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Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva

Celiachia: non una moda ma una patologia oltre le tendenze

Una condanna a parere di chi la vive, soprattutto nel regno delle 3P: pane, pasta e pizza. Stiamo parlando della sensibilità al glutine non celiaca, della celiachia, dell’allergia al frumento ed in generale dei disturbi glutine correlati. Guardando ai dati italiani, a fine 2015 i diagnosticati erano più di 180.000, oltre il triplo rispetto al 2007.

Con una prevalenza della patologia all’1%, significa che almeno 600.000 italiani sono oggi celiaci. Eppure sono numerosi gli individui che oggi optano per una dieta “gluten free”, anche senza una reale necessità patologica.

Un mercato che sale alle stelle

gluten-freeUn mercato in ascesa negli ultimi anni, con crescita di fatturato e proseliti spinti dalle celebrities. Gwyneth Paltrow, Victoria Beckham, Kim Kardashian, Lady Gaga e moltet altre, trasformano i loro pasti in milioni di like e follower sui social.

Ma la verità, come sostenuto dal presidente AIC, Associazione Italiana Celiachia, Giuseppe di Fabio, “Nessuna ricerca scientifica dimostra vantaggi per la salute della dieta gluten free per chi non è celiaco”.

Alla base di tale scelta dietetica c’è l’erronea convinzione che questa garantisca un maggior benessere o che faccia dimagrire. Gli studi scientifici stanno ampiamente dimostrando il contrario. Anzi, nei non celiaci l’esclusione del glutine non riduce il rischio cardiovascolare. Le evidenze scientifiche dimostrano invece che l’alimentazione gluten-free nei non celiaci si associa a una riduzione del consumo di cereali integrali, con possibili effetti negativi proprio sul rischio cardiovascolare.

Quindi le star si sbagliano.

La Ricerca

I ricercatori hanno della Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (Espghan) hanno confrontato 654 prodotti gluten-free come pane, pasta, pizza, farine e biscotti di 25 marche diverse, con gli equivalenti che invece contengono il glutine. Nel complesso gli alimenti risultano più grassi e più ricchi di zuccheri complessi, tanto da spingere gli esperti a richiedere formalmente la revisione degli standard degli ingredienti di tali alimenti.

Maggio è il mese dedicato alla sensibilità al glutine, perciò proviamo a conoscere meglio questa intolleranza alimentare, il glutine e il mondo che li circonda.

Il Glutine: cos’è?

Il glutine è una proteina presente in grano, segale e orzo. L’intolleranza al glutine è a volte confusa con celiachia, e i termini sono spesso usati come sinonimi:

  • l’intolleranza al glutine è una reazione allergica al glutine nel tratto digestivo;
  • la celiachia è una malattia autoimmune, in cui il glutine porta a infiammazione intestinale e danni a lungo termine all’intestino tenue.

Poiché il glutine è l’innesco comune, i sintomi della sensibilità al glutine e della celiachia sono molto simili.

I sintomi possono comparire subito l’ingerimento della proteina e andare via in tempi relativamente brevi; in alcuni casi, invece, possono perdurare nel tempo e cronicizzarsi. Poiché non esiste attualmente alcun test per l’intolleranza al glutine, l’unico modo per essere diagnosticata è escluderla come causa dei sintomi.

Attenzione ai sintomi come strumento di diagnosi

Ecco alcuni sintomi dell’intolleranza al glutine cui prestare attenzione:

