Le cicatrici si formano in seguito ad un trauma quale una ferita o un atto chirurgico.
Il processo di cicatrizzazione altro non è che la guarigione della pelle attraverso la formazione di nuovo tessuto connettivo cicatriziale.
Se però viene prodotta dal corpo una quantità eccessiva di tessuto cicatriziale (tessuto connettivo – collagene e fibroblasti), la cicatrice diviene molto grossa ed evidente, con un conseguente disagio estetico del paziente.
Tipi di cicatrice
Nel momento in cui si verifica un qualsiasi evento traumatico per la pelle, l’organismo attiva naturalmente un processo di cicatrizzazione finalizzato a “riparare” lo strato cutaneo. Si tratta di un fenomeno assolutamente naturale, una sorta di forma di difesa che l’organismo erge per porre rimedio ad una ferita in modo rapido ed efficace.
- Cicatrice atrofica: si presenta nel caso in cui il tessuto di cicatrizzazione sia insufficiente; si tratta di una cicatrice profonda che produce una “depressione della pelle”. La causa fondamentale della formazione di questo tipo di cicatrici è l’acne. In genere questo tipo di cicatrice può essere trattata con dermoabrasione o filler;
- Cicatrice ipertrofica: si tratta di segni della pelle in genere legati ad un intervento chirurgico o a ferite causate da eventi accidentali. In taluni di questi eventi può succedere che tessuto fibroso si generi in grande quantità formando una cicatrice rilevata e talvolta dolente, che può giungere a limitare i movimenti articolari;
- Cicatrice cheloidea: in queste cicatrici l’estensione diviene abnorme difatti a seguito di traumi,ustioni o piercing si crea una lesione cicatriziale che va molto al di la dei confini della ferita da cui origina per cause fondamentalmente sconosciute. Nonostante il cheloide non costituisca una lesione maligna è tuttavia un tipo di cicatrice che raggiunge un maggior volume e può divenire invasiva e fastidiosa. Il danno creato da questo tipo di cicatrice è oggettivamente antiestetico e necessita di trattamenti con crioterapia o iniezioni di cortisone
Come si curano le cicatrici?
Il trattamento delle cicatrici (atrofiche, ipertrofiche e cheloidee) è legato a procedure estremamente complesse e variabili; infatti è diversa la riparazione della ferita da paziente a paziente ed è influenzata da numerosi fattori.
Nella fase iniziale o guarigione della ferita, è necessario somministrare terapia antibiotica e non esporre la cute lesa al sole perché, oltre a rallentare il processo di guarigione, stimolando i melanociti, provoca macchie scure. Nella fase intermedia il trattamento più efficace di una cicatrice, specialmente se ipertrofica o cheloidea, si ottiene quando la stessa è immatura e l’epitelio sovrastante è intatto.
Il trattamento di una cicatrice inizia sempre con un semplice massaggio effettuato localmente, più volte al giorno, al quale si affianca l’uso di creme al silicone; successivamente è, nella maggior parte dei casi, consigliabile l’utilizzo del laser che consente di trattare ogni tipo di inestetismo cutaneo; tuttavia, poiché non tutti i laser sono uguali, è fondamentale rivolgersi ad un chirurgo estetico il quale sarà in grado di individuare l’apparecchio più adatto e di dosare la lunghezza d’onda ed i tempi della cura consentendo di attenuare la larghezza della cicatrice con notevoli miglioramenti dal punto di vista estetico, ma anche funzionale, laddove sia necessario diminuire la tensione di un esito cicatriziale
Trattamenti chirurgici
Il trattamento chirurgico delle cicatrici è un intervento molto personalizzato che, come tale, necessita di un’accurata visita specialistica. Durante la prima visita il chirurgo dovrà valutare la qualità e le dimensioni della cicatrice e illustrare i risultati estetici che è possibile concretamente ottenere.
I tipi di intervento utilizzati sono:
- Escissione chirurgica completa;
- Escissioni seriate “intralesionali”.
Il trattamento chirurgico del cheloide, a cui si giunge di solito dopo una serie di tentativi con terapia medica, prevede l’escissione cosiddetta “intralesionale” della formazione, ossia senza la sua completa asportazione. Seguendo tale tecnica è stato visto che la probabilità che si riformi un cheloide delle stesse dimensioni rimane alta.
Il trattamento chirurgico della cicatrice ipertrofica prevede, invece, l’escissione completa dell’intera cicatrice. Anche in questo caso, comunque, la probabilità che si riformi una cicatrice di qualità scadente è alta, essendo le caratteristiche soggettive della cute del paziente l’elemento determinante nell’insorgenza di cicatrici patologiche.
Il chirurgo dovrà inoltre valutare le vostre condizioni di salute per escludere la presenza di alterazioni quali problemi di coagulazione o di cicatrizzazione o di pressione alta ,che potrebbero influire sul risultato estetico dell’intervento.
Al termine della visita il chirurgo, d’accordo con il paziente, sceglierà la procedura chirurgica più indicata al caso in esame
L’intervento chirurgico di revisione della cicatrice viene generalmente eseguito in anestesia locale in regime di day hospital ed ha una durata variabile in relazione alla cicatrice da trattare.
Fonte: medicinalive.it
