anche i tessuti adiacenti. Un’acutizzazione del dolore dovrebbe essere considerata attentamente per evitare altre più temibili complicazioni come per esempio ascessi, fistole o piccole emorragie.

Si può diagnosticare? Come?

Gli specialisti possono avvalersi di uno strumento chiamato clisma opaco a doppio contrasto o dell’endoscopio. Una volta individuata l’infiammazione si potrebbe approfondire l’indagine attraverso una tac o una risonanza per avere informazioni più precise relativamente ad eventuali complicanze; va aggiunto che semplici esami ematici possono aiutare ad individuare flogosi o piccole infezioni (VES, leucociti, proteina C reattiva). Fatta la diagnosi, è opportuno seguire adeguate strategie terapeutiche suggerite dal vostro gastroenterologo. Nei casi di assenza di sintomi è consigliabile una dieta basata su frutta, verdura, legumi e cereali ed attività fisica per esempio nuoto o il camminare. Se, invece, appaiono sintomi e dolori si può intervenire per via antibiotica o antinfiammatoria locale o sistemica. Nei casi più gravi, anche se non accade molto spesso, è opportuno decidere con il medico il da farsi, incluso l’intervento chirurgico.

Quali sono gli alimenti permessi, e quali no?

Dopo queste considerazioni gli alimenti consigliati sono:

  • Pane integrale
  • Pasta o Riso al pomodoro
  • Latte Formaggi freschi (mozzarella, stracchino etc.)
  • Uova
  • Carne di vitello, tacchino.
  • Pesce lessato o ai ferri
  • Verdure e Frutta

E quali no?

  • Uova fritte
  • Formaggi stagionati o piccanti
  • Carni grasse
  • Patate fritte
  • Agrumi fritti o frutta secca
  • Sostanze irritanti: spezie molto forti e piccanti

E cosa accade in gravidanza?

Poiché l’età media della prima gravidanza si è spostata verso i 38-40 anni ed oltre, è probabile che le gestanti possano avere problemi di diverticoli. La cause più frequenti potrebbero essere la stipsi e la compressione dell’utero. È difficile formulare una diagnosi corretta in gravidanza, poiché i dati di laboratorio potrebbero sovrapporsi a quelli di una flogosi acuta aspecifica e non rivelare diverticolite.

Oltre ai dati di laboratorio, è necessaria una risonanza magnetica, ma la paziente dovrebbe presentare altri sintomi oltre a quelli addominali come febbre, nausea e reazioni gastrointestinali (vomito o diarrea) per essere sicuri si tratti di diverticolite. Una volta accertata, il ginecologo sarà colui che suggerirà la terapia antibiotica più indicata o deciderà altre vie. Come prevenzione, si potrebbe assumere una giusta quantità di fibre compresa tra i 25-30 grammi giornalieri.

Conclusioni

Seppure rara, la malattia diverticolare dà problemi risolvibili ed individuabili con più facilità se non si è in gravidanza. Le complicanze delle malattie diverticolari in gravidanza vanno affrontate con cura. Se tali disturbi o malattie possano essere congenite ancora non è dimostrabile, ma si pensa più a predisposizioni o all’associazione con altre malattie come per esempio il diabete, come anche il sovrappeso e la vita sedentaria.

Poiché l’età media della prima gravidanza si è spostata verso i 38-40 anni ed oltre, è probabile che le gestanti possano avere problemi di diverticoli. La cause più frequenti potrebbero essere la stipsi e la compressione dell’utero. È difficile formulare una diagnosi corretta in gravidanza, poiché i dati di laboratorio potrebbero sovrapporsi a quelli di una flogosi acuta aspecifica e non rivelare diverticolite. Oltre ai dati di laboratorio, è necessaria una risonanza magnetica, ma la paziente dovrebbe presentare altri sintomi oltre a quelli addominali come febbre, nausea e reazioni gastrointestinali (vomito o diarrea) per essere sicuri si tratti di

FONTE: Manuale di Gastroenterologia, 2013-2015