  • Mal di testa ed emicranie ricorrenti. Malessere che compare regolarmente dopo un paio d’ore dall’assunzione di alimenti che contengono glutine potrebbe essere un sintomo di intolleranza allo stesso. In aggiunta, altri cibi diffusi che possono far scattare il mal di testa sono zucchero, cioccolato, caffeina, alcol, formaggi, salumi e dolcificanti artificiali;
  • Problemi gastrointestinali. Problemi gastrointestinali in qualsiasi forma. Essi possono includere gas, gonfiore, bruciore di stomaco, crampi addominali, diarrea o stitichezza;
  • Stanchezza cronica o estrema. La stanchezza che sovviene dopo aver mangiato può essere un sintomo di intolleranza al glutine. Nelle persone che soffrono di questo problema, il glutine può impedire il corretto assorbimento dei nutrienti. Inoltre le persone che non sono consapevoli della loro condizione continuano a mangiare glutine. Questo provoca l’irritazione del rivestimento intestinale che a sua volta impedisce il corretto assorbimento dei nutrienti. A causa della mancanza di un adeguato assorbimento, i diversi organi del corpo sono privati ??del nutrimento di cui hanno bisogno. Inoltre, anche mangiare troppi carboidrati semplici in una sola volta può rendere stanchi e letargici, così come i cambiamenti ormonali nel corpo a causa della sensibilità al glutine;
  • Problemi emotivi. Ansia e depressione, sensazione di disperazione, mancanza di interesse, scarsità di energie, attacchi di panico, alterazioni dell’appetito, senso di perdita di controllo, alterazioni del sonno, rabbia e altro ancora. La sensibilità al glutine induce il sistema immunitario ad attaccare i suoi tessuti, determinando in tal modo l’infiammazione del sistema nervoso. Infatti, il glutine interferisce anche con l’assorbimento del triptofano, responsabile della sensazione di rilassamento;
  • Problemi della pelle. Eczemi, acne, psoriasi e dermatite. Il glutine causa infatti infiammazione sotto lo strato superiore della pelle, e ciò può causare eruzioni cutanee, prurito, bruciore, arrossamento e anche dolorose vesciche. Inoltre, il glutine ha un impatto dannoso sull’intestino e può portare a carenza di vitamina A nel corpo, essenziale per la salute della pelle e dei capelli;
  • Fibromialgia, dolori muscolari e dolore diffuso. La fibromialgia provoca gravi dolori al tessuto muscolare e alle articolazioni. Chi soffre di intolleranza al glutine soffre spesso di dolori articolari e muscolari, e formicolio o intorpidimento di mani e piedi. Altri sintomi della fibromialgia includono disturbi del sonno e stanchezza;
  • Problemi dentali. Scolorimento (marrone, bianco o macchie gialle) sui denti, grandi pozzi verticali, strisce o smalto traslucido, può essere un sintomo di intolleranza al glutine. Quando le persone sensibili al glutine lo ingeriscono, si verifica nel corpo una reazione immunitaria contro una delle proteine ??principali responsabili della produzione di smalto. Inoltre le carenze nutrizionali provocate dal disturbo impediscono la formazione e la crescita di smalto sano;
  • Annebbiamento della mente. Carenze di ferro, vitamina D e acido folico nel corpo a causa dell’intolleranza al glutine causano deterioramento cognitivo, che porta difficoltà di concentrazione e attenzione, così come vuoti di memoria a breve termine. Inoltre, l’infiammazione sistemica conduce ad alti livelli di citochine circolanti, e ciò provoca cambiamenti di umore e di comportamento;
  • Infertilità e aborto spontaneo. L’infiammazione creata dalla patologia rende difficile il concepimento. Inoltre, non dimentichiamo che il glutine è un disgregatore degli ormoni, il che può impedire il concepimento sia per gli uomini sia per le donne.

Più in generale se vi sono state diagnosticate malattie autoimmuni, vi è un’alta probabilità che il vostro corpo sia sensibile al glutine.

Ultime scoperte: gli enzimi amici

Nuovi dati, consulti gratuiti tramite le farmacie e soprattutto nuove scoperte. Tra le ultime novità c’è uno studio diffuso durante la Digestive Disease Week, il più grande convegno internazionale dedicato alla gastroenterologia.

Julia König – ricercatrice della School of Medical Sciences della University of Örebro, in Svezia – e i suoi colleghi hanno documentato che una compressa a base di enzimi prolil-endoproteasi (AN-PEP) ricavati dal fungo Aspergillus niger, da assumersi durante i pasti che contengono glutine può far sì che una grossa parte della proteina non arrivi all’intestino tenue. Questi enzimi, precisano i ricercatori, sono già in commercio negli Stati Uniti nella forma di integratori.

Una raccomandazione

Non si tratta di una cura per la celiachia, di una terapia né di uno stratagemma per consentire ai celiaci di sfuggire all’intolleranza.

Potrebbe però essere un modo comodo ed economico per sentirsi più al sicuro quando si mangia fuori casa, dove è virtualmente impossibile essere sicuri al 100% che il cibo non sia “contaminato” dal glutine.

Questi enzimi potrebbero rappresentare una risorsa in extremis dopo ingestione accidentale. Un asso nella manica per chi soffre di questa intolleranza che è ormai la più diffusa

Fonte: Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica e AIC